Aeroporto di Ponte Olivo

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Aeroporto di Ponte Olivo
IATAnessuno – ICAOnessuno
Descrizione
Nome impianto Aeroporto di Ponte Olivo
Tipo militare (fino al 1943)
privato (fino al 1962)
Stato Italia Italia
Regione Sicilia Sicilia
Città Gela
Posizione Ponte Olivo, a 9 km da Gela
Utilizzatore Regia Aeronautica
Eni
Reparti 41º Stormo Bombardamento Terrestre
51º Stormo Caccia Terrestre
Altitudine AMSL 40 m
Coordinate 37°07′46″N 14°19′04″E / 37.129444°N 14.317778°E37.129444; 14.317778Coordinate: 37°07′46″N 14°19′04″E / 37.129444°N 14.317778°E37.129444; 14.317778
Mappa di localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Aeroporto di Ponte Olivo
Piste
Orientamento (QFU) Lunghezza Superficie
06/24 880 m terra battuta

[senza fonte]

L'Aeroporto di Ponte Olivo era un aeroporto militare usato durante la seconda guerra mondiale nei pressi della città di Gela e successivamente usato da Enrico Mattei e dai dirigenti dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) come aeroporto privato per i loro frequenti viaggi negli stabilimenti Anic della zona. L'aeroporto prende il nome dalla località Ponte Olivo in cui si trovava, lungo la odierna SS 117 bis.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Fu costruito durante il ventennio fascista dalla Regia Aeronautica come aeroporto militare da utilizzare per i collegamenti con le allora colonie italiane in Africa. Dall'11 settembre 1939 fu base per il 41º Stormo Bombardamento Terrestre che operò con 18 Savoia-Marchetti S.M.79. Il 21 ottobre 1940 lo stormo venne trasferito da Gela a Bengasi in Cirenaica. Insieme all'aeroporto di Comiso e la pista di Biscari venne largamente usato per gli attacchi contro Malta. Vi fu anche stanziato il 51º Stormo con aerei Macchi M.C.202. Durante l'estate del 1943 venne bombardato pesantemente e venne conquistato dalle truppe alleate sbarcate sulle vicine spiagge durante l'Operazione Husky. L'occupazione delle truppe americane durò fino al settembre del 1944 quando fu restituito alle autorità italiane.

Accanto all'aeroporto fu anche costruito il cimitero di guerra di Ponte Olivo e le salme ivi presenti furono traslate dagli americani nel 1947.

Enrico Mattei usò spesso la pista gelese fino al giorno della sua morte. Alle 07:30 del 27 ottobre 1962, decollò per l'ultima volta dall'aeroporto di Ponte Olivo per Catania con un Morane-Saulnier MS.760 Paris, aereo privato dell'ENI. La pista è rimasta inutilizzata per più di 40 anni e non è facilmente localizzabile, poiché il terreno circostante è di fatto utilizzato a scopo agricolo.

Lo sbarco americano a Gela.

Note[modifica | modifica sorgente]


Voci correlate[modifica | modifica sorgente]