Corridoio di Laçın

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Posizione del corridoio Lachin
Paesaggio nei pressi di Lachin

Il Corridoio di Lachin (in armeno Լաչինի միջանցք, Lachini mijantsk' ) era un passaggio di montagna, in una esigua porzione di territorio di nove chilometri di larghezza, che prima della guerra del Nagorno-Karabakh rappresentava il punto di maggior vicinanza tra l'Armenia e l'enclave armena del Nagorno Karabakh che si trovava interamente in territorio azero.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la liberazione di Shushi (8 maggio 1992) da parte delle milizie armene, il corridoio di Lachin non fu più sotto il tiro dell'artiglieria azera come in precedenza. Il 18 maggio il neonato Esercito di difesa del Nagorno Karabakh entrò a Lachin (ora Berdzor) rompendo per la prima volta l'isolamento del Nagorno Karabakh.

Il 20 maggio attraverso la strada che dall'armena Goris passando per Lachin conduce a Stepanakert centinaia di tonnellate di aiuti umanitari (cibo, medicine e generi di prima necessità) raggiunsero il Karabakh stremato dalla guerra.

Significato della liberazione di Lachin[modifica | modifica wikitesto]

Per gli armeni la liberazione di Lachin ha assunto un duplice significato: da un lato strategico, aprì una via di collegamento per i rifornimenti (anche militari) alla regione dando nuova linfa alla guerra di liberazione; da un punto di vista politico, rappresentò il cordone ombelicale che riuniva l'Artsakh alla madre Armenia e, al contempo, rafforzava la posizione al tavolo delle trattative di pace (programmata Conferenza di Minsk).

Il ruolo di Lachin nelle trattative di pace[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso delle trattative finalizzate al raggiungimento di un accordo definitivo di pace sulla questione del Nagorno Karabakh, il Corridoio di Lachin è sempre stato al centro delle discussioni.

Nel corso del XV Consiglio dell'Osce tenutosi a Madrid nel novembre 2007 fu redatto un documento (i cosiddetti "Principi di Madrid") il cui secondo punto prevedeva una particolare valutazione per i distretti di Lachin e Kelbajar. Negli anni successivi tutte le proposte di accordo avanzate dai mediatori internazionali hanno sempre fatto espresso riferimento al mantenimento della sovranità armena su tale porzione di territorio considerata di vitale importanza.


Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]