Fileta di Coo

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Testa in bronzo di Fileta

Fileta di Coo o Kos (o Filita; Cos, 340 a.C. circa – 285 a.C. circa) è stato un poeta e filologo greco antico.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Non abbiamo molti dati sicuri sulla vita di Fileta[1]. Non è certo neanche il luogo di nascita: Fileta veniva chiamato "Κῷος" (Còos = di Cos)[2][3], ma si discute se l'aggettivo gli sia stato dato perché a Cos, isola del Dodecaneso a breve distanza da Alicarnasso (Asia Minore), ci sia nato, oppure perché c'è vissuto a lungo. Secondo Suda, l'enciclopedia storica bizantina del X secolo, il padre di Fileta si chiamava Telefo (Τήλεφος, Tèlefos), la madre Euctione (Εὐκτιόνη, Euktióne), e Fileta sarebbe stato contemporaneo di Filippo II di Macedonia (382 a.C.336 a.C.) e Alessandro Magno (356 a.C.323 a.C.)[2]. Poiché peraltro Fileta fu chiamato ad Alessandria d'Egitto come precettore del futuro re Tolemeo II Filadelfo (308 a.C.246 a.C.), e pertanto doveva essere già famoso attorno al 300 a.C., si ritiene che Fileta sia nato attorno al 340 a.C.

Prima di entrare al servizio di Tolomeo I Sotere come precettore di colui che sarebbe stato re col nome di Tolomeo II, ad Alessandria Filete aveva avuto come discepolo Zenodoto. Tornato a Cos, fu maestro di Ermesianatte e di Teocrito[4].

È tramandato anche l'aspetto fisico di Fileta: era magro ed emaciato e, nelle parodie dei comici, doveva portare scarpe con suole di piombo per non esser portato via dal vento[5]. Ermesianatte, citato da Ovidio[6], fa anche il nome della donna amata dal poeta, probabilmente la moglie: Battide (in greco: Βιττίς, Bittìs). A quanto sembra, consunto per l'eccessivo studio, ebbe breve vita: era certamente morto quando Teocrito compose le Talisie (275 a.C. circa). Un epigramma ne attribuiva la morte alle estenuanti meditazioni notturne nel tentativo di risolvere l'antinomia del mentitore[7]. Ermesianatte ricorda che i concittadini ne onorarono la memoria con una statua di bronzo a Cos, all'ombra di un platano[8].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Fileta fu il primo fra gli alessandrini a fare filologia all'interno del testo poetico: nelle sue composizioni troviamo, infatti, prese di posizione filologiche.

Fra le opere in versi le fonti ricordano di lui, epigrammi, elegie d'amore, poemetti didascalici di carattere erudito-mitologico di cui sono noti i seguenti titoli: Demetra, Ermes, Telefo, Παίγνια (Pàignia, Lusus, forse la stessa cosa degli Epigrammi). Fra le opere in prosa, Glosse miscellanee (ovvero Miscellanea) e una Interpretazione. Di tutto questo rimangono soltanto 27 brevi frammenti per le opere poetiche e 30 glosse dalle opere grammaticali. È pertanto difficile dire che cosa fossero queste opere, eccetto identificarne gli argomenti.

Dal pochissimo che ne sappiamo, Fileta appare comunque un poeta doctus sulle orme di Antimaco di Colofone: un poeta di grande eleganza formale, amante di leggende dotte anche locali, autore di brevi componimenti, in metro epico ed elegiaco, con parole rare e ricercate. La sua reputazione presso gli alessandrini fu pertanto grande e venne considerato uno dei maestri e precursori della nuova poesia; fu peraltro elencato nel Canone alessandrino dei poeti elegiaci. Teocrito, il creatore della bucolico, scrisse che Fileta era il poeta che si era sforzato di imitare[4]. Tra i Romani influenzò Ovidio e soprattutto Properzio[9].

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

Fileta fu la più importante figura intellettuale nei primi anni dell'ellenismo:[10] ottenne riconoscimento immediato negli studi riguardanti la letteratura e la poesia, tanto che, per quanto è noto, è stata la prima persona ad essere chiamata "tanto poeta quanto studioso" (in greco antico ποιητὴς ἅμα καὶ κριτικός, traslitterato in poietès (h)àma kài kritikòs).[11] Poiché era il tutore di Filadelfo, si ritiene che abbia avuto una grande influenza sullo sviluppo del Museion ad Alessandria, un'istituzione accademica che includeva la famosa Biblioteca di Alessandria. Fu eretta una statua in suo onore, probabilmente ad un Mouseion a Cos,[12] e il suo lavoro fu esplicitamente riconosciuto come un classico sia da Teocrito che da Callimaco.[13]

La sua reputazione presso gli studiosi durò per almeno un secolo: ad Atene il comico e drammaturgo Stratone fece delle battute basate sul fatto che il pubblico sapesse il vocabolario di Fileta, e il vocabolario venne criticato più di un secolo dopo dall'influente studioso di Omero Aristarco di Samotracia nel suo Contro Fileta '(in greco antico Πρὸς Φιλίταν, traslitterato in Pròs Philítan). Il geografo Strabone lo descrisse tre secoli più tardi come "allo stesso tempo poeta e critico".[14][15]

Fileta fu il primo scrittore a combinare, nelle sue opere, qualità ora considerate ellenistiche: la varietà, la cultura e l'uso di fonti omeriche in opere non epiche. Influenzò direttamente gli importantissimi poeti ellenisti Callimaco e Apollonio di Rodi.[13] La sua poesia è stata menzionata o citata brevemente da Callimaco e da altri autori antichi,[16] e la sua fama poetica durò per almeno tre secoli, poiché i poeti augustei identificavano il suo nome con la grande scrittura elegiaca.[13] Properzio lo legava a Callimaco con il seguente famoso distico:

(LA)

« Callimachi Manes et Coi sacra Philetae,
in vestrum, quaeso, mi Sinei ire Nemus. »

(IT)

« O spirito di Callimaco e santuario di Fileta di Coo,
lasciami entrare nel tuo bosco sacro, ti supplico. »

(Properzio, Elegie, III, 1)

Il retore del I secolo a.C. Quintiliano classificò Fileta come secondo solo a Callimaco tra i poeti elegiaci.[17] Fileta ha influito in moltissimi scritti antichi:[18] ad esempio, il romanzo del II secolo Le avventure pastorali di Dafni e Cloe, di Longo Sofista, contiene un personaggio chiamato come lui, probabilmente in suo onore.

Nonostante la sua notorietà, quasi tutte le opere di Fileta sembrano essere scomparse nel giro di due secoli, quindi è probabile che gli scrittori vissuti dopo il II secolo a.C. abbiano letto solo poche righe dei suoi scritti.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È incerta anche la grafia del nome. La forma greca "Φιλήτας" (Filétas), con l'accento sulla eta sembra più corretta della forma "Φιλητᾶς" (Filetàs), con l'accento circonflesso sull'alfa. La forma itacizzata "Φιλίτας" (Filìtas), con la iota, è invece posteriore alla forma con l'eta (Cantarella, Op. cit., p. 20, nota 1)
  2. ^ a b Suda, "Φιλητᾶς Κῷος". In: August Immanuel Bekker (a cura di), Suidae Lexicon: ex recoginitione Immanuelis Bekkeri. Berolini : Typis et impensis G. Reimeri, 1854, vol. II p. 1091 (on-line)
  3. ^ Konstantinos Spanoudakis, Op. cit, p. 26
  4. ^ a b Teocrito, Idillio VII, 39; v. Scolia ad loc.
  5. ^ Ateneo di Naucrati, I Deipnosofisti o i dotti a banchetto, libro XII c. 78 (on-line)
  6. ^ Publio Ovidio Nasone, Tristia, I, 6, 1 sgg.; Epistulae ex Ponto, III, 1, 57 sgg.
  7. ^ Domenico Massaro, Questioni di verità : logica di base per capire e farsi capire, prefazione di Ferdinando Abbri. Napoli : Liguori, 2005, p. 97, ISBN 88-207-3892-9
  8. ^ J.U. Powell, Collectanea Alexandrina : reliquiae minores poetarum Graecorum aetatis Ptolemaicae, 323-146 a.C., epicorum, elegiacorum, lyricorum, ethicorum, cum epimetris et indice nominum edidit Iohannes U. Powell. Oxonii : e typographeo, Clarendoniano, 1925, fr. 7, 75-78
  9. ^ Sesto Properzio, Elegiae, Liber Tertius, I, 1
  10. ^ Bulloch, p. 4.
  11. ^ Rudolf Pfeiffer, The future of studies in the field of Hellenistic poetry in Journal of Hellenic Studies, vol. 75, 1955, pp. 69–73, DOI:10.2307/629171..
  12. ^ Alex Hardie, Philitas and the plane tree (PDF) in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, vol. 119, 1997, pp. 21–36..
  13. ^ a b c d Bulloch, p. 5.
  14. ^ Peter Bing, The unruly tongue: Philitas of Cos as scholar and poet in Classical Philology, vol. 98, nº 4, 2003, pp. 330–48, DOI:10.1086/422370..
  15. ^ Strabone, Geografia, XIV, 2, 19.
  16. ^ Spanoudakis, pp. 85-346.
  17. ^ Quintiliano, Institutio oratoria, X, 1, 58.
  18. ^ N. Hopkinson, Coi sacra Philitae in The Classical Review, vol. 53, nº 2, 2003, pp. 311–2, DOI:10.1093/cr/53.2.311..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie