Hanina ben Hakinai

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Hanina ben Hakinai o Hanania ben Hakinai (ebraico: חנינא בן חכינאי) (Israele, II secolo) era un saggio ebreo, rabbino Tanna della 3ª generazione (110 – 135 e.v.),[1] contemporaneo di Ben Azzai e di Simon il Temanita.[2] A volte viene citato senza prenome[3].

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Non si sa con certezza chi furono i suoi primi maestri. Da alcune versioni della Tosefta[4] sembra che Tarfon fosse uno di loro, ma che il suo insegnante regolare fosse Rabbi Akiva. Si racconta che Ben Hakinai si congedasse un giorno da sua moglie e frequentasse Akiba per 12 o 13 anni senza mai comunicare con la sua famiglia.[5] Fu uno dei pochi che, sebbene non ordinato rabbino regolarmente, ebbero il permesso[6] di "dibattere i casi di fronte ai saggi" (ebraico: דנין לפני חכמים). Diversi halakhot sono stati conservati a suo nome, grazie alla loro registrazione da parte di Eleazar ben Jacob II,[7] e ha lasciato anche alcuni midrashim halakhici.[8][9]

Aggadah[modifica | modifica sorgente]

Hananiah approfondì anche i "misteri della Creazione", in merito ai quali si consultò con Rabbi Akiva;[10] compare anche come autore di numerose osservazioni omiletiche. Secondo lui, la relazione di Dio con Israele in afflizione viene espressa dalle parole di Salomone:[11] "Un fratello è nato per l'avversità" 17:17, per "fratello" si intende "Israele", perché si dice altrove (Salmi 122:8): "Per i miei fratelli e i miei amici io dirò: «Su di te sia pace!»"[12]

Con riferimento a Levitico 5:21[13] Hananiah osserva, "Nessun uomo mente [agisce disonestamente] contro il suo prossimo a meno che prima non diventi infedele a Dio."[14] In data relativamente tardiva, si registra la dichiarazione che Hananiah ben Ḥakinai fosse uno dei "dieci martiri".[15][16]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Rabbi Hananyah b. Hakhinai | רבי חנינה בן חכינאי, Saggi del Talmud.
  2. ^ Tosef., Ber. iv. 18; vedi anche Ḥalafta.
  3. ^ Sifra, Emor, vii. 11; Shab. 147b.
  4. ^ Loc.cit.
  5. ^ Ket. 62b; Lev. R. xxi. 8.
  6. ^ Sanh. 17b; vedi anche Yer. Ma'as. Sh. ii. 53d.
  7. ^ Vedi Kil. iv. 8; Mak. iii. 9; Tosef., Ṭoh. vi. 3; Ḳid. 55b.
  8. ^ Sifra, Meẓora', v. 16; Sifra, Emor, vii. 11; vedi anche Shab. 110b; Men. 62b, e Sifra, Emor, xiii. 8.
  9. ^ Midrash halakha era un antico metodo rabbinico di studio della Torah che spiegava le tradizionali 613 mitzvot ("leggi") identificandone le fonti nel Tanakh (Bibbia ebraica) e interpretandone i passi come prova dell'autenticità delle leggi stesse.
  10. ^ Ḥag 14b.
  11. ^ Libro dei Proverbi Xvii 17.
  12. ^ Yalḳ, Libro dell'Esodo 233; vedi anche Mek., Beshallaḥ, iii.
  13. ^ «Quando uno peccherà e commetterà una mancanza verso il Signore, rifiutando al suo prossimo un deposito da lui ricevuto o un pegno consegnatogli o una cosa rubata o estorta con frode...» ecc., (cfr. 6:2)
  14. ^ Tosef., Shebu. iii. 6.
  15. ^ Zunz,G.V. 2ª ediz., p. 150; vedi anche Masseket Aẓilut.
  16. ^ I Dieci Martiri (ebraico: Aseret Harugei Malchut עשרת הרוגי מלכות) sono un gruppo di dieci rabbini che vissero durante l'era della Mishnah e furono martirizzati dai romani nel periodo dopo la distruzione del Secondo Tempio di Gerusalemme.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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