Diluvio (Polonia)

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Diluvio
L'invasione del Regno di Polonia da parte di Regno russo e Impero svedese (1655-1660)
L'invasione del Regno di Polonia da parte di Regno russo e Impero svedese (1655-1660)
Data 1655-1660
Luogo attuali Polonia, Lituania, Bielorussia ed Ucraina
Esito vittoria pirrica polacco-lituania
Schieramenti
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Il Diluvio (in polacco Potop) è il nome con cui è conosciuta nell'ambito della storia della Polonia l'invasione della Confederazione polacco-lituana da parte del Regno russo e dell'Impero svedese tra il 1655 e il 1660 o più in generale alla serie di guerre condotte nel XVII secolo.

Nel 1648 scoppiò nell'attuale regione dell'Ucraina una rivolta condotta dal capo cosacco Bohdan Chmelnytskyj, alla quale aderirono i tartari della Crimea e i contadini della Rutenia.

Nonostante la sconfitta di Chmelnytskyj nella battaglia di Beresteczko nel 1651, i cosacchi firmarono nel 1654 il trattato di Perejaslav, con cui riconoscevano il protettorato della Russia. Nel luglio dello stesso anno i russi si impadronirono delle fortificazioni di frontiera e assediarono Smolensk, che cadde il 23 settembre permettendo di occupare il territorio tra il Dnieper e la Beresina, mentre una seconda armata prendeva successivamente le città lituane. L'offensiva si intensificò nel 1655 quando furono prese Minsk e Vilnius. I russi avevano occupato la metà orientale della Confederazione Polacco-Lituana.

Allarmata dall'espansione russa, la Svezia corse ai ripari, invadendo la metà occidentale della Confederazione nello stesso 1655.

I principi lituani Janusz e Bogusław Radziwiłł si accordarono con gli Svedesi per la fine della Confederazione Polacco-Lituana e con il trattato di Kėdainia ottennero due ducati (Unione di Kėdainia), in lituano Kėdainių unija o Kėdainių sutartis e in polacco Umowa Kiejdańska), ricavati dalle terre del precedente Granducato di Lituania, sotto il protettorato svedese.

Assedio svedese di Jasna Góra nel 1655, dipinto ad olio del XVII secolo conservato nel monastero.

Il re Giovanni II Casimiro di Polonia fu costretto a rifugiarsi in Slesia e la resistenza polacca si ridusse a poche piazzeforti, tra cui ebbe grande importanza il santuario di Częstochowa (Jasna Góra). Qui il priore del monastero Agostino Kordecki - in lingua polacca Augustyn Kordecki rifiutò durante lunghi negoziati di far entrare una guarnigione svedese e tenne testa in seguito tra il 18 novembre e il 26 o 27 dicembre del 1655, all'assedio svedese, con l'esigua guarnigione, rafforzata dai monaci e da volontari della nobiltà polacca (tra cui Stanisław Warszycki) e della popolazione locale. La mancata conquista svedese del santuario fu di grande importanza per il morale della resistenza polacca e in seguito le vicende dell'assedio furono narrate nella Nova Gigantomachia in Claro Monte Czestochoviensi, pubblicata da Agostino Kordecki (1658) e nell'Obsidio Clari Montis Częstochoviensis di Stanisław Kobierzycki del 1659.

Il "grande comandante in capo della corona" (hetman wielki koronny) Stanisław Potocki e il "comandante sul campo della corona" (hetman polny koronny) Stanisław Lanckoroński strinsero il successivo 29 dicembre un patto a Tyszowce (voivodato di Lublino), riunendo l'esercito polacco per la controffensiva polacca. Stefan Czarniecki, difese eroicamente Cracovia e dopo la resa della città condusse numerose azioni di guerriglia contro gli svedesi, sconfiggendoli a Jarosław e a Kozienice.

La Russia firmò una tregua con la Polonia nell'estate del 1656, con lo scopo di attaccare la Svezia alle spalle.

Il re venne incoronato nel 1656 nella cattedrale di Leopoli (Lwów), dove proclamò la Madonna regina di Polonia e Lituania e giurò solennemente di cacciare gli Svedesi dalla Polonia. Dopo l'effimera vittoria nella battaglia di Varsavia dello stesso anno, gli svedesi furono cacciati nel 1657 da Varsavia e Cracovia.

Per venire incontro alle rivendicazioni autonomistiche locali, si progettò la creazione di un ducato di Rutenia, che avrebbe dovuto essere parte integrante della Confederazione Polacco-Lituana, divenuta una "Confederazione Polacco-Lituano-Rutena" (trattato di Hadiach del 16 settembre 1658). Di conseguenza i cosacchi dell'Ucraina, con Ivan Vyhovdkyj, si allearono con i polacchi e la Russia il 28 dicembre fu costretta a firmare una tregua triennale con la Svezia (trattato di Valiesar) per riprendere le ostilità contro la Polonia.

Il 23 aprile del 1660 Prussia-Brandeburgo, Sacro Romano Impero, Polonia-Lituania e Svezia firmarono la pace di Oliva, con cui il re Giovanni II Casimiro rinunciava alle pretese alla corona di Svezia, persa dal padre Sigismondo III Vasa nel 1599, e cedeva formalmente alla Svezia la Livonia svedese e la città di Riga, già in possesso svedese sin dal 1620. Il successivo 27 maggio il trattato di Copenhagen con cui la Danimarca-Norvegia cedeva parte dei propri territori alla Svezia, metteva fine alla prima guerra del Nord.

Le ostilità proseguirono contro la Russia, che fu sconfitta dai polacchi sotto la guida di Stefan Czarniecki nella battaglia di Polonka nel 1661. Scaduta la tregua con gli Svedesi, la Russia fu costretta a firmare la pace di Cardis, restituendo alla Svezia i territori conquistati e riconfermando il trattato di Stolbovo del 1617. Le forze polacche ripresero una per una le città conquistate e nel 1663 il re polacco attraversò la frontiera del Dnieper, invadendo l'Ucraina orientale. I polacchi dovettero cedere nell'assedio di Glukhov e in uno scontro a Novgorod-Severskij, ma sconfissero i russi nell'ultima azione importante della guerra presso Vitebsk nell'estate del 1664.

Le trattative di pace si trascinarono quindi fino al trattato di Andrusovo firmato il 30 gennaio del 1667, con il quale i confini tra Russia e Polonia vennero fissati sul fiume Dnieper e furono ceduti alla Russia i voivodati di Czernihów e di Smoleńsk.

Il "Diluvio" causò un forte declino dello stato polacco, che portò alla sua successiva frammentazione, e i tredici anni di guerre provocarono la perdita di circa un terzo della sua popolazione, con perdite in proporzione superiori a quelle della seconda guerra mondiale. Mise fine anche alla tolleranza religiosa: l'ostilità contro gli invasori svedesi (protestanti) e russi (ortodossi) avevano infatti provocato episodi di espulsione contro le minoranze protestanti polacche, mentre i cosacchi ribelli avevano effettuato dei pogrom.

Il "Diluvio" nella letteratura[modifica | modifica wikitesto]

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