Aleksandr Nikolaevič Jakovlev

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Aleksandr Nikolaevič Jakovlev

Aleksandr Nikolaevič Jakovlev in russo: Александр Николаевич Яковлев? (Jaroslavl', 2 dicembre 1923Mosca, 18 ottobre 2005) è stato un politico sovietico, membro del Politburo dal 1987 al 1990.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver combattuto nella Seconda guerra mondiale, si laureò in scienze storiche, all'università della sua città.

Carriera politica[modifica | modifica sorgente]

Dopo la laurea si iscrisse al PCUS (il partito comunista dell'URSS) nel cui apparato lavorò dal 1953 al 1966. Col tempo però le sue idee si svilupparono in senso democratico e nel novembre 1972 pubblicò sulla Literaturnaja Gazeta un articolo in cui criticava lo sciovinismo e l'antisemitismo, allora diffusi in Unione Sovietica. L'articolo suscitò la condanna del Politburo (organo esecutivo del Pcus), Jakovlev fu destituito dalle cariche di partito e mandato come ambasciatore in Canada, dove rimase 10 anni.

Tornato in patria, dal 1983 al 1985 diresse l'Istituto per l'economia mondiale e le relazioni internazionali dell'Accademia Russa delle Scienze . L'originalità di Jakovlev si manifestò nel 1985 con l'arrivo al potere di Michail Gorbačëv, di cui divenne consigliere. In tale veste Jakovlev fu uno dei massimi ispiratori della politica di riforme conosciuta come perestrojka (ristrutturazione).

Rimase però nel partito comunista, di cui nel 1986 entrò nella segreteria con mandato sulle questioni relative all'ideologia, l'informazione e la cultura. Nel 1987 fu eletto membro del Politburo e nominato presidente della commissione per la glasnost' (trasparenza). In questa qualità contribuì alla liberalizzazione della stampa sovietica, facendo pubblicare, fra l'altro, opere fino allora proibite. Nel 1989 diventa membro del Consiglio dei deputati del popolo, una sorta di “superparlamento” voluto da Gorbačëv.

Dopo il dissolvimento dell'URSS, nel 1992 fu nominato da Boris Nikolaevič El'cin, nuovo presidente della Russia, capo della Commissione per la riabilitazione delle vittime delle repressioni politiche, carica che mantenne fino alla morte nel 2005. Nello svolgimento di questo lavoro, Jakovlev raccolse un'enorme massa di documenti e testimonianze sul terrore comunista, particolarmente durante il periodo di Stalin.

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