Domizio Marso

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Domizio Marso (... – dopo il 19 a.C.) è stato un poeta romano in lingua latina del I secolo a.C..

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Contemporaneo di Ovidio, di lui non si conoscono precisi dati biografici, tranne la sua appartenenza al circolo di Mecenate e le lodi rivolte da Marziale ai suoi epigrammi.[1]

Della sua opera ci è pervenuto un solo epigramma, dedicato alla morte di Virgilio e di Tibullo, riportato in alcuni manoscritti del Corpus Tibullianum prima dell'inizio dell'opera, insieme ad una Vita Tibulli anonima. Questo epigramma è l'unica fonte per determinare la data di morte di Tibullo. Inoltre è stato rinvenuto anche un epigramma scritto contro i due fratelli Bavii, che era incluso in una raccolta intitolata Cicuta.

Marziale, descrivendo l'attività letteraria di Domizio Marso, ricorda anche poesie amorose ed un imponente poema epico intititolato Amazonide, mentre Quintilliano annovera di lui opere colte in prosa, intitolata De urbanitate. Questa ultima opera era incentrata sulla dottrina dell'arguzia, necessaria secondo l'autore per aumentare l'efficacia del discorso.

Te quoque Vergilio comitem non aequa, Tibulle,
Mors iuvenem campos misit ad Elysios
ne foret aut elegis molles qui fleret amores
aut caneret forti regia bella pede.

Anche te, compagno di Virgilio, o Tibullo,
una Morte ingiusta mandò ai Campi Elisi,
ché non ci fosse più chi cantasse in elegie dolci amori,
né le guerre dei re in esametri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol. IV, pag.234

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