Agazia

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Agazia Scolastico (in greco bizantino: Ἀγαθίας Σχολαστικός, in latino: Agathias Scholasticus; Myrina, 536 circa – Costantinopoli, 582 circa) fu un poeta e uno storico bizantino, fonte principale per parte del regno di Giustiniano I (527-565).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Myrina nel 536 circa, in una città etolica dell'Asia minore occidentale, studiò legge ad Alessandria d'Egitto, per poi tornare a Costantinopoli nel 554 per terminare la sua istruzione e praticare come avvocato (scholasticus) nei tribunali. Malgrado ciò la letteratura era la sua ambizione.

Scrisse un gran numero di brevi poemi d'amore in metro epico, intitolati Daphniaca e alcune note a margine del Periegetes di Pausania. Curò la riedizione dell'Antologia Palatina, in cui sono contenuti un centinaio dei suoi epigrammi, e raccolse una antologia di epigrammi di poeti a lui antecedenti e contemporanei, tra cui i suoi stessi, sotto il nome di Ciclo di nuovi epigrammi.

Dopo la morte di Giustiniano I nel 565, alcuni degli amici di Agazia lo persuasero a scrivere una storia dei loro tempi. Questa opera in cinque libri, Sul regno di Giustiniano, continua la storia di Procopio di Cesarea, di cui imita lo stile, e costituisce la principale fonte per il periodo 552-558. Gli argomenti centrali dell'opera sono le guerre combattute dall'esercito bizantino, agli ordini di Narsete, contro Goti, Vandali, Franchi e Sasanidi.

Agazia è l'unica fonte[1] per la chiusura della Accademia neoplatonica di Atene, voluta da Giustiniano nel 529, spesso usata come fine dell'Antichità. Gli studiosi dispersi presero con sé quanto potevano dei volumi della biblioteca e si recarono nella capitale sasanide di Ctesifonte, per poi tornare, dopo un trattato che ne garantiva la sicurezza e che è una pietra miliare della storia della libertà di pensiero, ad Edessa, dove un secolo dopo le forze dell'Islam incontrarono la cultura greca.

La sua opera costituisce anche una fonte importante sulla storia dell'Iran pre-islamico, fungendo da base per lo Shahnameh di Ferdowsi e per la Storia di Tabari.

Edizioni della sua opera[modifica | modifica sorgente]

  • Bonaventura Vulcanius (1594)
  • Barthold G. Niebuhr, Corpus Scriptorum Historiae Byzantinae, Bonn, 1828
  • Jacques Paul Migne, Patrologia Graeca, vol. 88, Paris, 1860, col. 1248-1608 (basato sull'edizione di Niebuhr)
  • Dindorf, Historici Graeci Minores, vol. II, Leipzig, (1871), pp. 132-453.
  • Rudolf Keydell, Agathiae Myrinaei Historiarum libri quinque in Corpus Fontium Historiae Byzantinae, vol. 2, Series Berolinensis, Walter de Gruyter, 1967
  • Salvatore Costanza, Agathiae Myrinaei Historiarum libri quinque, Università degli Studi, Messina, 1969
  • Joseph D. Frendo, Agathias: The Histories in Corpus Fontium Historiae Byzantinae (traduzione con introduzione e breve testo esplicativo), vol. 2A, Series Berolinensis, Walter de Gruyter, 1975

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ II.31.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Averil Cameron, "Agathias on the Sasanians" in Dumbarton Oaks Papers, 23 (1969) pp 67-183.
  • Averil Cameron, Agathias Oxford: Clarendon Press, 1970. ISBN 0-19-814352-4.
  • Anthony Kaldellis, "Things are not what they are: Agathias Mythistoricus and the last laugh of Classical " in Classical Quarterly, 53 (2003) pp 295-300.
  • Kaldellis, "The Historical and Religious Views of Agathias: A Reinterpretation," in Byzantion. Revue internationale des etudes byzantines, 69 (1999) pp 206-252.
  • Kaldellis, "Agathias on history and poetry," in Greek, Roman and Byzantine Studies, 38 (1997), pp 295-306
  • W. S. Teuffel, "Agathias von Myrine", Philologus (1846)
  • K. Krumbacher, Geschichte der byzantinischen Litteratur (2nd ed. 1897)

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