Concilio di Roma (382)

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Il Concilio di Roma fu indetto da papa Damaso I nel 382. Vi parteciparono funzionari e teologi della Chiesa.

Contesto in cui si svolse il Concilio[modifica | modifica wikitesto]

L'anno precedente, l'imperatore Teodosio I aveva nominato Nettario alla carica di Arcivescovo di Costantinopoli, benché non fosse nemmeno battezzato. I vescovi dell'Occidente dichiararono il loro disaccordo e chiesero la convocazione di un sinodo comune tra Chiesa Orientale e Chiesa Occidentale per risolvere il contrasto; l'imperatore Teodosio, subito dopo la chiusura del primo Concilio di Costantinopoli nel 381, convocò a Costantinopoli un sinodo dei vescovi imperiali.

Quasi tutti i vescovi che avevano partecipato al Concilio del 381 si riunirono di nuovo all'inizio dell'estate del 382. Al loro ritorno nelle sedi d'Oriente riceverono una lettera dal Sinodo di Milano, che li invitava ad un concilio generale a Roma, a cui risposero di non poter partecipare a causa della lunghezza del viaggio. Tuttavia vennero inviati tre vescovi: Syriacus, Eusebio e Prisciano, con una lettera sinodale al papa Damaso. Gli altri partecipanti furono i vescovi di Occidente, tra cui Ambrogio, arcivescovo di Milano. Teodosio inviò alcuni commissari a Roma a sostegno del suo sinodo.

Il sinodo romano al quale era indirizzata la lettera è stata la quinta in Damaso.[non chiaro] Nessun informazione formale rimane dei lavori di questo Concilio, né di come i suoi membri trattarono la questione di Nettario.

Decisioni assunte[modifica | modifica wikitesto]

Il De explanatione fidei riporta che si stabilirono:

  • l'approvazione del Canone biblico, confermato nei sinodi di Ippona (393), Cartagine (397) e il Concilio di Cartagine (417), testo tuttora rispettato dalla Chiesa Cattolica; (vedi Canone della Bibbia#Canone cattolico)
  • I sette doni dello Spirito Santo
  • I nomi di Cristo e le relazioni fra le tre persone divine
  • la dichiarazione di supremazia decisionale della Sede di Roma
« ...ma la Santa Romana Chiesa è al primo posto rispetto alle altre chiese stabilito non da decisioni sinodali, ma perché ha ricevuto il primato con la parola del Signore nel Vangelo ... : Su questa pietra edificherò la mia Chiesa »

Da informazioni indirette pare venisse anche riconfermata la condanna dell'Apollinarismo già affermata nei Sinodi di Roma (375), Antiochia (378) e Costantinopoli (ecumenico, 381), secondo la quale Gesù avrebbe avuto natura Divina perfetta ma natura umana imperfetta.

Documentazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Papa Damaso I e De explanatione fidei.

Non esiste documentazione diretta degli atti; Faustino Arevalo ed altri ritengono che una parte sia contenuta nel Decretum Gelasianum e che le decisioni del sinodo abbiano spinto il papa Damaso I ad incaricare San Girolamo di redigere la Vulgata.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]