Pignolata glassata

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Pignolata glassata
Prodotto agroalimentare tradizionale
(ai sensi dell'art. 8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n. 173)
Tipico aspetto della Pignolata
Tipico aspetto della Pignolata
Categoria: Paste fresche e prodotti della panetteria, della biscotteria, della pasticceria e della confetteria
Zona di produzione: Reggio Calabria e Messina
Regione: [[Calabria e Sicilia]]
Note:

La pignolata glassata è un dolce tipico delle città di Messina e Reggio Calabria; il dolce è ampiamente diffuso, infatti, nella Sicilia orientale e in tutta l'area calabrese da Melito a Scilla che ne hanno derivato la produzione da quella messinese presentandone anche una variante tipicamente reggina al gusto di bergamotto, oltre al limone e al cioccolato della ricetta originaria.

Tradizionalmente tipico del periodo di carnevale, tuttavia oggi lo si produce tutto l'anno.

Si presenta come un mucchietto di pigne di varie dimensioni ricoperte di glassa bianca al limone e scura al cioccolato e dall'odore di essenza di limone (o bergamotto) e cioccolato vanigliato.

Indice

[modifica] Storia

La pignolata glassata deriva direttamente dalla pignolata al miele, che prevedeva un mucchietto di "pigne" fritte ricoperte da miele (versione ancora diffusa nei comuni montani delle due province. La pignolata glassata nasce nel periodo della dominazione spagnola, quando su commissione di famiglie nobili si rielaborò la precedente ricetta "povera" sostituendo la copertura con una dolcissima glassa aromatizzata al limone ed al cacao. Oggi la pignolata, che nel corso dei secoli si è diffusa in tutta l'area dello Stretto, è il dolce tipico più apprezzato della zona e vi è prodotto in grandi quantità per l'esportazione in Italia ed all'estero.

[modifica] Tradizione

Giuseppe Polimeni, nel suo testo "Quando a Reggio non c’erano i cornetti" afferma che "Il Carnevale, si diceva, era la festa della trasgressione, dell’illiceità, del superamento dell’atavica fame. Sulla tavola trasbordavano i maccarruni i zita con ragù di maiale (rassu e mariu), pasta o furnu, polpette che piacevano ai bambini, ma questi aspettavano soprattutto la distribuzione generosa della pignolata. Questo dolce era composto da palline di pasta fritte nello strutto e poi assemblata in mucchietti ricoperti con glassa di cioccolato ed al limone, oppure composto in piccoli coni impastati e ricoperti con il miele e decorati con confettini colorati[1]".

[modifica] Note

  1. ^ Giuseppe Polimeni, Quando a Reggio non c'erano i cornetti, Calabria Sconosciuta anno XVI n. 58.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

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