Norman Davies

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Norman Davies nel 2013

Ivor Norman Richard Davies (Bolton, 8 giugno 1939) è uno storico e saggista britannico[1] FBA, FRHistS[2] noto per le sue pubblicazioni sulla storia d'Europa, Polonia e del Regno Unito.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da Richard e Elizabeth Davies, è di discendenza gallese. Ha studiato a Grenoble, in Francia, dal 1957 al 1958 e poi con A. J. P. Taylor al Magdalen College e all'University of Oxford, dove ha ottenuto un B.A. in storia nel 1962. Successivamente ha preso un M.A. all'University of Sussex nel 1966 ed ha studiato anche a Perugia. Aveva intenzione di studiare per un Ph.D. in Unione Sovietica ma gli venne negato il visto di accesso, così optò per Cracovia in Polonia, dove studiò all'Università Jagellonica realizzando una ricerca sulla guerra sovietico-polacca. Poiché questa guerra era negata nella storiografia ufficiale polacco-comunista di quel tempo, fu costretto a cambiare il titolo della sua tesi in La politica estera britannica nei confronti della Polonia, 1919-1920. Dopo aver conseguito il dottorato di ricerca a Cracovia nel 1968, il testo in lingua inglese è stato pubblicato, nel 1972, con il titolo White Eagle, Red Star. La guerra sovietico-polacca 1919-1920.

Dal 1971 Davies ha insegnato storia della Polonia alla School of Slavonic and East European Studies dell'University College di Londra, dove è stato professore dal 1985 al 1996, quando è andato in pensione. In seguito è divenuto professore straordinario al Wolfson College di Oxford dal 1997 al 2006. Durante la sua carriera, Davies ha tenuto conferenze in molti paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Australia, Giappone, Cina, Polonia e nella maggior parte dei paesi del resto d'Europa.

La Stanford University, Dipartimento di Storia, gli ha negato una cattedra nel 1986 (con 11 contrari, 10 favorevoli e 1 astensione).[3] Davies successivamente cercò di ottenere tre milioni di dollari di danni dall'università, sostenendo che era stato vittima di una discriminazione sulla base delle sue opinioni politiche (con la pretesa di essere stato "diffamato", per "violazione del contratto" e "interferenza illecita" in affari). Il caso infine cadde quando Davies non fu in grado di far deporre il professor Harold Kahn di Noe Valley per ciò che Kahn (che rifiutò di essere deposto) aveva detto di Davies in occasione di una discussione privata fra docenti. La corte stabilì che, a causa del diritto alla privacy della California, "anche se assumiamo che ...... a un candidato può essere negata la cattedra in modo irregolare" ad esempio con "ragioni diffamatorie", "siamo del parere che il diritto di un docente di discutere con il suo colleghi delle qualifiche del candidato a fondo e tranquillamente, senza paura che la cosa venga divulgata, è di tale valore fondamentale che non dovrebbe essere compromessa". La corte ha poi confermato il diritto dell'università di decidere sulle nomine dei docenti sulla base di determinati criteri.[1][4]

Ha insegnato anche al College of Europe. [5]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Norman Davies, Varsavia, 2004

La prima opera di Davies, White Eagle, Red Star: The Polish-Soviet War, 1919-20 fu pubblicata nel 1972. Il suo libro del 1981, God's Playground, una storia globale della Polonia, venne pubblicato ufficialmente solo dopo la caduta del comunismo. Nel 1984, Davies pubblicò Heart of Europe, una breve storia della Polonia, con i capitoli ordinati in senso inverso.

Negli anni 1990 pubblicò Europe: A History (1996) e The Isles: A History (1999), rispettivamente sull'Europa e sulle Isole britanniche.

Nel 2000, l'editore polacco Znak ha pubblicato una raccolta di saggi e articoli di Davies con il titolo Smok wawelski nad Tamizą ("The Wawel Dragon on the Thames").

Nel 2002, su richiesta del sindaco, Bogdan Zdrojewski, Davies ed il suo ex collaboratore, Roger Moorhouse, scrissero una storia di Breslavia. Il libro dal titolo Microcosm: Portrait of a Central European City, venne pubblicato simultaneamente in inglese, polacco, tedesco e ceco.

Davies scrisse anche articoli e saggi per i media. Fra gli altri, ha collaborato con la BBC e con riviste e quotidiani, sia inglesi che statunitensi, come The Times, The New York Review of Books e The Independent. In Polonia collaborò con il settimanale cattolico Tygodnik Powszechny.

Il libro di Davies Rising '44. The Battle for Warsaw descrive la rivolta di Varsavia. Fu seguito da Europe at War 1939–1945: No Simple Victory (2006). Nel 2008 Davies partecipò alla sceneggiatura del documentario "The Soviet Story".[6]

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Alcuni storici ebraici, in particolare Lucy Dawidowicz[7] e Abraham Brumberg,[8] obiettarono sulla trattazione di Davies dell'olocausto in Polonia. Lo accusarono di aver minimizzato lo storico antisemitismo e di aver promosso una visione che tiene conto dell'Olocausto nella storiografia internazionale, dando maggior risalto alla sofferenza dei polacchi non ebrei. I sostenitori di Davies sostengono che egli dà la dovuta attenzione al genocidio e ai crimini di guerra perpetrati sia da Hitler che da Stalin sugli ebrei polacchi e sul popolo polacco. Davies sostiene che "gli studiosi dell'Olocausto non dovrebbero avere alcun timore che i confronti razionali possano minacciare l'unicità. Piuttosto il contrario. "... bisogna ricostruire mentalmente il quadro più completo, al fine di comprendere la vera enormità del cataclisma avvenuto in Polonia durante la guerra e poi dire con assoluta convinzione "mai più".[9][10]

Nel 1986, la critica di Dawidowicz sul trattamento storico fatto da Davies dell'Olocausto è stata citata come un fattore importante sulla polemica alla Stanford University nella quale a Davies venne negata una cattedra alla facoltà per presunti "errori scientifici". Davies citò in giudizio l'università per violazione del contratto e diffamazione, ma nel 1989 la corte stabilì che non aveva competenza su una materia accademica.[1][3]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Davies ha ottenuto una serie di riconoscimenti, quali un dottorato onorario delle università Jagellonica (2003), Lublino, Gdańsk e Varsavia (2007), ed è membro della Polish Academy of Learning (PAU) e dell’Accademia europea delle scienze e delle arti,[11] and the International Honorary Council[12] dell'European Academy of Diplomacy, e professore della British Academy e della Royal Historical Society.[13] Ha ricevuto un DLitt honoris causa dalla sua alma mater University of Sussex.[14]

Egli è inoltre cittadino onorifico delle città polacche di Varsavia, Breslavia, Lublino e Cracovia.[15] e menbro del comitato per l'Order of the Smile.

Il presidente del governo polacco in esilio, Edward Raczyński, lo ha decorato con l'Order of Polonia Restituta. Il 22 dicembre 1998, il presidente della Polonia Aleksander Kwaśniewski, lo ha insignito della Gran croce di prima classe dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia. L'11 novembre 2012 è stato decorato con la più importate onorificenza polacca, l'Ordine dell'Aquila Bianca.

Norman Davies è stato nominato membro dell'Advisory Board dell'European Association of History Educators - EUROCLIO e nel 2008 insignito dell'Ordine della Croce della Terra Mariana della Repubblica di Estonia.

Ha ricevuto, nel 2006, l'insegna di The Knight of Freedom Award per la promozione della storia della Polonia e del valore rappresentato dal generale Casimir Pulaski.[16][17]

Nel 2012 ha ricevuto l'Aleksander Gieysztor Prize per la promozione della cultura polacca all'estero.[15]

Vita personale[modifica | modifica sorgente]

Norman Davies ha sposato Maria Korzeniewicz, una studiosa polacca nata a Dąbrowa Tarnowska, vive tra Oxford e Cracovia ed ha due figli.[18]

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 1972: White Eagle, Red Star: The Polish-Soviet War, 1919–20. (2004 edition: ISBN 0-7126-0694-7)
  • 1977: Poland, Past and Present. A Select Bibliography of Works in English. ISBN 0-89250-011-5
  • 1981: God's Playground. A History of Poland. Vol. 1: The Origins to 1795, Vol. 2: 1795 to the Present. Oxford: Oxford University Press. ISBN 0-19-925339-0 / ISBN 0-19-925340-4.
  • 1984: Heart of Europe. A Short History of Poland. Oxford: Oxford University Press. ISBN 0-19-285152-7.
    • 2001: Heart of Europe: The Past in Poland's Present Oxford University Press, USA; New edition ISBN 0-19-280126-0
  • 1991: Jews in Eastern Poland and the USSR, 1939–46. Palgrave Macmillan. ISBN 0-312-06200-1
  • 1996: Europe: A History. Oxford: Oxford University Press. ISBN 0-19-820171-0
  • 1997: Auschwitz and the Second World War in Poland: A lecture given at the Representations of Auschwitz international conference at the Jagiellonian University. Universitas. ISBN 83-7052-935-6
  • 1999: Red Winds from the North. Able Publishing. ISBN 0-907616-45-3
  • 1999: The Isles. A History. Oxford: Oxford University Press. ISBN 0-19-513442-7
  • 2002 (con Roger Moorhouse): Microcosm: Portrait of a Central European City London: Jonathan Cape. ISBN 0-224-06243-3
  • 2004: Rising '44. The Battle for Warsaw. London: Pan Books. ISBN 0-333-90568-7
  • 2006: Europe East and West: A Collection of Essays on European History. Jonathan Cape. ISBN 0-224-06924-1
  • 2006: Europe at War 1939–1945: No Simple Victory. Macmillan. ISBN 0-333-69285-3
  • 2011: Vanished Kingdoms: The History of Half-Forgotten Europe. Allen Lane. ISBN 978-1-84614-338-0

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
«In riconoscimento del distinto contributo alla Repubblica di Polonia e in particolare alla diffusione delle conoscenze sulla Polonia e la sua cultura, con una immagine positiva della nazione in Europa e nel mondo e per l'aver sostenuto i cambiamenti democratici in Polonia»
— 6 novembre 2012
Croce di Cavaliere dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere dell'Ordine della Polonia Restituta (Polonia)
Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia (Polonia)
— 22 dicembre 1998
Medaglia Gloria Artis d'oro (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Gloria Artis d'oro (Polonia)
— 2005
Distintivo d'Onore "Bene Merito" (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo d'Onore "Bene Merito" (Polonia)
«Per l'eccezionale contributo alla diffusione della storia polacca ed europea, comprese le circostanze della nostra politica estera in passato e oggi»
— 13 novembre 2009
Cavaliere di I classe dell'Ordine di San Stanislao (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine di San Stanislao (Polonia)
— maggio 2005

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c State appellate court upholds Stanford in Davies case in Stanford University News Service, Stanford University, 5 settembre 1991. URL consultato il 3 agosto 2008.
    «Davies's works have been criticized at Stanford and elsewhere, by such experts as Lucy S. Dawidowicz (author of The War Against the Jews: 1933–1945) who said they felt Davies minimized historic anti-Semitism in Poland and tended to blame Polish Jews for their fate in the Holocaust. Davies' supporters contend that Poles suffered as much as Jews did in the war and could have done very little to save any of the 3 million Jews living in Poland at the time of the Nazi invasion in 1939.
    Davies had sought $3 million in damages from the university for what he called fraud, misrepresentation, breach of contract, discrimination and defamation.».
  2. ^ The Independent, Saturday, 29 August 2009
  3. ^ a b Anne Applebaum, Against the old clichés - Review of Europe: A History by Norman Davies in The New Criterion (New York), May 1997. URL consultato il 2 agosto 2008.
  4. ^ http://law.justia.com/cases/california/calapp3d/188/752.html.
  5. ^ http://www.coleurope.eu/sites/default/files/uploads/page/coebrochure2013_lr.pdf, College of Europe | Collège d'Europe Brochure
  6. ^ The Soviet Story » People in the film. URL consultato il 3 agosto 2008. [collegamento interrotto]
  7. ^ Lucy Dawidowicz, "The Curious Case of Marek Edelman". Observations. Commentary, March 1987, pp. 66–69. See also reply by Norman Davies and others in Letters from Readers, Commentary, August, 1987 pp. 2–12.
  8. ^ Abraham Brumberg, "Murder Most Foul", Times Literary Supplement, 2 March 2001. Essay on Neighbors by Jan T. Gross. Tony Judt and Abraham Brumberg. Letters, Times Literary Supplement, London 6 April 2001. See also response by Norman Davies, Letters, Times Literary Supplement, London 13 April 2001.
  9. ^ Norman Davies, "Russia, the missing link in Britain's VE Day mythology", The Times, London, 1 May 2005.
  10. ^ Norman Davies, lecture, University of Cincinnati Department of History and the Center for Holocaust and Humanity Education, Cincinnati, OH. April 26, 2005.
  11. ^ Gesamtliste der Mitglieder, European Academy of Sciences and Arts, Salzburg. URL consultato il 3 agosto 2008. [collegamento interrotto]
  12. ^ Europejska Akademia Dyplomacji :: European Academy of Diplomacy :: diplomats.pl :: DYPLOMACJA - Professor Norman Davies
  13. ^ Fellows of the Royal Historical Society, D - F (MSWord). URL consultato il 3 agosto 2008.
  14. ^ Sussex Lectures 2006: Europe at war, 1939–45: not freedom's victory
  15. ^ a b "Poland honours historian Norman Davies"
  16. ^ http://pulaski.pl/en.html/
  17. ^ Kazimierz Pulaski (Polish patriot and United States army officer) - Encyclopedia Britannica
  18. ^ http://www.normandavies.com/biography.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Snowman, Daniel "Norman Davies" p. 36–38 from History Today, Volume 55, Issue 7, July 2005.
  • America, December 18, 1982, p. 394.
  • American Historical Review, April, 1991, p. 520.
  • American Scholar, fall, 1997, p. 624.
  • Atlantic Monthly, December, 2002, Benjamin Schwarz, review of God's Playground: A History of Poland, p. 127.
  • Booklist, September 15, 1996, p. 214; December 15, 1997, Gilbert Taylor, "A History of Europe," p. 682; February 1, 2000, p. 1006; May 1, 2004, Jay Freeman, review of Rising '44: The Battle of Warsaw, p. 1538.
  • Commentary, March, 1987, p. 66.
  • Current History, November, 1984, p. 385.
  • Economist, March 6, 1982, p. 104; February 10, 1990, p. 92; November 16, 1996, p. S3; December 4, 1999, p. 8; April 27, 2002, "What's in a Name: Central European History."
  • History Today, May, 1983, p. 54; March, 2000, Robert Pearce, "The Isles: A History," p. 55.
  • Kirkus Reviews, March 15, 2004, review of Rising '44, p. 256.
  • Library Journal, March 15, 1997, p. 73; February 1, 2000, p. 100.
  • Nation, November 21, 1987, p. 584.
  • National Review, June 5, 2000, John Derbyshire, "Disunited Kingdom"; May 17, 2004, David Pryce-Jones, "Remember Them," p. 46.
  • New Republic, November 15, 1982, p. 25; September 22, 1997, p. 36.
  • New Statesman, May 21, 1982, p. 21; August 31, 1984, p. 26.
  • New Statesman & Society, December 20, 1996, Norman Davies, "How I Conquered Europe," pp. 36–38; October 17, 1997, David Herman, review of Europe: A History, pp. 30–32; May 15, 1998, Michael Pinto-Duschinsky, "The Hunted, Not the Hunters," p. 35. November 15, 1999, Alistair Moffat, "Jobs and Foxes Will Flee to England," p. 35; December 13, 1999, Geoffrey Wheatcroft, "Forging Our History," p. 57.
  • New York Review of Books, September 29, 1983, p. 18; May 15, 1997, p. 30.
  • New York Times Book Review, December 5, 1982, p. 52; March 4, 1984, p. 34; December 23, 1984, p. 5; June 22, 1986, p. 34; December 7, 1986, p. 84; December 1, 1996, p. 15.
  • Observer (London, England), October 10, 1999, Andrew Marr, "A History Lesson for Wee Willie," p. 29.
  • Publishers Weekly, August 26, 1996, p. 83; November 24, 1997, "A History of Europe," p. 64; January 24, 2000, p. 301.
  • Sunday Times (London, England), October 17, 1999, Niall Ferguson, "Breaking up Is Hard to Do if You're British," p. NR4.
  • Times (London, England), October 30, 1999, Richard Morrison, "Britain Dies as Mr. Tough Rewrites the Past," p. 21.
  • Wilson Library Bulletin, October, 1986, p. 68.
  • World and I, August, 2004, Richard M. Watt, "The Warsaw Insurrection: How Polish Capital Ferociously Resisted World War II Occupiers."*

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