Michail Borisovič Chodorkovskij

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Michail Borisovič Chodorkovskij

Michail Borisovič Chodorkovskij, in russo: Михаил Борисович Ходорковский[?] (26 giugno 1963), è un imprenditore russo.

Nato a Mosca da Boris Chodorkovskij, ebreo, e Marina, cristiano-ortodossa, entrambi ingegneri, compie brillanti studi e si laurea in ingegneria chimica nel 1986.

Il giovane Chodorkovskij era un fervente patriota e comunista convinto, attivista del Komsomol e perciò ben introdotto nell'apparato sovietico. Iniziò diverse attività imprenditoriali negli anni della glasnost e della perestroika: si impegnò nell'importazione di personal computer e nel 1988 fondò una banca privata chiamata Menatep. Fu consulente finanziario del primo governo Eltsin. Nei primi anni '90, approfittando dell'inflazione galoppante, fece una piccola fortuna con il commercio di valuta. In quegli anni un ristretto gruppo di uomini d'affari, di cui Chodorkovskij fece parte, e che sono noti - secondo una definizione giornalistica - come oligarchi russi, si impadronì, in modo poco trasparente, delle principali compagnie del paese (specialmente quelle attive nell'estrazione di materie prime), e sulla base di queste acquisizioni costruirono immensi patrimoni personali.

A metà anni '90 Chodorkovskij entrò in possesso della Yukos, una conglomerata impegnata nella produzione di petrolio. La crisi finanziaria russa del 1998 ebbe gravi ripercussioni per gli affari di Chodorkovskij: Menatep fallì e la stessa Yukos ebbe serie difficoltà trovandosi sull'orlo della bancarotta. Con la ripresa economica Chodorkovskij avviò una profonda ristrutturazione di Yukos e nel 2003, anche grazie all'aumento del prezzo del petrolio, divenne l'uomo più ricco di Russia.

Il 25 ottobre 2003 fu arrestato per frode fiscale. La Yukos in breve perse gran parte del suo valore in borsa, finché - a un anno dalla condanna a nove anni di carcere di Chodorkovskij, avvenuta nel 2005 - finì in bancarotta e gli asset più importanti vennero rilevati dalla compagnia di stato Rosneft. Nel 2010 Chodorkovskij fu condannato per appropriazione indebita e riciclaggio di denaro, estendendo così la sua carcerazione fino al 2017. Il suo fu considerato dalla maggior parte degli analisti e dei media internazionali un processo politico, voluto da Vladimir Putin per sbarazzarsi di uno degli uomini più potenti del paese e che, prima di finire in carcere, aveva apertamente criticato lo stato di corruzione in cui versava la Russia. Amnesty International, denunciando le irregolarità dei processi, ha sempre considerato Chodorkovskij un Prigioniero di coscienza.

Il 18 dicembre 2013 la Duma approvò un provvedimento di amnistia per i reati di cui è accusato Chodorkovskij, il quale il 20 dicembre 2013, appena scarcerato, lasciò la Russia alla volta della Germania.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Putin firma la grazia per Khodorkovsky, Corriere della Sera, 20 dicembre 2013. URL consultato il 9 gennaio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 45435229 LCCN: n96105456