Cheope

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Cheope (disambigua).
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Cheope
Statuetta di Cheope. Museo Egizio del Cairo
Statuetta di Cheope. Museo Egizio del Cairo
Re dell'Alto e Basso Egitto
Incoronazione 2605 a.C. [1]
Predecessore Nebmaat
Successore Kheper
Morte 2580 a.C. [1]
Sepoltura piramide
Luogo di sepoltura necropoli di Giza
Dinastia IV dinastia
Padre Nebmaat
Madre Hetep-heres
Figli Kheper, Userib, Djedefhor

Cheope (... – 2580 a.C.) è stato un faraone appartenente IV dinastia egizia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cheope (Hor Medjedu [2]) è la forma latinizzata del nome greco Cheops a sua volta deformazione del nome egizio Khufu.

Figlio di Nebmaat e della regina Hetep-heres, il suo nome è legato al più famoso dei monumenti rimastici dell'Antico Egitto: la Grande Piramide o Piramide di Cheope che si trova nella vasta necropoli di Giza.

Per quanto possa sembrare strano di questo sovrano non sappiamo quasi nulla e di lui, a parte il suo monumento funebre (nel quale non è comunque mai stato trovato alcun cartiglio con il suo nome), possediamo solo una piccola statua in avorio (alta circa 7,5 cm) attribuibile con sicurezza, che si trova al museo de Il Cairo.
La Pietra di Palermo riporta che durante il suo regno venne eretta una statua alta sette metri e venne realizzata un'altra statua interamente in oro.

Nel Papiro Westcar Cheope è descritto come un sovrano benevolo a differenza di quanto riporta lo storico greco Erodoto, che - scrivendo più di duemila anni dopo rispetto ai fatti storici narrati - lo descrive come un tiranno che avrebbe schiavizzato il popolo allo scopo di erigere il proprio monumento funebre (la piramide). Un'incisione con il suo nome si trova presso lo Uadi Maghara nella penisola del Sinai ed una stele in una cava della Nubia ne attesta l'operato.[3]

Il suo culto è attestato a Menfi ancora durante la XVI dinastia.

Manetone gli attribuisce un regno di 66 anni, mentre il Canone Reale ne riporta solamente 23. Attualmente gli studiosi propendono per ritenere veritiera la cifra del Canone Reale. Allo stato attuale (anno 2008) si conoscono solamente due date riferite al regno di questo sovrano: una, citata già da Flinders Petrie, posta nella piramide di Giza, che riporta anno del 17-esimo conteggio di Medjedu; ed un'altra rinvenuta nel 2003 presso l'oasi di Dakhla, nel deserto del Sahara, che riporta anno dopo il 13-esimo conteggio del bestiame[4]

Da ricordare il rinvenimento, a fianco della piramide stessa, di fosse contenenti le barche solari del sovrano.

Una delle barche solari ritrovate a fianco della piramide di Cheope

Durante la campagna di scavi del 2011 - 2012 l'archeologo francese Pierre Tallet della Sorbona di Parigi ha ritrovato un porto e grandi magazzini scavati nella roccia nella località di Wadi al-Jarf, sul Mar Rosso databili alla IV dinastia.[5] L'archeologo ritiene che questo porto possa essere riconducibile al regno di Cheope il cui nome è inciso in alcuni blocchi di pietra rinvenuti nel sito.[6]

La maggior parte dei papiri scoperti è databile all'anno 27 del regno di Cheope e descrive come l'amministrazione centrale inviasse cibo e forniture ai navigatori egiziani.[6] Un documento assume importanza particolare, è il diario di Merrer un dignitario coinvolto nelle costruzione della grande piramide di Cheope.[5]

Secondo recenti studi la Sfinge di Giza rappresenterebbe non Userib ma Medjedu stesso.
Alla morte di Cheope è possibile che vi siano stati problemi di successione essendo scomparso prematuramente Kauf, erede designato.

Oltre a Kheper ed Userib, figli del sovrano scomparso, e giunti al trono uno dopo l'altro, vi sono anche tracce del possibile regno di un altro figlio: Djedefhor.

Liste Reali[modifica | modifica wikitesto]

Lista di Abydos Lista di Saqqara Canone Reale Anni di regno
(Canone reale)
Sesto Africano Anni di regno
(Sesto Africano)
Eusebio di Cesarea Anni di regno
(Eusebio di Cesarea)
Altre fonti
Erodoto
21
Hiero Ca1.png
Aa1
f
w
Hiero Ca2.svg

h f w - Khfu
17
Hiero Ca1.png
Aa1 f
w
f
Hiero Ca2.svg

h f w - Khfu
3.10
Hiero Ca1.png
HASH
Hiero Ca2.svg

23 Suphis 66 Suphis 66 Kheops

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
Aa24 w
Srxtail.jpg
mḏd w Medjedu Colui che colpisce
G16
nbty (nebti) Le due Signore
Aa24 r
mdd r Colui che colpisce in nome delle due Signore
G8
ḥr nbw Horo d'oro
G5 G5
S12
nbw (wj) I due falconi d'oro
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
W23 E10 Aa1
f
w
Hiero Ca2.svg
ḫnmw ḫ f w Khnum Khufu[7] protetto da Khnum
G39 N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
Non ancora in uso
Hiero Ca2.svg

Datazioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Autore Anni di regno
von Beckerath 2579 a.C. - 2556 a.C.[8]
Malek 2549 a.C.- 2526 a.C.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cimmino, Franco - dizionario delle dinastie faraoniche, p 468
  2. ^ A. Mariette,Monumentes divers recueillis en Egypt et en Nubie 1872, pag 53
  3. ^ Nicholas Grimal, Storia dell'antico Egitto, pag.90
  4. ^ R. Kuper and F. Forster, "Khufu's 'mefat' expeditions into the Libyan Desert", Egyptian Archaeology 23, Autumn 2003, pp 25-28
  5. ^ a b Cinzia Dal Maso, Egitto - scoperto il porto di Cheope è il più antico del mondo in La Repubblica, 22 aprile 2013, pp. 47.
  6. ^ a b Samantha Stainburn, Archeologists discover oldest Egyptian harbor ever found in Global Post, 18 aprile 2013. URL consultato il 21 aprile 2013.
  7. ^ Iscrizioni della piramide di Giza
  8. ^ Chronologie des Pharaonischen Ägypten (Chronology of the Egyptian Pharaohs), Mainz am Rhein: Verlag Philipp von Zabern. (1997)
  9. ^ (con John Baines), Atlante dell'antico Egitto, ed. italiana a cura di Alessandro Roccati, Istituto geografico De Agostini, 1980 (ed. orig.: Atlas of Ancient Egypt, Facts on File, 1980)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Cimmino, Franco - Dizionario delle dinastie faraoniche - Bompiani, Milano 2003 - ISBN 88-452-5531-X
  • Gardiner, Alan - La civiltà egizia - Oxford University Press 1961 (Einaudi, Torino 1997) - ISBN 88-06-13913-4
  • Smith, W.S. - Il Regno Antico in Egitto e l'inizio del Primo Periodo Intermedio - Storia antica del Medio Oriente 1,3 parte seconda - Cambridge University 1971 (Il Saggiatore, Milano 1972)
  • Wilson, John A. - Egitto - I Propilei volume I -Monaco di Baviera 1961 (Arnoldo Mondadori, Milano 1967)
  • Grimal, Nicolas - Storia dell'antico Egitto - Editori Laterza, Bari 2008 - ISBN 978-88-420-5651-5

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Snefru Regno antico Dedefra