Fonte Q

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Secondo l'ipotesi delle due fonti, il Vangelo secondo Matteo e il Vangelo secondo Luca furono scritti indipendentemente, ciascuno usando il Vangelo secondo Marco come base più un altro documento, detto "Fonte Q", per il materiale comune ai due vangeli ma non presente in Marco

██ Marco

██ Q

██ Matteo (materiale esclusivo)

██ Luca (materiale esclusivo)

La fonte Q o documento Q è un'ipotetica "fonte" (in tedesco Quelle, da cui Q) che si suppone sia stata utilizzata nella composizione dei vangeli sinottici del Nuovo Testamento. La versione della "teoria delle due fonti" oggi più comunemente proposta per la risoluzione del problema sinottico ipotizza l'esistenza della Fonte Q e sostiene la priorità cronologica tra i sinottici del Vangelo secondo Marco, o, più probabilmente, di una versione di Marco più primitiva rispetto a quella giunta a noi.

Q sarebbe composto da un elenco di detti, e per questo motivo è noto anche come Vangelo dei detti o Fonte dei detti sinottici. Come nel caso del Vangelo di Tommaso, l'attenzione di Q sarebbe più per i detti di Gesù che per la narrazione della sua passione e della sua risurrezione.

Esistenza di Q[modifica | modifica sorgente]

L'esistenza di Q è avvalorata dalla convergenza di diversi fenomeni che caratterizzano la composizione del Vangelo secondo Matteo e del Vangelo secondo Luca, i quali, per la teoria delle due fonti, furono redatti indipendentemente. In particolare sono coinvolte le elaborazioni delle cosiddette "tripla tradizione", cioè del materiale presente in tutti e tre i vangeli canonici, "doppia tradizione", cioè quel materiale contenuto in Matteo e Luca ma non in Marco. I fenomeni che inducono a ritenere probabile la redazione indipendente di Matteo e Luca e dunque l'esistenza della fonte Q sono:[1]

  • l'indipendenza di materiale "speciale", quale i racconti della natività di Gesù, che non sono compatibili tra loro, e dunque con la teoria che l'autore di Luca abbia attinto al Vangelo secondo Matteo;
  • l'indipendenza del materiale della "tripla tradizione", quale l'assenza in Luca delle aggiunte di Matteo e della formulazione di Matteo del materiale di tripla tradizione;
  • l'indipendenza della "doppia tradizione": l'assenza in Luca del materiale di Matteo all'interno della doppia tradizione, la primitività della formulazione lucana della "doppia tradizione", i differenti contesti marciani per la doppia tradizione

Si tratta comunque di una mera ipotesi elaborata dagli studiosi, in quanto non è mai stato trovato alcun manoscritto o testo antico contenente la fonte Q. Secondo alcuni Q sarebbe in realtà uno schema espositivo orale usato dai primi discepoli a scopo mnemonico e catechetico a cui si accenna in Luca 1,1-2.

Composizione[modifica | modifica sorgente]

Q conterrebbe una raccolta di detti di Gesù, forse trasmessa per via orale, ma che a un certo punto dovrebbe essere stata posta per iscritto. Questa conclusione è basata sul fatto che il materiale di Q è presente nel Vangelo secondo Matteo e nel Vangelo secondo Luca nello stesso ordine, una volta che si tenga conto dell'abitudine dell'autore di Matteo di riunire il materiale per argomenti, caratteristica che punta alla presenza di una fonte scritta.[2]

Origine geografica[modifica | modifica sorgente]

Molti detti di Q implicano un ambiente culturale e geografico corrispondente a quello palestinese[3] e un punto di vista anti-farisaico;[4] coloro che tramandano la tradizione associata a Q si ritengono rispettosi della Legge[5] e proclamano il giudizio contro città palestinesi (Corazin, Betsaida e Cafarnao) sia all'inizio che alla fine di Q.[6]

La teologia di Q sembra dunque indirizzata primariamente ad Israele, e per questo motivo alcuni studiosi ritengono che Q sia stato composto in Palestina, probabilmente nella zona settentrionale.[7] Altri studiosi, pur notando una predilezione per l'ambiente della Galilea, sono più cauti nel localizzare la zona di composizione di Q con quelle terre, facendo notare come molti temi di Q possono aver avuto origine altrove nel mondo dell'ebraismo ellenizzato; del resto la fonte Q sarebbe stata utilizzata per la composizione di due vangeli scritti in lingua greca in Chiese fuori dalla Palestina.[8]

Datazione[modifica | modifica sorgente]

La fonte Q presenterebbe alcuni detti contro Gerusalemme e contro il Tempio[9] che, a differenza di altre "profezie" contenute nei vangeli non presuppongono alcun intervento militare; per tale motivo Q viene datato a prima dell'anno 70, in cui i Romani assediarono Gerusalemme e distrussero il Tempio.[10]

Sebbene una datazione più precisa sia difficile, vi sono alcuni indizi che suggeriscono una data tra il 40 e il 50. La Fonte dei detti nacque come tradizione orale in un ambiente che comprendeva sia predicatori erranti del movimento di Gesù che lo sviluppo di congregazioni locali, dunque un ambiente esistente a ridosso degli inizi del movimento, addirittura prima della Pasqua. Questi detti erano ovviamente trasmessi in lingua aramaica, parlata da Gesù e dai suoi seguaci e doveva contenere riferimenti alla bibbia ebraica. La fonte dei detti di Q ricostruita dalla critica presuppone una persecuzione degli ebrei palestinesi nei riguardi dei gruppi "ebraico-cristiani" appena fondati;[11] Paolo di Tarso parla di una persecuzione dei cristiani giudei come già avvenuta in 1 Tessalonicesi,[12] lettera datata al 50, mentre l'esecuzione di Giacomo di Zebedeo, uno dei Dodici, da parte del re giudeo Erode Agrippa I avvenne intorno al 44.[13] Infine Q presenta i gentili in buona luce, ad indicare che la predicazione presso di loro era probabilmente già iniziata, cosa che avvenne proprio tra il 40 e il 50.[10] Questa visione presuppone una prima versione aramaica, poi tradotta in greco, per facilitare la missione agli ebrei della diaspora ed ai pagani, missione molto ben documentata da Atti e dalle lettere paoline.

Contenuto di Q[modifica | modifica sorgente]

Confrontando il testo dei primi tre vangeli in uno schema sinottico, cioè affiancandoli l'uno all'altro su tre colonne parallele, si possono fare alcune osservazioni:

  • Quasi tutti gli episodi presenti in Marco sono presenti anche in Matteo e in Luca; in questi casi, a volte i tre testi sono uguali tra di loro, altre volte invece Marco presenta un racconto più lungo, spesso più vivace e pittoresco, rispetto al passo parallelo di Matteo o di Luca, in genere più curati dal punto di vista letterario. Sembra quindi che in questi casi il Vangelo di Marco faccia da guida agli altri due, i quali a volte lo seguono in toto, altre volte lo aggiustano secondo il proprio stile;
  • altri episodi sono presenti solo in Matteo e Luca e non compaiono in Marco. Questi episodi, detti della "doppia tradizione", riguardano principalmente detti e discorsi di Gesù, e non invece fatti, miracoli, narrazioni. In questi passaggi i Vangeli di Matteo e Luca potrebbero essersi influenzati reciprocamente, oppure potrebbero avere seguito uno scritto comune;
  • esistono infine episodi raccontati solo da Matteo (ad esempio: l'adorazione dei Magi), e altri raccontati solo da Luca (ad esempio: l'annuncio dell'angelo a Maria; l'adorazione dei pastori; la parabola del buon samaritano).

Q sarebbe dunque la fonte del materiale della "doppia tradizione", quello contenuto in Matteo e Luca ma non in Marco; potrebbe contenere anche il materiale esclusivo di Matteo e quello esclusivo di Luca (tecnicamente "Sondergut", cioè materiale speciale) o quello che presenta dei riscontri in Marco (le cosiddette sovrapposizioni Marco/Q).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Kirby, Peter. "The Existence of Q". Early Christian Writings. 2006 <http://www.earlychristianwritings.com/q-exist.html>.
  2. ^ C.M. Tuckett, The Anchor Bible Dictionary, v. 5, p. 568.
  3. ^ Si veda per esempio Luca 7,1 e 10,13-15.
  4. ^ Si veda ad esempio Luca Lc,11,39-44.
  5. ^ Si veda Luca 16,17 e 11,42.
  6. ^ Si veda Luca 3.7-9 e 22.28-30.
  7. ^ Udo Schnelle, The History and Theology of the New Testament Writings, p. 186.
  8. ^ Helmut Koester, Ancient Christian Gospels, p. 164.
  9. ^ Luca 13,34-35
  10. ^ a b Udo Schnelle, op. cit., p. 186.
  11. ^ Si veda Luca, 6,22-23, 11,49-51, 12,4-5, 12,11-12.
  12. ^ 1 Tessalonicesi, 2,14-16.
  13. ^ Atti degli apostoli, 12,2.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Schiavo, Il Vangelo perduto e ritrovato. La Fonte Q e le origini cristiane, EDB, 2010, ISBN 978-88-10-41010-3
  • Marie C. Ceruti-Cendrier, I vangeli sono dei reportages. Anche se a qualcuno non va, Mimep Docete Editrice, Pessano con Bornago 2009, ISBN 978-88-8424-159-7
  • Krieger Klaus-Stefan, I veri «detti di Gesù». Il messaggio della fonte Q, San Paolo, 2006, ISBN 88-215-5582-8
  • (EN) Udo Schnelle, The History and Theology of the New Testament Writings, Augsburg Fortress Publishers, 1998, ISBN 0-8006-2952-3
  • (EN) The Anchor Yale Bible Dictionary, volume 5, Yale University Press, 1992, ISBN 0-300-14005-3
  • (EN) Helmut Koester, Ancient Christian Gospels, Trinity Press, 1992, ISBN 0-334-02450-1

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]