Torre Archirafi

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Torre Archirafi
frazione
Torre Archirafi – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Sicilia – stemma Sicilia
Provincia Catania – stemma Catania
Comune Riposto – stemma Riposto
Territorio
Coordinate 37°42′31″N 15°13′03″E / 37.70861°N 15.2175°E / 37.70861; 15.2175 (Torre Archirafi)Coordinate: 37°42′31″N 15°13′03″E / 37.70861°N 15.2175°E / 37.70861; 15.2175 (Torre Archirafi)
Altitudine 3 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale 95010
Prefisso 095
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti turroti
Patrono santa Maria del Rosario
Localizzazione
Torre Archirafi è posizionata in Italia
Torre Archirafi

Torre Archirafi (Turri in siciliano) è un piccolo e suggestivo borgo marinaro situato a sud di Riposto e congiunto ad esso dal lungomare Edoardo Pantano. Da esso, nelle giornate terse è possibile ammirare un paesaggio mozzafiato: dall'Etna e le sue pendici, a Taormina con le prime propaggini dei Peloritani, quindi alla costa reggina della Calabria. Di notte è facile scovare le lampare dei pescatori che punteggiano il mare.

Torre Archirafi è inoltre il punto di partenza di un percorso cicloturistico che termina nei pressi del fiume Alcantara.

Indice

[modifica] Storia

Il casale di Torre fu edificato nel XVIII secolo da Giovanni Natoli Alifia, principe di Sperlinga, in un luogo dove già esisteva un’antica torre risalente al XIV secolo.

Il fondatore fu Giovanni Natoli Alifia, figlio primogenito del Principe Francesco Natoli Alifia e di Caterina Ruffo fu il primo Duca d’Archirafi per regale concessione da parte di Carlo III di Borbone del 24 maggio 1741. Tale titolo passò in seguito alla famiglia Vanni, quindi nel 1940 ai Vigo che l'hanno mantenuto sino ai giorni nostri.

Il borgo, a partire dalla sua fondazione, cominciò a popolarsi di gente proveniente soprattutto da Acireale, Messina e Paternò, nel 1815, con il distacco di Giarre dalla Contea di Mascali, Torre Archirafi divenne parte del nuovo comune sino a quando nel 1841 "Riposto e il borgo La Torre” ebbero anch'esse un proprio municipio.

[modifica] Urbanistica e luoghi di interesse

L'abitato, nonostante l'espansione edilizia degli ultimi decenni, ha mantenuto pressoché immutato l'antico centro storico, il cui cuore è rappresentato dalla chiesa madre e dal settecentesco palazzo Vigo, entrambi prospicienti il mare.

La chiesa madre, nata come cappella annessa al palazzo dei principi di Sperlinga (oggi palazzo Vigo), fu inizialmente dedicata alla Madonna della Lettera, culto introdotto nella zona dai Messinesi. Ridedicata alla Madonna del Rosario, è stata più volte rimaneggiata sino a raggiungere l’aspetto attuale nella seconda metà dell’Ottocento. È sede parrocchiale dal 1922.

In una stanza del Palazzo Vigo è allocato il presepe del pescatore, con pastori animati in terracotta e stoffa, che alternando le varie fasi dell'alba, del giorno, del tramonto e della notte, riproduce la vita del borgo marinaro.

[modifica] Le Torri

Delle due torri esistenti rimane solo la "Torre Modò", risalente agli inizi del XVI secolo, ma presenta una tipologia edilizia non riconducibile al modello camillianeo e, quindi appare verosimile una origine medievale essendo visibili alcuni conci di terracotta databili all’epoca bizantina o araba, tra il VI e il X secolo.

La seconda torre, oggi non più esistente, faceva parte del sistema delle Torri costiere della Sicilia, di avviso contro le scorrerie turche ed i corsari barbareschi. Nel 1578 le spese della torre erano a carico del vescovo di Catania, per come riportato dalla relazione redatta da Tiburzio Spannocchi, che la denomina come : "la torre de li archelafi".

Nel 1584 su indicazione dell'architetto fiorentino Camillo Camilliani essa fu oggetto di un progetto di restauro che così prevedeva: è assai antica et per il batter del mare nei pedamenti …è alquanto scalzata, et saria di bisogno rimediarla… ha rispondenza con la Torre di Capo delle Molina et verso il Castello della Mola . La torre descritta dal Camilliani era importante per l’economia del luogo, una grande torre ad impianto circolare con merli aggettanti, ed era ricompresa all’interno delle mura di un baglio .

Viene ancora citata da diverse fonti nel 1617, 1709, e 1720. Nel 1721 il feldmaresciallo Samuel Von Schmettau [1] promuove una rilevazione di campagna topografica in Sicilia e la torre vi compare.

Nel 1757 Vito Maria Amico nel suo Lexicon Siculum (1757), riporta che fosse esistente: nella spiaggia di Mascali… appresso Capo Secco con un piccolo villaggio fondato da poco da Giovanni Natoli Principe di Sperlinga… . Nel 1809 la Deputazione del Regno di Sicilia richiese alla giurisdizione amministrativa di Mascali informazioni sulle torri di quella contea da cui si desume che ora era in carico alla comune .

In seguito la torre sprofondò per via dei bradisismi che interessano questo tratto di costa, ed alla fine del XIX secolo il Di Maggio [2] cita che una strada costiera portò alla sua parziale demolizione, ed infine nel 1972 Mazzarella e Zanca [3] citano che una mareggiata ne distrusse gli ultimi resti.

[modifica] Note

  1. ^ La Sicilia disegnata. La carta di Samuel von Schmettau
  2. ^ V. Di Maggio, 1976
  3. ^ Mazzarella e Zanca, 1985

[modifica] Bibliografia

  • Salvatore Mazzarella, Renato Zanca, Il libro delle Torri, le torri costiere di Sicilia nei secoli XVI-XX , Palermo, Sellerio, 1985. ISBN 9788838900891
  • V. Di Maggio Torri della Contea di Mascali , Acireale 1976.
  • La Sicilia disegnata. La carta di Samuel von Schmettau (1720 – 1721 ), a cura di L. Dufour Ed. Società Storia Patria di Palermo. Palermo 1995. ISBN 8874010664; ISBN13: 9788874010660

[modifica] Collegamenti esterni

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Contea di Mascali.
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