Vicolo

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Il vicolo più stretto d'Italia a Ripatransone
Un vicolo di Napoli.

Il vicolo o vico (dal latino vicŭlus, diminutivo di vicus, che significa borgo[1]) è una strada urbana secondaria molto stretta. Il più delle volte il vicolo è una zona pedonale circondata da palazzi, spesso all'interno di un tessuto urbano medievale.

Un vicolo cieco è un vicolo in cui un'estremità non ha alcuno sbocco (è chiusa).

Altri significati[modifica | modifica wikitesto]

La parola vico, che anticamente indicava i rioni o i borghi di una città, è tuttora usata nei toponimi di alcuni comuni italiani, svizzeri e francesi (Vico Equense, Vico in Corsica, Vico Morcote, Vico del Gargano etc.). La dicitura vicolo cieco, invece, è passata ad indicare una situazione da cui è difficile tirarsi fuori.

Progettazione mediterranea[modifica | modifica wikitesto]

Tipico vicolo a Rodi Garganico

Tipici dell'architettura mediterranea sono i vicoli, spesso ripidi, che caratterizzano i centri storici di città costiere, ma anche interne. Esempi possono essere i centri storici del Gargano, tutti caratterizzati da tracciati intricati di vicoli che spesso fungevano da ottime vie di fuga e che spesso rispondevano all'esigenza di costruire le abitazioni in modo che da ognuna fosse possibile scorgere il mare (città costiere) o gli appezzamenti di terra (città interne).

Progettazione moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nelle Isole Britanniche un vicolo poteva avere origine da una servitù di passaggio o da un vecchio sentiero inglobato nello sviluppo urbano. Nello sviluppo urbano dell'Epoca Vittoriana i vicoli venivano costruiti per consentire la consegna del carbone nel retro delle case. I vicoli potevano essere sia lastricati che presentarsi come semplici passaggi sterrati. La progettazione urbana contemporanea di rado prevede la realizzazione di vicoli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vicolo in Treccani.it - Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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