İlham Əliyev

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İlham Əliyev
İlham Heydər oğlu Əliyev
Prezident İlham Əliyev - VOA.jpg

Presidente dell'Azerbaigian
In carica
Inizio mandato 31 ottobre 2003
Predecessore Heydər Əliyev

Dati generali
Partito politico Partito Nuovo Azerbaigian

İlham Əliyev (spesso trascritto come Ilham Aliyev, nome completo İlham Heydər oğlu Əliyev; Baku, 24 dicembre 1961) è un politico azero.

Dal 2003 è presidente dell'Azerbaigian.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Əliyev è figlio del terzo presidente dell'Azerbaigian Heydər Əliyev, e in precedenza leader di partito per l'Azerbaigian all'interno del Politburo, e della dottoressa Zarifa Əliyeva, un medico. Dopo aver completato gli studi a Baku, İlham si trasferì all'Istituto per le Relazioni Internazionali di Mosca (MGIMO), ricevendo il diploma universitario in storia, prima di diventare lui stesso insegnante al MGIMO. Si è unito in matrimonio con Mehriban Əliyeva dalla quale ha avuto tre figli: Leyla, Arzu ed Heydar. Ha anche una sorella maggiore di nome Sevil Əliyeva.

Dopo il collasso dell'Unione Sovietica nel 1991, İlham operò come uomo d'affari a Mosca ed Istanbul dal 1991 al 1994. A quel tempo, i media segnalarono uno strano innalzamento repentino del suo stile di vita, la sua dedizione per le donne e per il gioco d'azzardo, che portò ad un suo forte indebitamento con alcune case da gioco turche. Suo padre, Heydar Əliyev, assai scontento per l'immagine che suo figlio dava all'opinione pubblica, preoccupato per il suo futuro, ordinò la chiusura di tutti i casinò dell'Azerbaigian nel 1988[1].

Nel maggio 1994, İlham Əliyev venne eletto vicepresidente della compagnia petrolifera statale dell'Azerbaigian (SOCAR) ed esistono fonti che sostengono che tale carica sia stata ottenuta tramite cospicue somme di denaro. L'anno seguente İlham venne eletto al Parlamento azero (il Milli Majlis) e divenne in seguito Presidente del Comitato Olimpico Nazionale e capo della delegazione azera al Consiglio d'Europa. Nell'agosto 2003, due mesi prima delle elezioni presidenziali del 2003 venne eletto Primo Ministro. Ad ottobre, Heydar Əliyev, per motivi di salute, diede le dimissioni dalla sua carica di presidente e tramite alcune manovre ancora oggetto di controversia, nominò suo figlio come candidato indipendente alle elezioni presidenziali.

Elezioni presidenziali del 2003[modifica | modifica sorgente]

I risultati ufficiali delle elezioni del 15 ottobre 2003 hanno assegnato la vittoria a İlham Əliyev, che ha ottenuto il 76.84% dei voti. Tuttavia l'opposizione si è rifiutata di accettare i risultati dello scrutinio organizzando manifestazioni di protesta. Le proteste sono state scatenate dalle accuse di corruzione e di brogli elettorali. Centinaia di dimostranti sono stati arrestati ed Əliyev ha iniziato a ricoprire la sua carica dal 31 ottobre, a dispetto dei tumulti di piazza.

I risultati elettorali hanno ricevuto aspre critiche dalla comunità internazionale, soprattutto a causa delle accuse di diversi osservatori che hanno notato la presenza di intimidazioni e pressioni sui votanti e la violazione delle leggi elettorali. L'OSCE ha segnalato la presenza di irregolarità nel conteggio e nella registrazione dello scrutinio dei voti[1]. La Human Rights Watch ha denunciato che la campagna elettorale di Əliyev è stata sovvenzionata da risorse del governo e che la Commissione Elettorale Centrale e le commissioni elettorali locali erano tutte in mano a suoi sostenitori, mentre le organizzazioni non governative sono state private della possibilità di monitorare la regolarità delle operazioni di voto.[2] Numerosi giornalisti, tra i quali Eynulla Fatullayev, sono stati oggetto di persecuzione per le loro critiche e le loro denunce nei confronti di Ilham Əliyev ed il governo azero.[3]

Presidenza[modifica | modifica sorgente]

I membri delle forze politiche di opposizione e gli attivisti per i diritti civili hanno denunciato l'immobilismo del governo di Əliyev in materia di diritti umani. Le manifestazioni di piazza sono state bandite dal governo che ha continuato con la sua politica di persecuzione e oppressione nei confronti delle opposizioni e della stampa indipendente. Nel marzo del 2005 dietro pressione della comunità internazionale, soprattutto da parte del Consiglio d'Europa, Əliyev ha rilasciato diversi importanti membri dell'opposizione dalle prigioni statali, arrestati durante le proteste contro i risultati delle elezioni presidenziali che lo hanno visto vincitore.

Il 26 marzo 2005 Əliyev è stato ufficialmente nominato presidente del principale partito nazionale. L'opposizione ha denunciato questo fatto come una aperta violazione delle leggi nazionali secondo le quali il presidente dell'Azerbaijian non può assumere contemporaneamente alla sua carica incarichi all'interno dei partiti politici.

Nella pellicola del 2006 Borat - Studio culturale sull'America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan, viene mostrata la fotografia di Əliyev durante i titoli di coda. Nel film egli viene indicato come il Presidente del Kazakistan, che nella realtà è però Nursultan Nazarbayev.

Polemica[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008, Aliyev ha dichiarato che il "Nagorno Karabakh non sarà mai indipendente, e la posizione è sostenuta da mediatori internazionali, con emoto, e l'Armenia dev'accettare la realtà". "Nel 1918, Yerevan è stata concessa agli armeni. È stato un grande errore. Il Khanato di Iravan era il territorio azero, gli armeni sono stati ospiti qui."[4]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze azere[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Heydar Aliyev
— 28 aprile 2005

Onorificenze straniere[modifica | modifica sorgente]

Ordine d'Onore (Georgia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine d'Onore (Georgia)
— 2003
Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine della Stella di Romania (Romania)
— 2004
Collare dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine del Re Abd al-Aziz (Arabia Saudita)
— 2005
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
— 2007
Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al Merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 2008
Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Jaroslav il Saggio di I Classe (Ucraina)
— 2008
Collare dell'Ordine di Mubarak il Grande (Kuwait) - nastrino per uniforme ordinaria Collare dell'Ordine di Mubarak il Grande (Kuwait)
— 2009
immagine del nastrino non ancora presente Ordine della Gloria e dell'Onore (Patriarcato di Russia)
— 2010
Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine dell'Amicizia tra i Popoli (Bielorussia)
— 2011
Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 2013[5]
Ordine della Libertà (Ucraina) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Libertà (Ucraina)
— 2013
Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale (Kazakistan)
Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce con Collare dell'Ordine delle Tre Stelle (Lettonia)
immagine del nastrino non ancora presente Ordine di San Sergio di I Classe (Patriarcato di Russia)
immagine del nastrino non ancora presente Ordine del Santo Principe Daniele di Mosca di I Classe (Patriarcato di Russia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ HTML format or PDF format
  2. ^ HTML format
  3. ^ Reporters Without Borders condemns Human lack of governmental care for Human Rights in Azerbaijan. URL consultato il 24 marzo 2007.
  4. ^ Azerbaijani president: Armenians are guests in Yerevan, REGNUM News Agency, January 17, 2008
  5. ^ Official State visit of Azerbaijan (Photo), Precidency of Republic of Turkey, 12-11-2013. URL consultato il 2013-11-12.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Forrest, Brett (Nov. 28, 2005). "Over A Barrel in Baku". Fortune, pp. 54-60.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente dell'Azerbaigian Successore Flag of Azerbaijan.svg
Heydər Əliyev 2003 - attuale nessuno

Controllo di autorità VIAF: 20866416 LCCN: n2004100586