Shimon ben Gamliel

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Simeon ben Gamliel (I) (in ebraico: שמעון בן גמליאל o רשב"ג הראשון?; Israele, 10 a.C.70 d.C.) era un saggio ebreo Tanna, guida del popolo ebraico.

Successe a suo padre Gamaliele come Capo (nasi) del Sinedrio dopo la morte di quest'ultimo nel 50 d.C. e poco prima della distruzione del Secondo Tempio. La tradizione narra che fu ucciso dai romani, quale uno dei Dieci Martiri Ebraici[1]

Simeon era uno dei diretti discendenti di Re Davide e pro-nipote di Hillel il Vecchio.

La sua tomba si trova a Kafr Kanna, a est di Haifa nella Bassa Galilea (Nord Israele), ed è stata un'importante meta di pellegrinaggio per quasi duemila anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I Dieci Martiri (Aseret Harugei Malchut עשרת הרוגי מלכות) sono un gruppo di dieci rabbini che vivevano al tempo della Mishnah e che furono martirizzati dai romani nel periodo dopo l'assedio di Gerusalemme (70) e la distruzione del Secondo Tempio.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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