Lanius collurio

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Averla piccola
Lanius collurio vogelartinfo chris romeiks R7F6269.jpg

Lanius collurio -Poland -female-8-4c.jpg
Maschio (in alto) e femmina

Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Classe Aves
Ordine Passeriformes
Famiglia Laniidae
Genere Lanius
Specie L. collurio
Nomenclatura binomiale
Lanius collurio
L., 1758

L'avèrla[1] piccola (Lanius collurio, Linnaeus 1758) è un comune passeraceo detto anche falconcello.[2]

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Se ne conoscono 4 sottospecie:

Aspetti morfologici[modifica | modifica sorgente]

È lungo circa 17,5-18,5 cm e pesa 25-35 grammi in media; ala 8,8-9,8 cm; apertura alare 28–29 cm; coda 7,5–8 cm; tarso 23–25 mm; becco 14–17 mm. Ha il corpo rosso-bruno nella parte superiore e bianco-rosato sul ventre ed in tutte le parti inferiori. Il vertice ed il groppone sono color grigio-ardesia (blu pallido). La coda è nera con i lati bianchi. La testa di colore chiaro è contraddistinta da una mascherina (fascia) nera sulla faccia, più evidente nel maschio, che attraversa l'occhio e arriva sino alle copritrici auricolari. Il maschio di questa averla si distingue dalle altre consimili per il dorso castano. La coda è nera e bianca sui lati.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

In Italia, tranne che nella penisola salentina e in Sicilia, è comunissima in ambienti prossimi ai 2000 m s.l.m., presso i campi agricoli, ai margini dei boschi, in zone cespugliose, in sassaie con alberi e cespugli. Escludendo le regioni più settentrionali, nidifica in quasi tutta l'Europa, l'Asia e l'Africa del Nord.

Volo[modifica | modifica sorgente]

Volo analogo alle specie precedenti: ondulato su lunghi tragitti, diverso, con tuffi e risalite, nei tratti brevi. Si riposa sulle più alte cime degli alberi.

Cibo e alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Uccello carnivoro, ha costumi tipici della famiglia, infatti oltre che dei soliti insetti (artropodi), si nutre anche di piccoli uccelli, piccoli mammiferi, lucertole e rane. Come quasi tutte le averle ha l'abitudine di infilzare la preda sulle spine dei rovi.

Comportamento[modifica | modifica sorgente]

È solita posarsi in punti bene esposti, alzando ed abbassando la coda, mentre sta in osservazione. Vive solitaria od a coppie. Migra a sud nei periodi più freddi. In Italia è estiva e nidificante più scarsa al sud. Di passo da metà agosto a settembre e in maggio.

Riproduzione[modifica | modifica sorgente]

Lanius collurio

Uovo: 22,1x16,4 mm. Il nido viene costruito dal maschio posizionato non tanto in alto (nelle parti basse degli alberi), nei cespugli che ama frequentare o nel fitto delle siepi, la femmina vi depone dalle 4 alle 6 uova giallastre o verdicce con varia macchiettatura al polo ottuso.

Stato di conservazione[modifica | modifica sorgente]

In diminuzione. Come per tutte le averle, si tratta di una specie non cacciabile ai sensi della legge 157/92[3]. È ingiustamente perseguitata come piccolo nocivo. Risente anche del continuo allargamento dei centri urbani.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'accento cade sulla "e"
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Laniidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 6 maggio 2014.
  3. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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