Rivolta dei pezzenti

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La rivolta degli accattoni fu un movimento insurrezionale popolare che ebbe luogo nei Paesi Bassi spagnoli a partire dal 1566.

Fu una rivolta definita iconoclasta in quanto i protestanti ne presero la guida e si accanirono contro le rappresentazioni figurative religiose.

Il primo luogo di culto preso di mira e saccheggiato fu il convento di San Lorenzo a Steenvoorde nel Westhoek, dopo di che il movimento insurrezionale si estese in tutti i Paesi Bassi giungendo fino ad Anversa.

Condotto da una parte della nobiltà (fra cui Guglielmo I d'Orange, il conte di Egmont, Filippo di Montmorency, conte di Hornes, Enrico di Brederode, Luigi di Nassau), il termine "accattoni" fu rivendicato dagli insorti a seguito di un'osservazione di Charles de Berlaymont, allora consigliere del Governatore generale dei Paesi Bassi, a Margherita d'Austria. Egli voleva rassicurarla circa la solidarietà fra nobili e le dichiarò: «Non sono che accattoni». Si racconta pure che alcuni nobili calvinisti, in occasione di un banchetto patriottico tenutosi il 5 aprile 1566, si fossero travestiti da accattoni.[senza fonte]


A partire dal 1568, e in particolare dopo l'esecuzione dei conti d'Egmont e di Hornes, l'insurrezione si trasformò in una vera e propria guerra, la guerra degli ottant'anni, per l'indipendenza delle Province Unite, che fu riconosciuta dalla Spagna con un trattato firmato nel 1648.

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