Philipp Jacob Spener

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Philipp Jacob Spener

Philipp Jacob Spener (Ribeauvillé, 13 gennaio 1635Berlino, 5 febbraio 1705) è stato un teologo luterano tedesco, fondatore del Pietismo.

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Luteranesimo

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di un giurista alsaziano, studiò dapprima a Colmar e poi teologia, filosofia e filologia a Strasburgo nel 1651; nel 1653 divenne maestro dopo una disputa col filosofo Thomas Hobbes; precettore dei principi Christian e Karl del Palatinato e lettore all'università di filologia e storia. Fin dalla sua infanzia è affascinato dalle opere di intensa spiritualità come quelle di Lewis Bayly e Emmanuel Sonthomb[1]

Dal 1659 al 1662 visitò l'Università di Basilea, quella di Tubinga e di Ginevra, cominciando a occuparsi di araldica: la sua opera maggiore in questo campo è il Theatrum nobilitatis Europae (1668 - 1678).

Tornato a Strasburgo nel 1663, vi fu nominato pastore; nel 1666 passò a Francoforte, dove nel 1670 fondò i “Collegia pietatis”, conventicole di edificazione religiosa e vi pubblicò i suoi due capolavori, Pia desideria (1675) e la Allgemeine Gottesgelehrtheit (1680), che diedero forma al movimento pietista. Nel 1686 accettò l'invito della corte di Dresda. I contrasti con l'Elettore di Sassonia Johann Georg III portarono al suo licenziamento nel 1691 e Spener concluse la propria attività come primo pastore e rettore di San Nicholas a Berlino.

Qui Spener ottenne grandi onori, anche se le tendenze della corte e del governo erano razionalistiche piuttosto che pietistiche. Su sua iniziativa fu fondata nel 1694 l'Università di Halle, che divenne il centro maggiore del pietismo.

Nella sua lunga vita fu esposto agli attacchi dei teologi luterani ortodossi: nel 1695 la facoltà di teologia dell’Università di Wittenberg gli imputò 264 errori e solo la morte gli evitò ulteriori conflitti. In realtà solo due punti lo divisero dal luteranesimo del suo tempo: la sua richiesta di rigenerazione come condizione essenziale per essere un vero teologo e l’attesa della conversione degli Ebrei e la fine del Papato come premessa per l'avvento di una vera chiesa. Ma non insistette, come gli ultimi pietisti, sulla necessità di una consapevole crisi di conversione né incoraggiò una rottura completa fra il cristiano e il mondo profano.

Il suo ultimo lavoro importante furono i Theologische Bedenken (Dubbi teologici) del 1702, a cui furono aggiunti nel 1711 i Letzte theologische Bedenken (Ultimi dubbi teologici) con una sua biografia a cura di von Canstein. Spener fu anche un apprezzato studioso di araldica.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Roots and Fruits of Pietism, di Ronald R. Feuerhan

Opere[modifica | modifica sorgente]

Edizioni italiane[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Johannes Wallmann, Philipp Jakob Spener und die Anfänge des Pietismus, Tubingen, J. C. B. Mohr, 1970
  • Reinhard Breymayer, Der Vater des deutschen Pietismus und seine Bücher. Zur Privatbibliothek Philipp Jakob Speners, in AA. VV., Bibliothecae selectae da Cusano a Leopardi, a cura di E. Canone, Firenze, Leo S. Olschki Editore, 1993 ISBN 88-222-4104-5

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