Rivolta di Kościuszko

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Rivolta di Kościuszko del 1794

La Rivolta di Kościuszko fu una rivolta condotta da Tadeusz Kościuszko in Polonia e Lituania nel 1794. Costituì un tentativo fallito di liberare Polonia e Lituania dall'influenza dell'Impero russo dopo la seconda spartizione della Polonia del 1793 e la creazione della Confederazione di Targowica.

Introduzione[modifica | modifica sorgente]

La prima spartizione della Polonia e la guerra in difesa della costituzione indebolirono gravemente i movimenti riformisti in Polonia, che sostenevano la Costituzione Polacca di Maggio. Tuttavia, dopo la seconda spartizione, i magnati leali alla politica della Russia imperiale che si unirono nella Confederazione di Targowica furono anch'essi indeboliti. Le persone che sostenevano la Russia come principale garante della libertà dorata dopo la seconda spartizione erano viste come traditori della nazione piuttosto che eroi e l'opposizione al loro comando conquistò la simpatia popolare, sia all'interno della szlachta (la nobiltà), che tra i borghesi.

Per sopprimere la rivolta, i governi di Prussia e Impero russo acconsentirono a smobilitare il 50% dell'Esercito Polacco e a lasciare gli ultimi soldati polacchi liberi di tornare nei propri eserciti. Il 12 marzo 1794 il generale Antoni Madaliński, comandante della I Grande Brigata Nazionale di Cavalleria Polacca (1.500 uomini) decise di disobbedire all'ordine della smobilitazione, facendo avanzare le truppe da Ostrołęka a Cracovia. Questa azione causò lo scoppio delle rivolte contro le forze russe in tutta la nazione. Le guarnigioni russe a Cracovia ricevettero l'ordine di lasciare la città, e di sconfiggere le truppe polacche. Questa azione lasciò la città completamente indifesa.

La rivolta[modifica | modifica sorgente]

Il 24 marzo 1794 Tadeusz Kościuszko, veterano della rivoluzione americana, annunciò la rivolta generale e assunse i poteri di Comandante in Capo di tutte le forze polacche. Egli specificò anche:

«di non usare questi poteri per opprimere nessun individuo, ma per difendere l'integrità dei confini della Polonia, riconquistare l'indipendenza della nazione e rafforzare le libertà universali».
Atto della Rivolta di Kościuszko, 24 marzo 1794

Per rafforzare le forze polacche, Kościuszko emise un atto di mobilitazione, richiedendo che ogni cinque case della Piccola Polonia fosse delegato almeno un soldato abile equipaggiato con carabina, lancia, o ascia. Lo staff di Kościuszko stimò che mobilitando tutti gli uomini abili dai 18 ai 40 anni l'esercito della rivolta avrebbe presto raggiunto le 10.000 unità. Le difficoltà nel fornire gli armamenti necessari per le truppe obbligò Kościuszko a formare unità composte di persone armate di falci.

Per stroncare l'opposizione ancora debole, lo zar di Russia ordinò ai corpi del maggior generale Fiodor Denisov di attaccare Cracovia. Il 4 aprile entrambi gli eserciti si incontrarono presso il villaggio di Racławice. In quella che divenne nota come battaglia di Racławice le forze di Kościuszko sconfissero gli oppositori, superiori numericamente e tecnicamente. Dopo una sanguinosa battaglia, le forze russe si ritirarono dal campo di battaglia. Gli uomini di Kościuszko erano troppo deboli per poter iniziare un altro incontro col nemico e per scacciare le truppe russe al di fuori della Piccola Polonia. Nonostante l'importanza strategica della vittoria fosse quasi nulla, la notizia della vittoria si diffuse rapidamente e subito si unirono alle file dei rivoluzionari uomini giunti da tutta la Polonia. All'inizio di aprile le forze polacche concentrate nelle terre di Lublino e della Volinia, pronte per essere inviate in Russia, si unirono alle forze di Kościuszko.

Il 17 aprile a Varsavia il tentativo russo di arrestare i sospetti insorrezionisti[1] e di disarmare le deboli guarnigioni polacche di Varsavia del generale Stanisław Mokronowski impadronendosi dell'arsenale in via Miodowa[2] causò la rivolta contro i russi, condotta da Jan Kiliński, avvenuta nell'indecisione del Re di Polonia Stanislao II. Gli insorgenti furono aiutati dall'incompetenza dell'ambasciatore e comandante russo Iosif Igelström, e dal fatto che il giorno scelto era il martedì grasso della Settimana Santa, durante la quale molti soldati russi erano in chiesa per la messa, senza armi. Infine, all'inizio dell'insurrezione, le forze polacche furono aiutate dalla popolazione civile, e poterono contare sul fattore sorpresa nell'attacco dei diversi gruppi dei soldati russi. Dopo due giorni di pesanti combattimenti, i russi dovettero sopportare il peso di 2.000/4.000 morti, e furono obbligati a lasciare la città. A Vilnius fu dato inizio a una rivolta simile, condotta da Jakub Jasiński il 22 aprile, e subito dopo insorsero anche altre città.

Il 7 maggio 1794 Kościuszko emise un'ordinanza che divenne conosciuta come Proclamazione di Połaniec, con la quale abolì parzialmente la servitù della gleba in Polonia, concesse le libertà civili a tutti i contadini e fornì loro l'aiuto statale contro gli abusi dei nobili. Nonostante la legge non sia divenuta mai pienamente operativa e sia stata boicottata da gran parte della nobiltà, attrasse tuttavia molti contadini verso la rivoluzione. Fu la prima volta nella storia polacca che i contadini furono considerati ufficialmente parte della nazione, parola che prima di allora era legata solo alla szlachta.

Bandiera dei soldati polacchi a Cracovia

Nonostante le promesse di riforme e reclutamento di nuove forze, la situazione strategica delle forze polacche era ancora critica. Il 10 maggio i soldati della Prussia attraversarono i confini polacchi e si unirono agli eserciti russi che operavano nella Polonia settentrionale. Il 6 giugno Kościuszko fu sconfitto nella battaglia di Szczekociny dall'unione delle forze russo-prussiane e l'8 giugno il generale Józef Zajączek fu sconfitto nella battaglia di Chełm. I soldati polacchi si ritirarono verso Varsavia e iniziarono a fortificare la città. Il 15 giugno l'esercito russo conquistò Cracovia senza sollevare opposizioni, ma i soldati russi furono sconfitti in una serie di confronti a Varsavia, e i difensori riuscirono a terminare gli sforzi per la fortificazione. L'assedio di Varsavia, avvenuto il 22 luglio, non ottenne il risultato sperato. Il 20 agosto ebbe inizio una rivolta nella Grande Polonia e i prussiani furono obbligati al ritiro da Varsavia. L'assedio ebbe fine il 5 settembre; le forze russe dirette da Ivan Fersen furono ritirate verso il fiume Pilica.

Nonostante l'opposizione in Lituania fosse stata abbattuta dalle truppe russe (Wilno fu assediata e capitolò il 12 agosto), la rivolta in Grande Polonia ottenne alcuni successi. Un gruppo di soldati polacchi sotto il generale Jan Henryk Dąbrowski conquistò Bydgoszcz (2 ottobre) ed entrò in Pomerania senza opposizioni. Grazie alla mobilità delle forze, il generale Dąbrowski evase l'accerchiamento effettuato dall'esercito prussiano e ruppe le linee nemiche, obbligando i prussiani a ritirare gran parte delle loro forze dalla Polonia centrale.

Nel frattempo, i russi prepararono un nuovo gruppo diretto dal generale Aleksandr Suvorov e gli ordinò di unirsi al gruppo di Ivan Fersen presso Varsavia. Dopo le battaglie di Krupczyce (17 settembre) e Terespol (19 settembre), il nuovo esercito iniziò la sua marcia verso la capitale polacca. Per impedire agli eserciti russi di unirsi, Kościuszko mobilitò le proprie forze a Varsavia e il 10 ottobre diede inizio alla battaglia di Maciejowice. Nonostante i piani di Kościuszko, le unità russe combatterono insieme e vinsero la battaglia; Kościuszko stesso fu ferito durante i combattimenti e fu fatto prigioniero dai russi, che lo inviarono a San Pietroburgo.

Il nuovo comandante della rivolta, Tomasz Wawrzecki, non fu in grado di controllare le battaglie interne per il potere e divenne infine il comandante di una forza militare molto indebolita, mentre il potere politico fu gestito dal generale Józef Zajączek, che dovette combattere contro i liberali di sinistra, di destra e la nobiltà monarchica.

Il 4 settembre le forze unite della Russia iniziarono l'assalto di Praga, quartiere di Varsavia. Dopo quattro ore di battaglia, i 24.000 uomini russi ruppero le difese polacche e iniziarono ad incendiare la zona. L'intero distretto fu completamente distrutto e circa 20.000 abitanti furono assassinati: l'evento divenne conosciuto come massacro di Praga. Wawrzecki decise di ritirare le truppe rimanenti e il 5 novembre Varsavia fu conquistata.

Il 16 novembre, presso Radoszyce, Wawrzecki si arrese. Questo segnò la fine della rivolta. Il potere della Polonia fu distrutto e l'anno successivo su verificò la terza spartizione della Polonia, in seguito alla quale l'Austria, la Russia e la Prussia si annessero la parte restante della nazione.

Impiccagione dei traditori, dipinto da Jean Pierre Norblin de la Gourdaine
Kościuszko durante battaglia di Maciejowice nel 1794; autore Jan Bogumił Plersch (Kościuszko venne ferito e fatto prigioniero)

Conseguenze[modifica | modifica sorgente]

Conseguenze in Polonia[modifica | modifica sorgente]

L'effetto della rivolta di Kościuszko fu un disastro per la Polonia. La nazione cessò di esistere nei successivi 123 anni e tutte le sue istituzioni furono smantellate dalle potenze occupanti. Tuttavia, la rivolta segnò anche la nascita del moderno pensiero politico in Polonia e in Europa centrale. La Proclamazione di Połaniec di Kościuszko e i giacobini di sinistra diedero inizio ai movimenti di sinistra polacchi. Molti politici polacchi che erano stati attivi durante la rivolta divennero gli artefici della politica polacca, sia in patria che all'estero, del XIX secolo.

Nelle terre della Polonia spartita, il fallimento della rivolta causò la catastrofe economica, poiché i mercati economici vecchi di secoli furono divisi gli uni dagli altri, spingendo verso il collasso del commercio. Diverse banche chiusero, come anche alcuni dei pochi centri manifatturieri stabiliti nella Confederazione. Le riforme effettuate da Kościuszko, dirette all'abolizione della schiavitù, furono abolite. Tutte le potenze spartitrici tassarono pesantemente le terre neo-acquisite, rimpinguando le proprie finanze a scapito della popolazione locale.

Anche il sistema scolastico patì, dato che nelle aree conquistate, venne data poca priorità alle scuole. La Commissione di Istruzione Nazionale, il primo Ministero dell'Istruzione del mondo, fu abolito, poiché i governi assolutisti non avevano vantaggi nell'investire nell'istruzione nei territori abitati dalle minoranze polacche sempre in subbuglio. La creazione di istituzioni di istruzione durante il periodo delle spartizioni divenne molto difficoltoso. Ad esempio, ci fu un tentativo di creazione di un'università a Varsavia, ma ottenne il rifiuto delle autorità prussiane. Inoltre, con le spartizioni tedesca e russa, tutti i restanti centri di istruzione furono soggetti alla germanizzazione e alla russificazione; solo nei territori acquisiti dall'Austria ci furono piccoli interventi nel programma degli studi.[3]

Le condizioni furono particolarmente dure nei territori dominati dalla Russia. Migliaia di famiglie polacche che avevano sostenuto la rivolta di Kościuszo furono private dei propri possedimenti e delle abitazioni, che furono assegnati a generali russi e alla corte di San Pietroburgo. Le stime affermano che circa 650.000 contadini furono assegnati come schiavi agli ufficiali russi in questo modo.[3] Alcuni nobili, specialmente nelle regioni della Lituania e della Rutenia furono espulsi nella Russia meridionale, dove furono soggetti alla russificazione. Ad altri nobili venne negato lo status nobiliare, il che significò la perdita dei privilegi legali, dello status sociale e la limitazione delle possibilità di carriera nell'amministrazione o nell'esercito, i sentieri tradizionali per l'ascesa delle famiglie nobiliari. La privazione del titolo significò anche che essi non potevano più possedere terre. Le condizioni degli schiavi, già cattive, peggiorarono ulteriormente, in quanto i servi vennero trattati come i servi in Russia. I contadini venivano flagellati solo per aver menzionato il nome di Kościuszko e delle sue idee di abolizione della schiavitù. Platon Zubov (a cui furono assegnate tenute in Lituania), fu particolarmente feroce, dal momento che torturò personalmente fino alla morte molti contadini che si erano lamentati del peggioramento delle condizioni. Oltre a ciò, le autorità russe ingaggiarono molti contadini per l'esercito, spesso in servizi militari che duravano per tutta la vita.[3]

Conseguenze internazionali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Effetti della rivolta polacca del 1794.

Al momento dello scoppio della rivolta polacca, era in corso, da circa due anni, la guerra fra la Francia rivoluzionaria e tutti gli stati che la circondavano, complessivamente definiti l'Europa dei tiranni. Nel corso del 1793, con una grande controffensiva, i coalizzati avevano rioccupato i Paesi Bassi austriaci e la Cis-Renania e potevano contare su un formidabile apparato militare e passarono la consueta pausa invernale delle operazioni militari, certi dei propri mezzi per la nuova offensiva di primavera.
Proprio al momento della ripresa delle operazioni tutti i piani vennero sconvolti dalla inattesa insurrezione polacca: ciò non tanto per l'entità della minaccia militare polacca, quanto semmai, per la debolezza della ribellione: Berlino non desiderava concedere a San Pietroburgo l'occasione di agire sola su un teatro assai più facile del Belgio. Mentre, a Vienna il cancelliere Thugut non poteva correre il rischio di restare escluso, come era già accaduto, solo all'inizio del 1793, con la seconda spartizione.

Complessivamente, l'intervento delle due potenze nella repressione della insurrezione del Kosciusko non risultò decisivo. Mentre assai più decisivi furono i danni: mentre il grosso dell'esercito prussiano e parte di quello Imperiale erano impegnati in Polonia, nei Paesi Bassi Austriaci i Francesi poterono passare all'offensiva, costringendo gli imperiale a sgomberare i Paesi Bassi austriaci, lasciando ai francesi libera la strada della Renania e delle Province Unite, che vennero, entrambe, conquistate.

Ma ancor più grave furono le conseguenze nel medio termine:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Henry Smith Williams, The Historians' History of the World, The Outlook Company, 1904, Google Print, p.418
  2. ^ Grzegorz Reszka, Insurekcja kościuszkowska in polskiedzieje.pl, 2005. URL consultato il 29 marzo 2006.
  3. ^ a b c Anna Radziwił, Wojciech Roszkowski, Historia 1789-1871 Varsavia 2000

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