Anacreonte

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Anacreonte (greco Ἀνακρέων); Teo, intorno al 570 a.C. – ...) è stato un poeta greco antico.

Anacreonte.
Anacreonte.

Combatté, perdendo lo scudo come Archiloco e Alceo, contro l'invasione persiana, dovendo tuttavia abbandonare la patria a seguito della sconfitta. Visse a lungo alla corte di Policrate di Samo, dove incontrò Ibico e Simonide, dei Pisistratidi ad Atene e degli Aleuadi in Tessaglia. Una leggenda narra che sia morto piuttosto vecchio per un acino d'uva.

La sua opera, ordinata dai filologi alessandrini, consta di 5 o 6 libri (di cui ci rimangono 160 frammenti) di Scolii, ionici quanto al dialetto, ma eolici quanto al contenuto, che trattano di temi vari tra cui, soprattutto, quelli del convivio e dell'amore.

La sua ispirazione non è profonda come quella di Saffo ed Alceo, ma è caratterizzata da un sentimentalismo leggero e superficiale attraverso il quale Anacreonte cerca di consolarsi dalle sventure e di cantare efebi (soprattutto Batillo) e cortigiane.

Numerose furono le imitazioni che della sua poesia si fecero nell'Età Ellenistica in varie imitiazioni dei temi conviviali ed erotici dette Anacreontiche. A Roma questo genere si diffuse di più delle opere autentiche. Orazio è considerato un continuatore dei modi e dei toni di Anacreonte.

Un'ode di intonazione amorosa o bacchica composta a imitazione di quelle di Anacreonte viene detta "anacreontica". Nella metrica greca è "Anacreontico" un tipo di dimetro frequente nella poesia di Anacreonte.

Alla figura di Anacreonte è dedicata una nota opera / balletto di Jean-Philippe Rameau, l'Anacréon.

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I nove poeti eccelsi della "Lirica" Greca

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