Mu'awiya ibn Abi Sufyan
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Muʿawiya ibn Abi Sufyan arabo:معاوية بن أبي سفيان, Muʿāwiya ibn Abī Sufyān è il nome del primo califfo omayyade che regnò a Damasco tra il 661 e il 680.
Figlio minore di Abū Sufyān ibn Ḥarb, massimo esponente del potente lignaggio omayyade del clan dei Banū ʿAbd Shams della tribù dei Quraysh, Muʿāwiya si convertì col padre pochissime ore prima della conquista islamica della città pagana di Mecca da parte del profeta Muhammad, Muʿāwiya fu nondimeno uno dei suoi segretari (kātib), incaricato con altri di conservare e mettere eventualmente sotto forma scritta parti della Rivelazione del Corano.
Partecipò come alfiere del fratello maggiore Yazīd alla spedizione islamica in Siria che si trasformò presto in azione di conquista e, morto Yazid di peste a ˁAmwās (Emmaus), Mu‘āwiya gli subentrò per volere del califfo ‘Umar ibn al-Khattāb come governatore (wālī ).
Operò con abilità ed efficienza anche sotto il califfato del suo parente ʿUthmān ibn ʿAffān grazie tra l'altro alla sua sagace politica di tolleranza con l'elemento ebraico e cristiano siriano (il suo medico, Ibn ʿUthāl, era cristiano) ma resistette decisamente alla deposizione disposta contro di lui dal nuovo califfo ʿAlī ibn Abī Ṭālib, pretendendo che innanzi tutto fosse fatta piena luce e giustizia per l'assassinio di 'Othmàn.
Se nello scontro di Siffin che ne seguì non vi furono vincitori né vinti e se da un arbitrato (o forse due) con ‘Alī egli trasse indubbi vantaggi politici, se non proprio legali, fu solo dopo la morte del cugino di Muhammad e dopo la rinuncia da parte del figlio di ‘Alī, al-Ḥasan, che Muʿāwiya poté farsi acclamare califfo a Gerusalemme dai suoi sostenitori e dalla cerchia dei suoi collaboratori e sottoposti.
Governò da califfo con la stessa capacità e moderazione (proverbiale il suo ḥilm, l'"autocontrollo", che gli permetteva di non esasperare le tensioni coi suoi oppositori, giungendo quasi sempre in modo pacifico alla soluzione dei problemi) già mostrata nel corso del suo ventennale governatorato siriano, tanto da smorzare le perduranti espressioni di bellicosità civile. Ebbe però il torto di designare suo successore il figlio Yazīd ibn Muʿāwiya, inaugurando un'inusitata e sgradita modalità di designazione dinastica per il califfato. Questo gli fece perdere ascendente agli occhi dei credenti musulmani più tradizionalisti (tanto che si parlerà di lui più in termini di "re" che di "Comandante dei credenti"), anche se l'obbligo di ubbidire al califfo rimase pur sempre uno dei doveri maggiormente sentiti da parte dei musulmani dell'epoca.
| Predecessore: | Califfo | Successore: |
|---|---|---|
| fu il primo Califfo della dinastia omayyade | 661–680 | Yazīd I b. Muʿāwiya |

