Piloni dello Stretto

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il pilone di Santa Trada,
sul versante reggino dello Stretto
Pilone di Torre Faro (Messina), illuminato in occasione della festa della Repubblica, 2 giugno 2011
il pilone di Torre Faro,
sul versante messinese dello Stretto

I cosiddetti piloni dello Stretto sono dei tralicci in disuso della linea elettrica ad alta tensione a 220 kV che attraversava lo stretto di Messina fra la Calabria e la Sicilia. Si tratta di due torri d'acciaio indipendenti, una collocata sulla sponda siciliana e l'altra su quella calabrese.

Storia e descrizione[modifica | modifica sorgente]

Il traliccio siciliano, detto "pilone di Torre Faro" (in dialetto reggino e messinese u piluni), fu progettato e costruito tra il 1948 ed il 1956 dalla Società generale elettrica della Sicilia (SGES), inaugurato nel maggio 1956, dall'allora presidente della regione siciliana Giuseppe Alessi, ed è alto 225 metri, più otto della base di calcestruzzo armato che lo sostiene, per totali 233 metri. Il traliccio calabrese, situato sulla sommità della collina di Santa Trada, è identico, ma con i 169 metri sottostanti di promontorio, svetta a ben 394 metri sullo specchio d'acqua dello Stretto. Proprio l'altezza della torre calabra, è stata utilizzata dal giornalista Francesco Romeo per entrare nel Guiness dei primati europeo, realizzando la più alta trasmissione televisiva continentale in una struttura aperta. Il sette ottobre del 2011 infatti, Romeo e la sua troupe realizzarono lo speciale Tv "Il Superattico più bello del Mondo", dedicato all'incredibile spettacolo che si ammira dalla sommità del pilone.

I piloni sono stati realizzati sul modello dei tralicci del primo attraversamento sul fiume Elba, in Germania e, fino al completamento del secondo attraversamento su questo corso d'acqua, hanno vantato il record di più alti piloni del mondo.

Dopo il loro completamento, la durata ed estensione delle oscillazioni delle strutture sono stati determinate in un modo molto insolito: i tecnici hanno montato tre razzi con una spinta di 9800 kN sulle parti superiori dei piloni e li hanno accesi.[senza fonte]

I conduttori, dovendo sorpassare la superficie marina ad una quota sufficientemente alta, dovevano essere mantenuti in alta tensione per gli oltre 3 km della campata. Per questo non furono impiegati normali cavi conduttori, ma cavi d'acciaio. La scarsa conducibilità elettrica dell'acciaio ha reso particolarmente costosa la trasmissione dell'elettricità. La resistenza richiesta alle forti raffiche di vento non ha inoltre consentito l'uso di conduttori intrecciati riducendone la capacità di trasporto. La mensola alla sommità misura 75 metri, così che i tre cavi fossero distanti 25 metri l'uno dall'altro per non collidere in caso di forte vento, fattore usuale nello stretto di Messina. La scarsa conduttività dell'acciaio dei cavi, ben inferiore al rame come trasmissione di energia, determinò la dismissione nel febbraio del 1992 della connessione aerea in favore di quella sottomarina, con il passaggio di un cavo rivestito che servisse la zona orientale della Sicilia. I due piloni conducevano circa 190.000 terawatt in esercizio. Il pilone siculo è stato oggetto di una totale riverniciatura all'indomani della dismissione, infatti si presenta in uno stato di conservazione migliore rispetto a quello calabro, che comunque è stato dichiarato solido da una perizia dell'Istituto italiano saldatura del 2008. Il traliccio di Torre Faro ha poi un'illuminazione cangiante nel colore e nell'intensità, mentre un recente furto di rame per tutta la superficie del pilone calabro, nonché dei pannelli fotovoltaici pochi giorni dopo la loro sistemazione di qualche anno fa da parte della provincia, rende quasi invisibile perché senza illuminazione la struttura calabrese.

Pur non avendo più alcuna funzione pratica, i piloni non furono abbattuti ed oggi, con lo status di monumenti storici tutelati, sono usati per misurazioni meteorologiche, esercitazioni di recupero in quota e telecomunicazioni. Dal 2006 il pilone sulla costa siciliana è stato aperto al pubblico per un paio di stagioni: la visita richiedeva di salire una scala di 2.240 gradini per raggiungere la piattaforma più alta.[1]

Coordinate[modifica | modifica sorgente]

Oggetto Coordinate
Terminale calabrese del cavo sottomarino 38°12′11″N 15°38′16″E / 38.203056°N 15.637778°E38.203056; 15.637778 (Calabrian Cable Terminal)
Piloni dello Stretto, Torre Calabria 38°14′42.19″N 15°40′58.82″E / 38.245053°N 15.683006°E38.245053; 15.683006 (Messina Strait Powerline Crossing, Calabria Tower)
Piloni dello Stretto, Torre Faro 38°15′57.31″N 15°39′03.33″E / 38.265919°N 15.650925°E38.265919; 15.650925 (Messina Strait Powerline Crossing, Torre Faro)
Terminale siciliano del cavo sottomarino 38°13′42″N 15°33′40″E / 38.228333°N 15.561111°E38.228333; 15.561111 (Sicilian Cable Terminal)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (IT) Pagano, Francesco, Il Pilone di Torre Faro (HTML), 20 agosto 2007. URL consultato il 25 aprile 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

38°15′57.17″N 15°39′03.63″E / 38.265881°N 15.651008°E38.265881; 15.651008 38°14′42.71″N 15°40′59.26″E / 38.245196°N 15.683129°E38.245196; 15.683129

Foto dei due piloni[modifica | modifica sorgente]

Foto del pilone calabrese[modifica | modifica sorgente]

Foto del pilone siciliano[modifica | modifica sorgente]

Dati tecnici[modifica | modifica sorgente]