Eustachy Erazm Sanguszko

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Eustachy Erazm Sanguszko in un quadro del 1871

Principe Eustachy Erazm Sanguszko (Radzyń Podlaski, 26 ottobre 1768Sławuta, 2 dicembre 1844) è stato un generale e storico polacco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Apparteneva ad una famiglia della szlachta, l'alta aristocrazia magnetizia polacca, crebbe in un ambiente colto e liberale e fu educato alla scuola militare di Varsavia, dalla quale uscì come migliore allievo del suo anno capitano di cavalleria negli ussari. Attratto dalla vita politica dell'epoca, si candidò come deputato per i liberal-monarchici al Sejm, dove appoggiò concitamente le nuove riforme agrarie e sociali, votando a favore della costituzione del 3 maggio.

Durante la guerra russo-polacca del 1792 si distinse come comandante di un reggimento di cavalleria in Samogizia e partecipò alla battaglia di Zielencé; deluso dalla spartizione della Polonia, si arruolò come volontario nelle armate di Kościuszko e divenne celebre per aver salvato la vita allo stesso durante la battaglia di Szczekociny, venendo promosso colonnello sul campo.

Catturato dai russi, fu imprigionato per tre anni nella fortezza di Trakai in Livonia, dove era prigioniero e morì anche il generale Ogiński, e a causa di un fallito tentativo di evasione, fu condannato a due mesi di lavori forzati ad Orenburg. Amnistiato da Alessandro I, fu esiliato in Francia, dove fu inglobato nello stato maggiore di Napoleone I, distinguendosi durante la campagna d'Italia a Marengo e poi durante le guerre contro l'Austria a Wagram e Austerlitz.

Quando i francesi entrarono a Varsavia e costituirono il Ducato di Varsavia, il principe Sanguszko fu promosso brigadiere generale e viceré del regno; Sanguszko partecipò attivamente alla campagna di Russia e venne ferito a Borodino. Comandò il primo corpo d'armata che attraversò la Beresina indenne e fu vice di Józef Antoni Poniatowski, un suo vecchio amico, durante la campagna di Sassonia del 1813.

Quando Napoleone fu esiliato all'Isola d'Elba, Sanguszko, che era un difensore delle idee monarchiche, più che un rivoluzionario, trovandosi a suo agio nel regime filo-liberale di Luigi XVIII continuò a servire la Francia, per poi ritornare in Polonia nel 1817, dove fu nominato voivoda di Volinia e pubblicò un voluminoso libro di memorie, intitolato appunto "Memorie", di grande interesse storico e molto affidabile e realistico per ricostruire con cura la storia militare delle campagne napoleoniche.

Suo figlio Eustachy Stanislaw Sanguszko fu gran maresciallo del Sejm.

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