Gamaliele

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Gamaliele è stato un rabbino ebreo del I secolo.

Si hanno ben poche notizie sulla sua vita. Si sa che apparteneva alla setta dei Farisei (secondo alcuni per "farisei" si intendono gli occupanti il Tempio di Gerusalemme...), ma era molto stimato anche dalle altre correnti religiose per la sua saggezza e condotta di vita. Un giudeo prima del 200 disse di lui: "Dopo la morte del Rabbino Gamaliele, non c'è più riverenza per la legge, e purità e astinenza morirono con lui" (cfr Era messianica ed Hester Panim).

« naraiti(ve)gamzakantiveloraitiZaddiq-neezav,vezaromevacheshlachemAd.ozleamoritenAd,yevarekhetamobaShalom-trad: "Niente di male la rugiada, anche niente di male in (Kan: cfr Kohen oppure Caino, Abele e Reincarnazione + varie) (Non ho visto) UNO (cfr Ein Sof ed Unità divina)-un Giusto (cfr Nomi di Dio nella Bibbia) in penuria, né che ai Suoi figli mancasse un pezzo di pane. Ad., [quanta amarezza] per essi! (traduzione congetturale): Benedicili (etAmo: "tutti") dalla Tua Pace"; oppure: Io sono stato giovane ed ora sono vecchio ma non ho mai veduto il giusto abbandonato né la sua prole andare in cerca di pane. L'Eterno dia al Suo popolo la forza, l'Eterno benedica il Suo popolo con la Pace »
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Birkhat haMazon.

Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

È citato due volte nel libro degli Atti degli Apostoli. Nel primo episodio, mentre il Sinedrio processa gli apostoli a causa della loro predicazione in nome di Gesù, Gamaliele interviene in loro favore, citando anche l'esempio del ribelle Teuda, e ne ottiene la liberazione. Non appare dal racconto che Gamaliele appoggiasse la loro dottrina; piuttosto egli credette che non costituissero un pericolo e che fosse meglio lasciarli liberi di predicarla:

« Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio! »   (Atti 5, 38-39)

La seconda citazione è indiretta: Paolo di Tarso, minacciato di morte da un tumulto popolare ispirato dai capi giudei, parla in propria difesa e inizia ricordando di essere cresciuto a Gerusalemme e di essere stato allievo della scuola di Gamaliele (Atti 22, 3).