Regione di Šahowmyan

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Regione di Šahowmyan
regione
(HY) Շահումյան
Dati amministrativi
Stato Nagorno Karabakh/Azerbaigian Nagorno Karabakh[1]
Capoluogo K'arvač̣aṙ
Territorio
Coordinate
del capoluogo

40°06′24″N 46°02′18″E / 40.106667°N 46.038333°E40.106667; 46.038333 (Regione di Šahowmyan)Coordinate: 40°06′24″N 46°02′18″E / 40.106667°N 46.038333°E40.106667; 46.038333 (Regione di Šahowmyan)

Superficie 1 829 km²
Abitanti 2 560
Densità 1,4 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC+4
Localizzazione

Regione di Šahowmyan – Localizzazione

La Regione di Šahowmyan (in armeno Շահումյան, traslitterato anche Shahoumian e Chahoumian) è una delle otto regioni che compongono la repubblica de facto del Nagorno Karabakh, situata nella parte settentrionale del paese.

Prende il nome dal politico Step'an Šahowmyan.

Una parte del distretto rimane sotto controllo azero a seguito della guerra del Nagorno Karabakh; qui si trova quello che sarebbe l'omonimo capoluogo distrettuale (che conta oggi una popolazione di circa duecento abitanti); in sua vece ricopre tale qualifica amministrativa la cittadina di K'arvač̣aṙ (600 abitanti).

Secondo la divisione amministrativa azera, che controlla solo la minor parte orientale della regione, essa sarebbe ubicata nell'ex distretto di Kelbajar (la parte orientale del quale è ora nella regione karabakha di Martakert).

Pur essendo la terza per estensione (1829 km²) di tutta la repubblica del Nagorno Karabakh, la regione di Šahowmyan è l'ultima in fatto di popolazione che assomma a poco meno di tremila abitanti distribuiti in una comunità urbana e in cinquantuno comunità rurali delle quali diciassette sotto controllo azero[2]. L'area è prevalentemente montuosa, delimitata a nord dalla catena dei monti Mrav, e tra i suoi fitti boschi sorge il monastero di Dadivank (tredicesimo secolo), difficilmente raggiungibile e forse per questo motivo tra i meglio conservati di tutto l'Artsakh.

Dirigendosi verso nord ovest, lungo la strada che porta al passo di Kelbajar, si incontra il convento di s. Astvatsatsin e più oltre le sorgenti termali di Zuar. Proseguendo lungo il corso del fiume Tartar si raggiunge l'attuale capoluogo Karvachar ed oltre ancora altre sorgenti di acqua calda nei pressi del villaggio di Keshdek e di Jermajur; queste ultime (che sorgono sul versante opposto della montagna rispetto alla località termale armena di Jermuk) erano meta frequentata in epoca sovietica ma sono state abbandonate a causa della guerra ed ora sono raggiungibili solo con una disagevole strada di montagna. Proseguendo lungo la strada principale, superata la spettacolare gola del fiume Lev ed oltrepassata la fortezza di Handaberd costruita nel quinto secolo, si raggiunge il passo che conduce alla cittadina armena di Vardenis sulle sponde meridionali del Lago Sevan.

Nel 2011 sono iniziati i lavori per la costruzione di una più moderna ed agevole strada che attraversando la regione metterà in collegamento la capitale Step'anakert all'Armenia settentrionale, evitando il passaggio più lungo via Berdzor (Kashatagh).

Cenni storici[modifica | modifica sorgente]

L'attuale regione di Šahowmyan prende il nome dal territorio, ora sotto controllo azero nel distretto di Goramboy, facente parte originariamente della provincia armena dell'Artsakh. Nel Medio Evo apparteneva al Principato di Khachen e malgrado le numerose dominazioni straniere continuò ad essere popolata quasi eslclusivamente da armeni.

Nel 1991 l'operazione Anello, decisa da Gorbaciov ed attuata da forze speciali russo sovietiche ed azere provocò l'allontanamento forzato dei ventimila armeni residenti che costituivano la quasi totalità della popolazione. Oggi la zona appartiene al rayon azero di Goramboy e vanta una popolazione di circa duemila abitanti; il capoluogo è stato ribattezzato Ashagi Agchakand.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dichiaratosi unilateralmente Repubblica indipendente dal 6 gennaio 1992, secessionista dall'Azerbaigian secondo cui è parte integrante dello Stato. Non è riconosciuto a livello internazionale, ma è de facto indipendente.
  2. ^ Ufficio centrale di Statistica della RNK, Report 2010, pag.12

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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