Gennadij Zjuganov

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Gennadij Andreevič Zjuganov

Gennadij Andreevič Zjuganov (in russo: Геннадий Андреевич Зюганов[?]) (Mymrino, 26 giugno 1944) è un politico russo. Esponente del Partito Comunista della Federazione Russa (KPRF), si è candidato alle elezioni presidenziali del 2008 perdendo contro Dmitrij Medvedev con 13.214.435 preferenze, pari al 17,72% dei voti.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gennadij Zjuganov nasce a Mymrino, un villaggio dell'Oblast' di Orël (a sud di Mosca), da una famiglia di insegnanti. Si laurea in fisica e diventa insegnante di questa materia. Dal 1963 al 1966 lavora occupandosi di radiologia, biologia e chimica presso il Gruppo delle Forze Sovietiche in Germania. Poco dopo aderisce al Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

Sempre nel 1966 torna all'insegnamento e nella seconda metà degli anni sessanta sposa sua moglie, Nadežda, e completa i suoi studi (1969). Nel 1967 diventa segretario della Gioventù Comunista (Komsomol) della sua città e capo regionale per l'ideologia e la propaganda dell'organizzazione.

Nel 1978 si iscrive a una scuola d'élite del partito a Mosca, l'Accademia delle Scienze Sociali, ottenendo un post-dottorato in fisica medica nel 1980. Torna poi a Orël, dove diventa capo del PCUS regionale e responsabile per l'ideologia e la propaganda fino al 1983, anno in cui gli viene affidata una posizione di alto livello nella capitale sovietica come insegnante nel dipartimento di propaganda del partito.

Negli anni ottanta Zjuganov si pone contro la perestrojka e il glasnost' di Michail Gorbačëv, facendo del dipartimento propagandistico del partito un focolaio di protesta contro i due tentativi di riforma. Contrario alla dissoluzione dell'URSS, avversa anche Boris El'cin e Aleksandr Nikolaevič Jakovlev, contro il quale pubblicò, nel maggio del 1991, un articolo molto critico intitolato Architetto tra le rovine.

Il 14 febbraio del 1993 è tra i fondatori del Partito Comunista della Federazione Russa, del quale è fin dall'inizio portavoce, membro del comitato centrale e segretario nazionale. Alle elezioni presidenziali del 1996 il Partito Comunista ottiene il 32% dei voti al primo turno e il 40,3% dei consensi al ballottaggio, venendo sconfitto da Eltsin.

Si candida ancora alla presidenza della Russia per i comunisti nel elezioni presidenziali del 2000, alle quali ottiene il 29,21% dei voti (venendo sconfitto al primo turno da Vladimir Putin), e di nuovo nel 2008. In ognuna delle tre candidature risulta essere il principale esponente dell'opposizione.

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