Davide

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Davide
Davide
David di Donatello (Firenze, Bargello).
Re d'Israele
In carica ca 1010 a.C. –
ca 1003 a.C.
Predecessore Saul
Successore Salomone
Re d'Israele
Davide
In carica ca 1010 a.C. –
ca 1003 a.C.
Predecessore Saul
Successore Salomone
Nome completo Davide
Nascita Betlemme,
ca 1040 a.C.
Morte Gerusalemme,
ca 970 a.C.
Sepoltura Gerusalemme
Casa reale Giuda
Padre Iesse
Madre Identificata come Nitzevet figlia di Adael.
Consorte Mikal, Ainoam, Abigail, Maaca, Agghit, Abital, Egla e Betsabea.
Figli Salomone
Religione Ebraismo

Davide (in ebraico דָּוִד בֶּן יִשַׁי David ben Yeshay, Davide figlio di Iesse) è stato il secondo re d'Israele durante la prima metà del X secolo a.C.: le sue vicende, risalenti all'epoca ebraica, sono raccontate nel primo e nel secondo libro di Samuele, nel Primo libro dei Re e nel Primo libro delle Cronache.

Valoroso guerriero, musicista e poeta, accreditato dalla tradizione di molti salmi, Davide viene descritto nella Bibbia come un personaggio dal carattere complesso, capace al contempo di grandi crudeltà e generosità, dotato di spregiudicatezza politica e umana ma al tempo stesso in grado di riconoscere i propri limiti ed errori.

La vita di Davide è di particolare importanza nell'ebraismo, nel cristianesimo e nell'islam. Nell'ebraismo, Davide è il re di Israele e da lui discenderà il Messia. Nel cristianesimo, da Davide discende Giuseppe, padre putativo di Gesù. Nell'islam, Davide è considerato un profeta.

È venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Il racconto biblico

[modifica] Davide il prescelto

Samuele unge Davide (Doura Europos, Siria)

Dio revocò la sua predilezione per Saul, re di Israele, a causa del suo rifiuto di sterminare gli Amaleciti e tutto ciò che apparteneva loro[1].

Egli mandò quindi il profeta Samuele a Betlemme a cercare un nuovo re di Israele tra i figli di Iesse[2]. Quest’ultimo fece passare sette dei suoi figli davanti a Samuele ma nessuno di loro era il prescelto. Allora Samuele gli chiese se ne aveva altri e Iesse rispose che il più giovane, Davide, fulvo di capelli e di bell'aspetto, era al pascolo con le pecore[3].

Quando gli fu portato davanti, Dio disse a Samuele: «Alzati, ungilo, perché è lui»[4].

Intanto, dopo essere stato ripudiato da Dio, uno spirito cattivo era entrato in Saul, tormentandolo. Uno dei suoi servi gli suggerì di far venire un citarista, Davide, che con il suono della sua arpa avrebbe lenito le sue sofferenze. Saul si affezionò a Davide, facendolo diventare suo scudiero[5]. Ogni volta che lo spirito cattivo veniva da Saul, Davide suonava l’arpa e lo calmava e lo spirito maligno si allontanava[6].

[modifica] Davide e Golia

L'episodio biblico[7] più famoso riguardante Davide è quello dello scontro con Golia, il gigante filisteo che terrorizzava e insolentiva gli ebrei, sfidandoli a duello.

Gli ebrei, accampati nella valle del Terebinto e guidati dal loro re, Saul, erano in guerra con i filistei, i quali annoveravano tra le loro file uno spaventoso gigante (alto sei cubiti e un palmo[8]) dal nome Golia[9], armato con una corazza dal peso di 5000 sicli[10] . Per quaranta giorni, Golia sfidò l’esercito di Israele, nell’attesa che quest’ultimo scegliesse chi tra loro doveva affrontarlo: il vincitore avrebbe permesso al suo popolo di sottomettere quello del perdente.

A Davide fu chiesto dal padre di recarsi dai fratelli che si trovavano nell’accampamento, per portare del cibo e informarsi delle loro condizioni. Mentre si trovava nell’accampamento, Davide ascoltò l'ennesima sfida di Golia e si offrì, davanti a Saul, di affrontarlo, raccontando che era stato in grado di uccidere orsi e leoni per difendere il suo gregge. Saul lo vestì con la sua stessa armatura ma Davide, fatti pochi passi, se la tolse, non riuscendo a muoversi, e si diresse verso il campo di battaglia con la sua fionda e con cinque pietre lisce che aveva raccolto da un torrente. Golia, vedendo che si trattava di un ragazzo, lo derise: ma Davide, presa una delle pietre che aveva con sé, la scagliò con la fionda, colpendo il gigante in piena fronte. Golia, crollò morto a terra e Davide si precipitò verso di lui e ne decapitò il cadavere utilizzando la spada dello stesso nemico[11]. I filistei si diedero alla fuga ma vennero inseguiti e decimati dagli israeliti.

La vittoria rese Davide famoso presso gli ebrei e gli valse l'amicizia di Gionatan, figlio del re Saul. Successivamente Davide avrebbe sposato la figlia del re, Mikal.

[modifica] Davide e Mikal

Gustave Doré, Mikal aiuta Davide a scappare (1865)

Saul, sempre più irritato per la crescente fama di Davide, decise di dargli in sposa la figlia Mikal[12] a patto che uccidesse cento filistei: così facendo pensava che egli sarebbe andato incontro a morte sicura. Ma Davide superò la prova e prese in sposa Mikal.

Dopo un’altra grande vittoria di Davide contro i filistei, Saul decise di ucciderlo: Mikal lo aiutò a fuggire, facendolo calare da una finestra[13] e mettendo un idolo nel letto per fare finta che egli, malato, stesse riposando.

Mentre era in fuga, Saul diede Mikal in sposa a Pati, figlio di Lais[14].

Nel frattempo Davide ebbe altre due mogli: Abigail[15] e Ainoam[16].

Successivamente, mentre a sud Davide regnava sulla Giudea e a nord Is-Bàal, fratello di Mikal e figlio di Saul, regnava sulle tribù di Israele, Davide chiese che Mikal tornasse da lui, in segno di alleanza tra i due regni[17]: Is-Bàal acconsentì.

Qualche tempo dopo che era tornata, Mikal lo criticò[18] perché lui aveva ballato parzialmente nudo durante una processione religiosa, mentre portava l’Arca dell'Alleanza a Gerusalemme appena conquistata. Mikal morì senza aver avuto figli con Davide[19].

[modifica] Davide e Saul

David e Saul

La crescente fama di Davide irritò talmente Saul che Davide dovette fuggire[20]. Davide andò da Samuele a Rama, gli raccontò di come Saul aveva cercato di farlo morire e insieme andarono a Naioth. Saul cercò più volte di riportare indietro Davide ma senza successo. Quest’ultimo strinse un patto di amicizia con Gionata, il quale si dimostrò incredulo nel sapere che suo padre Saul voleva ucciderlo: ma dovette ricredersi. Infatti, il primo giorno di luna nuova, Davide avrebbe dovuto sedere a tavola con Saul, Gionata e Abner, il capo dell'esercito, ma non si presentò e neanche l’indomani, secondo giorno di luna nuova. Saul si adirò e questo fu il segno che convinse Gionatan circa i timori che gli aveva manifestato Davide[21].

Quest’ultimo andò quindi a Nob e si fece dare del pane consacrato dal sacerdote Achimelech e la spada che era stata di Golia[22].

Mentre Davide si trovava a Mizpa in compagnia della sua famiglia, Saul venne a sapere che egli era stato a Nob da Achimelech: infuriato per il fatto che nessuno lo aveva avvertito, ordinò la strage di tutti i sacerdoti e gli abitanti di Nob. Dei figli di Achimelech, solo Abiathar si salvò e andò da Davide rivelandogli l’accaduto e ottenendo la sua protezione[23].

Successivamente, Davide liberò Keila, sconfiggendo i filistei e insediandosi nella città. Venuto a sapere che Saul lo cercava, si rifugiò nel deserto di Maon. Anche qui Saul gli diede la caccia ma, quando stava per accerchiarlo, dovette rinunciarvi e andare via perché i filistei avevano invaso il paese[24].

Davide si rifugiò poi nel deserto di En-Ghedi. Saul, ancora una volta, andò alla sua ricerca e si addentrò in una caverna dove Davide era nascosto. Quest’ultimo, senza farsi scorgere, tagliò un lembo del mantello di Saul. Quando il re uscì fuori, Davide lo chiamò e gli fece vedere il lembo del mantello, facendogli capire che, se avesse voluto, lo avrebbe potuto uccidere. Saul gli fu riconoscente e gli chiese di non sterminare la sua stirpe una volta che fosse diventato re di Israele[25].

Davide si nascondeva sulla collina di Hakila e Saul vi si recò con tremila uomini per dargli la caccia. Mentre erano accampati e dormivano, Davide, di soppiatto, prese la lancia che era conficcata nel terreno e la brocca, entrambe vicino al capo di Saul, e si allontanò. Da lontano Davide gridò verso Saul, dicendo che non gli voleva alcun male visto che gli era andato vicino mentre dormiva portando via la lancia e la brocca[26].

Per non essere più perseguitato da Saul, Davide si stabilì presso i filistei[27], da Achis, re di Gath, il quale gli diede la città di Ziklag, dove si insediò insieme alle sue due mogli Ainoam e Abigail.

Qualche tempo dopo, Davide e i suoi uomini si aggiunsero ad Achis e ai filistei che avanzavano per affrontare gli israeliti, ma gli altri principi lo rimandarono indietro[28] perché non lo consideravano uno di loro. Tornato a Ziklag, la trovò sottosopra, devastata dagli Amaleciti, che avevano razziato tutto e portato via donne e bambini, tra cui anche le due mogli di Davide[29]. Prese con sé i suoi 600 uomini e diede la caccia agli Amaleciti, sterminandoli, recuperando il bottino e riportando indietro donne e bambini.

Intanto la fine di Saul era vicina. Nella battaglia di Ghilboa, gli israeliti furono decimati: a soccombere furono anche Gionata, Abinadab e Malkishuah, figli di Saul. Quest’ultimo, piuttosto che perdere la vita per mano dei filistei, preferì morire gettandosi sulla sua stessa spada e rimanendone trafitto[30].

[modifica] Davide, re d'Israele

Il regno di Davide intorno al 1000 a.C.

Saul e Gionata rimasero uccisi durante la battaglia di Ghilboa contro i filistei e Davide ne fu molto addolorato. Salì quindi a Ebron dove fu unto re di Giudea[31]; intanto, a nord, il figlio di Saul, Is-Baal, era diventato re delle tribù d'Israele.

Ne conseguì una guerra civile tra Is-Baal e Davide, conclusasi con l'uccisione di Is-Baal per mano di due disertori, Baanah e Rekab, capitani del suo stesso esercito, i quali, sperando in un premio, portarono la sua testa a Davide: ma quest'ultimo, addolorato da tale visione, li fece giustiziare.

Con la fine della dinastia di Saul, tutti gli anziani di Israele si recarono a Ebron e Davide, all'età di 37 anni, fu unto re d'Israele e di Giudea[32]. Aveva trent'anni quando cominciò il suo quarantennale regno: a Ebron regnò sulla Giudea per sette anni e sei mesi mentre a Gerusalemme regnò su tutta Israele e la Giudea per trentatré anni[33].

Sconfisse i Gebusei, che abitavano Gerusalemme, e la nominò capitale del suo regno[34], mentre Hiram, re di Tiro, vi spedì messaggeri, alberi di cedro, falegnami e muratori per costruire la casa di Davide.

Davide portò l'Arca dell'Alleanza a Gerusalemme con l'intento di costruire un tempio[35]. Ma Dio, per bocca del profeta Natan, gli proibì di farlo, dicendo che il tempio sarebbe stato costruito da generazioni future. Fece però un patto con Davide, promettendogli che egli avrebbe stabilito la casa di Davide in eterno: "... e il tuo trono sarà reso stabile per sempre[36]."

Per tutto il suo regno, l'Arca rimase nella tenda innalzata da Davide: da lì sarebbe stata spostata solo dopo la costruzione del tempio di Salomone.

[modifica] Davide, Betsabea e Uria l'Ittita

Una sera, mentre passeggiava sulla terrazza reggia, Davide vide una donna bellissima che faceva il bagno: si trattava di Betsabea, figlia di Eliam e moglie del suo ufficiale Uria l'Ittita. La fece venire da lui e i due commisero adulterio a seguito del quale venne concepito un bambino[37].

Intanto l'esercito di Davide, guidato da Joab e tra le cui file figurava anche Uria l'Ittita, era impegnato nell'assedio della città ammonita di Rabbah. Davide richiamò Uria l'Ittita a Gerusalemme, chiedendogli informazioni sull'andamento della guerra e poi gli ordinò di andare a casa: anche se non esplicitamente dichiarato nei testi biblici, l'intento era quello di far sì che Uria trascorresse la notte con la moglie così da poter mascherare la paternità del bambino che sarebbe nato. Ma Uria disubbidì e dormì fuori la porta del re perché non riteneva giusto godere degli agi di casa mentre gli altri soldati erano impegnati al fronte. Davide allora lo fece mangiare e ubriacare, sempre con la stessa speranza: ma neanche la notte successiva Uria andò a casa sua[38]. L'indomani, Davide scrisse una lettera nella quale chiedeva a Joab che Uria venisse messo in prima linea e lasciato da solo perché andasse incontro a morte sicura: diede quindi la lettera allo stesso Uria perché la recapitasse a Joab[39].

Uria cadde sotto i colpi degli ammoniti[40] e Betsabea divenne moglie di Davide[41].

Il profeta Natan lo rimproverò, dicendogli che Dio l'avrebbe punito con la sua stessa colpa, prendendogli tutte le mogli per darle ad altri in pieno giorno. Davide si pentì e allora Natan gli disse che questo non sarebbe più successo ma che il bambino che era stato concepito sarebbe morto[42].

Il bambino nacque ma si ammalò subito. Per sette giorni Davide digiunò, sperando, invano, nella sua salvezza: il settimo giorno il bambino morì. Allora Davide si unse, si cambiò e mangiò: a chi gli chiedeva come mai lo faceva proprio ora che il bambino era morto egli disse che non aveva più senso digiunare tanto il piccolo non sarebbe più ritornato. Andò poi a consolare Betsabea e quindi passò la notte con lei: sarebbe così stato concepito Salomone, futuro re d'Israele[43].

Il pentimento di Davide per la morte di Uria, dopo che il profeta Natan gli ebbe rimproverato la sua colpa, sarebbe all'origine del Miserere, uno dei più famosi Salmi.

[modifica] Davide e Assalonne

Statua raffigurante il Re Davide (Basilica di Santa Maria Maggiore, Roma)

Assalonne era il terzo figlio di Davide, nato a Ebron da Maaca, figlia di Talmai, re di Ghesur[44].

Il primogenito di Davide, Amnon, nato da Ainoam, aveva usato violenza a Tamar, sorella di Assalonne: quest'ultimo, dopo due anni passati a covare vendetta, fece uccidere Amnon dai servi durante un banchetto[45]. Fuggì quindi dal nonno materno, Talmai, a Ghesur, dove rimase tre anni, prima di riconciliarsi con Davide e tornare a Gerusalemme[46].

Quattro anni dopo, Assalonne chiese al padre il permesso di andare ad Ebron, ma una volta arrivato lì si proclamò re[47]. Davide allora decise di fuggire da Gerusalemme con il suo popolo, con i Cretei, con i Peletei e con Ittài, che aveva seicento uomini al suo seguito venuti da Gat[48], rifugiandosi oltre il fiume Giordano[49].

Assalonne entrò in Gerusalemme con al suo fianco Achitofel, che prima era stato consigliere di Davide. Achitofel consigliò Assalonne di dare subito la caccia a Davide, approfittando del fatto che era ancora allo sbando. Ma Cusài l'Archita, spedito da Davide a Gerusalemme perché si infiltrasse nella corte di Assalonne, riuscì a sovvertire il consiglio di Achitofel, convincendo Assalonne che era meglio organizzare un grande esercito che Assalonne stesso avrebbe guidato in prima persona per affrontare a Davide[50]. Grazie a Cusài, Davide ebbe il tempo di riorganizzarsi: sconsigliato di prendere parte direttamente alla battaglia, raccomandò di trattare con riguardo Assalonne[51].

Nella foresta di Efraim si scatenò una feroce battaglia[52] nella quale l'esercito di Assalonne venne sterminato. Quest'ultimo, cavalcando un mulo, rimase sospeso in aria, con la testa impigliata tra i rami di una quercia: Joab, uno dei tre capi nominati da Davide per la battaglia, conficcò tre lance nel cuore di Assalonne, che venne poi finito da dieci scudieri[53].

Quando Davide venne a sapere della morte di Assalonne provò grande dolore: «Figlio mio! Assalonne figlio mio, figlio mio Assalonne! Fossi morto io invece di te, Assalonne, figlio mio, figlio mio!»[54].

Davide venne riconfermato re e tornò a Gerusalemme.

[modifica] Gli ultimi giorni

Quando Davide divenne vecchio, suo figlio, Adonia, si proclamò re[55]. Betsabea e il profeta Natan, temendo per la loro vita e per quella di Salomone, andarono da Davide e ottennero da lui che Salomone, figlio di Betsabea, sedesse sul trono d'Israele[56]. Fu così che i piani di Adonia fallirono e Salomone divenne re.

È a Salomone che Davide parlò poco prima di morire: gli promise che la loro stirpe avrebbe ereditato per sempre il trono di Israele[57]; gli chiese di uccidere i suoi vecchi nemici, Joab, capo del suo stesso esercito, reo di aver ucciso Abner e Amasà[58], e Simèi, che lo maledisse ma a cui aveva fatto la promessa di non ucciderlo, personalmente, con la propria spada[59]; gli raccomandò di essere buono con i figli di Barzillai il Galaadita, che lo avevano aiutato mentre fuggiva davanti ad Assalonne[60].

Davide morì e fu sepolto nella città di Davide, dopo aver regnato per quarant'anni su Israele, succeduto da Salomone[61].

[modifica] Mogli e figli

Secondo l'Antico Testamento[62], Davide ebbe molti figli. A Ebron nacquero:

  • il primogenito Amnon, nato da Ainoam di Izreel, il quale morì ucciso dal fratellastro Assalonne;
  • il secondo Kileab, da Abigail già moglie di Nabal da Carmel;
  • il terzo Assalonne, nato da Maaca, figlia di Talmai re di Ghesur;
  • il quarto Adonia, figlio di Agghit:
  • il quinto Sefatia, nato da Abital;
  • il sesto Itram, figlio di Egla.

A Gerusalemme nacquero:

  • Simea, Sobab, Natan e Salomone, nati da Betsabea, figlia di Ammiel;
  • Ibar, Elisama, Elifelet, Noga, Nefeg, Iafia, Elisama, Eliada ed Elifelet
  • altri figli da diverse concubine[63]

Tra i figli di Davide va anche ricordata Tamar, sorella di Assalonne, la quale fu l'origine della vendetta di quest'ultimo verso Amnon, reo di averle usato violenza.

[modifica] Nell'Ebraismo

  • Dio rese i capelli di Re Davide sul rosso (quindi non completamente rossi) nell'ambito della Qedushah poiché Esaù era sul rosso però nella materialità e nell'impurità: i capelli sul rosso racchiudono infatti un significato simbolico. Re Davide osservò dinanzi a Dio che, anche se non basso, non era di statura troppo alta.
  • Adamo morì a 930 anni e non a 1000 come precedentemente deciso per aver offerto dei suoi 70 anni a Re Davide.
  • Chi si ribella alla Casa Davidica si ribella a Dio.

[modifica] Nel Cristianesimo

La memoria liturgica ricorre il 29 dicembre.

Così recita il Martirologio Romano (libro liturgico in cui sono elencati tutti i martiri e i santi che la chiesa celebra giorno per giorno) in corrispondenza di tale giorno per San Davide Re:

« Commemorazione di san Davide, re e profeta, che, figlio di Iesse il Betlemita, trovò grazia presso Dio e fu unto con olio santo dal profeta Samuele, perché regnasse sul popolo d’Israele; trasportò nella città di Gerusalemme l’Arca dell’Alleanza del Signore e il Signore stesso gli giurò che la sua discendenza sarebbe rimasta in eterno, perché da essa sarebbe nato Gesù Cristo secondo la carne[64]»

[modifica] Film

[modifica] Note

  1. ^ Primo libro di Samuele, 15,1-26.
  2. ^ Primo libro di Samuele, 16,1.
  3. ^ Primo libro di Samuele, 16,6-11.
  4. ^ Primo libro di Samuele, 16,12-13.
  5. ^ Primo libro di Samuele, 16,21-22.
  6. ^ Primo libro di Samuele, 16,23.
  7. ^ Primo libro di Samuele, 17.
  8. ^ 6 x 44,4 + 1 x 8 = 274,4cm.
  9. ^ Primo libro di Samuele, 17,4-7.
  10. ^ 5000 x 11 = 55.000g = 55kg.
  11. ^ Primo libro di Samuele, 17,48-51.
  12. ^ Primo libro di Samuele, 18,20-30.
  13. ^ Primo libro di Samuele, 19,8-17.
  14. ^ Primo libro di Samuele, 25,44.
  15. ^ Primo libro di Samuele, 25,39.
  16. ^ Primo libro di Samuele, 25,43.
  17. ^ Secondo libro di Samuele, 3,12-16.
  18. ^ Secondo libro di Samuele, 6,16-22.
  19. ^ Secondo libro di Samuele, 6,23.
  20. ^ Primo libro di Samuele, 19.
  21. ^ Primo libro di Samuele, 20.
  22. ^ Primo libro di Samuele, 21,1-6.
  23. ^ Primo libro di Samuele, 22.
  24. ^ Primo libro di Samuele, 23.
  25. ^ Primo libro di Samuele, 24.
  26. ^ Primo libro di Samuele, 26.
  27. ^ Primo libro di Samuele, 27.
  28. ^ Primo libro di Samuele, 29.
  29. ^ Primo libro di Samuele, 30.
  30. ^ Primo libro di Samuele, 31.
  31. ^ Secondo libro di Samuele, 2,4.
  32. ^ Secondo libro di Samuele, 5,3.
  33. ^ Secondo libro di Samuele, 5,4-5.
  34. ^ Secondo libro di Samuele, 5,9.
  35. ^ Secondo libro di Samuele, 7,1-2.
  36. ^ Secondo libro di Samuele, 2,4-16.
  37. ^ Secondo libro di Samuele, 11,1-5.
  38. ^ Secondo libro di Samuele, 11,6-13.
  39. ^ Secondo libro di Samuele, 11,14-15.
  40. ^ Secondo libro di Samuele, 11,17.
  41. ^ Secondo libro di Samuele, 11,27.
  42. ^ Secondo libro di Samuele, 12,1-14.
  43. ^ Secondo libro di Samuele, 12,15-24.
  44. ^ Secondo libro di Samuele, 3,3.
  45. ^ Secondo libro di Samuele, 13.
  46. ^ Secondo libro di Samuele, 14,21-33.
  47. ^ Secondo libro di Samuele, 15,7-12.
  48. ^ Secondo libro di Samuele, 15,13-18.
  49. ^ Secondo libro di Samuele, 17,22.
  50. ^ Secondo libro di Samuele, 17,1-14.
  51. ^ Secondo libro di Samuele, 18,5.
  52. ^ Secondo libro di Samuele, 18,6-7.
  53. ^ Secondo libro di Samuele, 18,14-15.
  54. ^ Secondo libro di Samuele, 18,33.
  55. ^ Primo libro dei Re, 1,5-9.
  56. ^ Primo libro dei Re, 1,15-30.
  57. ^ Primo libro dei Re, 2,4.
  58. ^ Primo libro dei Re, 2,5-6.
  59. ^ Primo libro dei Re, 2,8.
  60. ^ Primo libro dei Re, 2,7.
  61. ^ Primo libro dei Re, 1,10-12.
  62. ^ Primo libro delle Cronache, 3,1-9.
  63. ^ Primo libro delle Cronache, 3,9.
  64. ^ San Davide Re nel Martirologio Romano.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore
Saul
Re di Israele e Giuda
1010 a.C.970 a.C.
contro Is-Baal (1005-1003 a.C.)
Successore
Salomone


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