Nosside

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« ...E di me parlerai, ospite, allora; della Città che Locri mia s'appella, ripeterai di Nosside con quella, tua grazia propria... »
(Nosside)
Nosside (busto in marmo di F. Jerace)

Nosside (Locri Epizefiri, IV secolo a.C. ca. – III secolo a.C. ca.) è stata una poetessa greca antica di età ellenistica.

Figlia della nobile Teofile, visse a Locri Epizefiri sulla costa ionica reggina. Fu senza dubbio la più grande poetessa della Magna Grecia, inserita nel filone dorico-peloponnesiaco della poesia epigrammatica. Forse fu contemporanea del poeta Rintone, da lei ricordato in un epigramma funebre (A.P. VII, 414).

Probabilmente detenne un tiaso femminile nella sua città, legando il suo nome al culto della dea Afrodite, particolarmente venerata a Locri, e forse al rituale della "prostituzione sacra". Da un suo famoso epigramma, composto nella forma retorica di epitaffio (Antologia Palatina, Libro VII, 718), traspare infatti la consapevolezza di un rapporto, sospeso tra rivalità ed emulazione, con la poetessa lesbia Saffo.

Meleagro di Gadara, nella sua Ghirlanda, la incluse tra gli illustri cantori greci. Anche Antipatro di Tessalonica l'annovera tra le nove poetesse che meritarono l'onore di gareggiare con le Muse (A.P. IX, 26).

Le si attribuiscono dodici epigrammi di argomento vario, di cui uno forse spurio. La sua poetica, analogamente a quella di Saffo, costituisce un canto alla vita, alla bellezza femminile ed alla dolcezza dell'amore, distinguendosi però per la sua impostazione velatamente filosofica. Nei pochi frammenti non mancano riferimenti alla cultura locrese.

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