Eustochia Calafato

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Sant'Eustochia Smeralda Calafato
Eustochia smeraldo calafato.jpg

Badessa

Nascita 1434
Morte 1485
Venerata da Chiesa cattolica
Canonizzazione 1988
Santuario principale Monastero di Montevergine, Messina
Ricorrenza 20 gennaio

Eustochia Smeralda Calafato (Messina, 25 marzo 1434Messina, 20 gennaio 1485) è stata una religiosa italiana, dell'ordine delle monache clarisse, fondatrice e prima badessa del convento messinese di Montevergine. È venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Molto si sa sulla vita di Eustochia grazie ad uno scritto biografico redatto da una consorella, Suor Jacopa Pollicino, due anni dopo la morte e rinvenuto solo negli anni quaranta del XX secolo.

Suor Eustochia, al secolo Smeralda Calafato, era figlia di Bernardo Calafato, ricco mercante messinese, e di Mascalda Romano. Nell'anno in cui venne alla luce la città di Messina fu colpita da un'epidemia di peste. I genitori di Smeralda, per sfuggire alla pestilenza, decisero di recarsi fuori dalla città, presso il vicino Villaggio della SS.Annunziata e fu lì, presso una mangiatoia, che la madre Mascalda la diede alla luce il 25 marzo. Si tramanda che sin da piccola la sua bellezza non passasse inosservata. All'età di 15 anni decise di prendere i voti contro il parere della famiglia, pare che i fratelli abbiano anche minacciato di bruciare il convento.[senza fonte] Ma nulla distolse da questo proposito la giovane Smeralda, che entrò nel Monastero di Basicò con il nome di suor Eustochia, ove rimase per oltre dieci anni.

Amante della povertà e molto risoluta nei suoi propositi, riteneva che nel monastero non si osservasse alla lettera la regola delle clarisse e a questo proposito ebbe molte discussioni con le consorelle e la badessa. Decise quindi, pare con i soldi di un ricco parente,[senza fonte] di fondare nel 1464 un nuovo convento che chiamò "Montevergine", dove alla sua morte vi erano ben 50 suore. Il suo Monastero ebbe scambi culturali e spirituali con altri monasteri dell'Osservanza, in una vera e propria rete di monache-umaniste tra le quali spicca ad esempio Camilla da Varano, ossia suor Battista da Camerino.

Il suo corpo è ancora incorrotto ed è conservato nel Monastero di Montevergine di Messina. Venne canonizzata da Giovanni Paolo II l'11 giugno 1988, durante una sua visita a Messina, nella Chiesa di Montevergine.

Si narra che lei posò come modello per Antonello da Messina nel quadro che raffigura la Vergine Maria annunziata.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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