Laura Lanza

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Donna Laura Lanza di Trabia, figlia di don Cesare Lanza conte di Mussomeli e [[Lucrezia Gaetani]], fu moglie di Vincenzo La Grua - Talamanca, signore e barone di Carini.

Nata il 7 ottobre 1529, Laura fu costretta dal padre a sposare il 21 settembre 1543 a soli 14 anni il nobile don Vincenzo La Grua, figlio del barone di Carini.

Secondo la leggenda venne barbaramente uccisa il 4 dicembre 1563 dal padre, perché trovata nel castello assieme al suo amante, Ludovico Vernagallo, compagno di giochi d'infanzia.

Il caso ha ispirato un famoso poemetto tramandato, in diverse versioni, di generazione in generazione e diffuso soprattutto dai cantastorie, i quali grazie a dei cartelloni con disegni, giravano di città in città raccontando i fatti dell'amaro caso. Un alone di mistero ha da sempre circondato l'efferato delitto ed ha appassionato numerosi studiosi, tra i quali Salomone Marino.

Il poemetto ha anche funto da ispirazione per un famoso sceneggiato tv del 1975: L'amaro caso della baronessa di Carini con Ugo Pagliai e Janet Agren e una fiction TV del 2007: "La baronessa di Carini" con Vittoria Puccini e Luca Argentero.

Nell'archivio della chiesa Madre di Carini si conserva l'atto di morte, che assieme alla lettera che il padre Cesare inviò al Re di Spagna per giustificare il suo gesto, dettato dalla necessità di salvare l'onore della famiglia, costituiscono testimonianza dell' efferato delitto.

[modifica] Memoriale presentato da Cesare Lanza al Re di Spagna per discolparsi del delitto della figlia Laura

Sacra Catholica Real Maestà,

don Cesare Lanza, conte di Mussomeli, fa intendere a Vostra Maestà come essendo andato al castello di Carini a videre la baronessa di Carini, sua figlia, come era suo costume, trovò il barone di Carini, suo genero, molto alterato perché avia trovato in mismo istante nella sua camera Ludovico Vernagallo suo innamorato con la detta baronessa, onde detto esponente mosso da iuxsto sdegno in compagnia di detto barone andorno e trovorno detti baronessa et suo amante nella ditta camera serrati insieme et cussì subito in quello stanti foro ambodoi ammazzati.

Don Cesare Lanza conte di Mussomeli

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