Suhayb ibn Sinan

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Ṣuhayb ibn Sinān (in arabo: ﺻﻬﻴﺐ ﺑﻦ ﺳﻨﺎﻥ; 587 circa – 658/9) è stato un Compagno del profeta Maometto.

D'origine greca, tanto da essere chiamato Ṣuhayb al-Rūmī (malgrado alcuni tradizionisti musulmani cercassero di forgiargli un'ascendenza araba tamimita),[1] egli simboleggia il forte debito che il giovanissimo e incolto Islam aveva contratto, fin dall'origine, con la cultura greca-bizantina, allo stesso modo per cui Salman al-Farsi costituiva la dimostrazione dell'indebitamento nei confronti del retaggio persiano-sasanide.

Comperato in un mercato di schiavi, si convertì nella Dar al-Arqam, diventano così uno dei primi fedeli del messaggio salvifico proclamato da Maometto ma la tradizione dice che gli fu impossibile partecipare fin dall'inizio all'Egira, essendo tenuto sotto stretta sorveglianza dal suo padrone pagano. Riuscito a sfuggire alla sorveglianza, fu scoperto ma riuscì nel suo intento di raggiungere i suoi correligionari pagandosi da sé stesso la propria manomissione.[2]

Le proprie capacità lo resero un personaggio d'una certa importanza a Medina e l'alta considerazione in cui era tenuto fu confermata dai primi tre Califfi ortodossi.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Shaykh Muhammad Zakariyyāʾ Kandahlawī, Faḍāʾil al-aʿmāl (Le azioni memorabili), Lahore, Sh. Muhammad Ashraf Publishers.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leone Caetani, Annali dell'Islām, I, p. 59 dell'Introduzione.
  2. ^ Agli schiavi era permesso, se in grado di esprimere un qualche loro talento professionale, di lavorare e di pagare una cifra concordata al proprio padrone col frutto della propria attività lavorativa.