Stratone di Sardi

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Stratone di Sardi (in greco: Στράτων, Stràton) (Sardi, II secolo – ...) è stato un poeta greco antico della città lidia di Sardi.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Della sua vita si sa poco o nulla. Si pensa che sia vissuto durante l'epoca dell'imperatore Adriano, sulla base di una poesia da lui scritta sul dottore Artemidoro Capitone, un contemporaneo appunto di Adriano. Stratone è menzionato da Diogene Laerzio, all'inizio del secolo III d.C.

Stratone è celebre per avere messo insieme un'antologia di epigrammi d'amore omosessuale chiamata Μοῦσα παιδική / Mousa paidikế ("La Musa dei ragazzi"). Essa conteneva tanto epigrammi sia di sua produzione, sia di altri poeti greci ed ellenistici (Alceo di Mitilene, Callimaco di Cirene, Meleagro di Gadara o Dioscoride), accomunati dal tema omosessuale.

Di questa raccolta ci sono stati tramandati 258 epigrammi, inglobati nel IX secolo nel libro XII dell'Antologia palatina.

Antologia Palatina e Antologia Planudea[modifica | modifica sorgente]

Intorno al 900 d.C. uno studioso bizantino, Costantino Cefala, redasse un compendio (oggi noto con il nome di Antologia palatina) che fondeva diverse antologie poetiche greche, tra cui la Mousa paidiké, per realizzare una collezione completa di epigrammi.

Non sappiamo se la Mousa paidiké sia stata da lui inglobata nella sua interezza o se egli ne abbia fatto una selezione, né se Cefala mantenesse l'ordine dell'antologia originaria. Comunque sia, gli epigrammi della Mousa paidikè confluirono come detto in questa collezione, condividendone da quel momento la sorte successiva, mentre il testo originale della Mousa stesso è andato perduto.

La collezione di Cefala fu successivamente revisionata, suddivisa in antologie specializzate, adattata per l'uso scolastico e in generale fu molto copiata.

Nel 1301 un altro studioso, il monaco Massimo Planude mise insieme una versione del libro di Cefala che divenne molto popolare in Grecia, e fu nota in Occidente come Antologia planudea. I 388 epigrammi compresi nella Planudea ma non nella Palatina si ristampano oggi, di solito, in appendice al libro XVI della Palatina, come "Appendix Planudea".

La scoperta in Occidente[modifica | modifica sorgente]

Quando l'impero ottomano conquistò i resti dell'impero bizantino, molti studiosi greci portarono con sé in esilio in Italia copie della versione di Planude. I Greci svolsero il ruolo di insegnanti per gli studiosi italiani e alla fine diedero alle stampe un'edizione del libro di Planude, il Florilegium Diversorum Epigrammatum, a Firenze nel 1494.

La maggior parte di quello che conosciamo del lavoro di Stratone deriva però da un manoscritto copiato intorno al 980, che conservava molte delle poesie della precedente antologia di Cefala. Il manoscritto venne scoperto nella biblioteca dei Conti Palatini ad Heidelberg nel 1606 o 1607, da un giovane studioso in visita di nome Claudius Salmasius. Non vi è alcun documento che chiarisca come sia arrivato lì, ma probabilmente vi fu portato da uno studioso italiano in visita; intorno alla metà del Cinquecento lo studioso e antiquario romano Fulvio Orsini (1529-1600) aveva visto e menzionato tale manoscritto, allora in possesso di un certo Angelo Colloti.

Le poesie riscoperte nella versione palatina vennero copiate da Salmasius e cominciarono a circolare clandestinamente con il nome di Anthologia Inedita. La copia di Salmasius venne pubblicata più tardi: la prima volta nel 1776, quando Richard François Philippe Brunck la incluse nei suoi Analecta; poi l'intera Antologia Palatina venne pubblicata da F. Jacobs come Anthologia Graeca (in 13 volumi, 1794 - 1803; revisionata nel 1813 - 1817).

I resti della Mousa Paidiké di Stratone divennero definitivamente nell'edizione critica di Jacobs il libro XII, nel quale è raccolta la massima parte degli epigrammi a soggetto omosessuale della raccolta.

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Corteggiamento omosessuale. Vaso greco, ca. 530/520 a.C.

A causa della scabrosità della materia omosessuale, fino alla metà del ventesimo secolo il lavoro di Stratone non beneficiò di traduzioni, a parte quelle in latino, venne pubblicato in forme censurate oppure venne tradotto solamente per edizioni strettamente private.

Queste traduzioni andarono a costituire il nocciolo greco delle autorevoli antologie di poesia omosessuale come la Lieblingsminne und Freundesliebe in der Weltliteratur di Elisar von Kupffer (1899) e lo Iolaus di Edward Carpenter (1908).

Nuove traduzioni del libro XII di Stratone vennero più tardi pubblicate da poeti come (parzialmente) Salvatore Quasimodo e (traduzione completa) Roger Peyrefitte.

La poesia di Stratone ha esercitato forte influenza sul lavoro del poeta Costantino Kavafis.

Il testo di un epigramma di Stratone[modifica | modifica sorgente]

Passando dal mercato

delle corone, vidi oggi un ragazzo

che intrecciava dei fiori e dei corimbi.

E non passai di là senza ferita.

Fermandomi, gli chiesi un po' svagato:

"Quanto vuoi, dimmi, per la tua corona?"

si fece rosso più dei fiori e subito

rispose a occhi bassi: "Su, allontanati,

e non farti vedere da mio padre".

Comprai, così per scusa, una ghirlanda.

Con essa, a casa, incoronai gli dei,

pregando per avere quel ragazzo.

Stratone (ant. pal. XII, 8)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

L'edizione di riferimento è:

  • Stratone di Sardi. Epigrammi, testo critico, traduzione e commento a cura di Lucia Floridi, prefazione di Kathryn Gutzwiller, («Hellenica» - Testi e strumenti di letteratura greca antica, medievale e umanistica 24, collana diretta da Enrico V. Maltese), Alessandria, Edizioni dell’Orso, 2007, XIV-492 pp., 60,00 Euro, ISBN 978-88-7694-967-8.

Per l'Antologia Palatina, la traduzione integrale in Italia è quella con testo a fronte, in più volumi, curata da Filippo Maria Pontani per la Einaudi:

  • Antologia palatina. Testo greco a fronte. Vol. 1: Libri I-VI, Einaudi, Collana "I millenni".
  • Antologia palatina. Testo greco a fronte. Vol. 2: Libri VII-VIII, Einaudi, Collana "I millenni".
  • Antologia palatina. Testo greco a fronte. Vol. 3: Libri IX-XI, Einaudi, Collana "I millenni".
  • Antologia palatina. Testo greco a fronte. Vol. 4: Libri XII-XVI. Einaudi, Collana "I millenni" (è il volume che contiene la Mousa paidikè di Stratone).

Ne esistono però in commercio numerose versioni ridotte, in edizione economica, curate nella traduzione ma a prezzo modesto:

  • Anthologia Palatina, Mondadori, Oscar classici greci e latini.
  • Antologia palatina: tutte le poesie d'amore, Einaudi, Grandi tascabili.
  • Antologia palatina. Epigrammi erotici, Rizzoli, Bur classici greci e latini.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]