Aquila di Sinope

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Palinsesto del Secondo libro dei Re di Aquila di Sinope.

Aquila di Sinope (Ponto in Anatolia, ...II secolo – ...) attorno al 130 tradusse in greco, in maniera estremamente letterale, la Bibbia ebraica[1].

Era un proselita dell'Ebraismo, Tanna e discepolo di Rabbi Akiba[1] (m. 135 circa).

Epifanio (De Pond. et Mensuris c. 15) ci ha tramandato una tradizione secondo la quale egli era un parente dell'imperatore Adriano, che lo impiegò nella ricostruzione di Aelia Capitolina (Gerusalemme) e che si era convertito al Cristianesimo ma, quando fu rimproverato per aver praticato l'astrologia pagana, ritornò o si convertì all'ebraismo.

Ci sono alcune sovrapposizioni tra le storie su di lui e quelle su Onkelos, il presunto autore del Targum di Onkelos: secondo una teoria il nome "Onkelos" è semplicemente una deformazione di "Aquila", erroneamente associato con l'aramaico invece della traduzione greca.

Sembra che negli scritti ebraici sia chiamato עקילס.

Si dice che la versione di Aquila fosse usata nelle sinagoghe al posto della Septuaginta. Ai cristiani generalmente non piace, essi affermano senza fondate ragioni che i passaggi messianici come Isaia 7:14[1], non sono resi correttamente, Girolamo e Origene hanno però parlato in sua lode. Origene la incorporò nella sua Esapla.

Si pensava che l'unica copia esistente della traduzione di Aquila fosse nell'Esapla, ma nel 1897 sono stati acquisiti dalla Cambridge University Library i frammenti di due codici contenenti il Primo libro dei Re 20,7-17 ed il Secondo libro dei Re 23,12-27, pubblicati da F. C. Burkitt nel 1897, e parti dei Salmi 90-103 pubblicato da C. Taylor nel 1899[2].

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Ewert, p. 108
  2. ^ (EN) Toy Crawford Howell, F. C. Burkitt; Louis Ginzberg, AQUILA (Ακύλας, עקילס), Jewish Encyclopedia. URL consultato il 03-04-2011..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Ewert, A General Introduction to the Bible: From Ancient Tablets to Modern Translations, Zondervan, 1990, ISBN 0310453712.
  • Frederick Field, Origenis Hexaplorum quae supersunt, 1875
  • A. Silverstone, Aqila and Onkelos, Manchester 1931
  • Dominique Barthélémy, Les Devanciers d'Aquila, Leida 1963
  • Ernst Würthwein, Der Text des Alten Testaments, Stoccarda 1988, pp. 64-69
  • Emanuel Tov, Der Text der hebräischen Bibel, Stoccada, Berlino, Köln 1997, p. 121 f.

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