Dan Brown

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Dan Brown

Dan Brown (Exeter, 22 giugno 1964) è uno scrittore statunitense di thriller. La sua opera di maggiore successo è Il codice Da Vinci.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primo di tre figli, Brown nacque e crebbe a Exeter, nel New Hampshire. Suo padre Richard insegnava matematica alla Phillips Exeter Academy e scrisse alcuni testi scolastici su questa materia dal 1968 fino al 1997, vincendo un importante Presidential Award. La madre di Brown, Connie, era una musicista molto legata al coro della chiesa, di cui era l'organista considerato che era una professionista.

Fin da piccolo, Brown è cresciuto in un clima familiare dove si cercava di conciliare scienza e fede, visto che il padre aveva una mentalità più aperta al mondo scientifico mentre la madre un'idea più religiosa. I suoi genitori lo portavano spesso presso un lago, dove l'intera famiglia Brown si riuniva per delle preghiere mentre, in seguito, trascorreva piacevoli fine-settimana. Da ragazzo, Brown è stato spesso al lavoro con anagrammi e cacce al tesoro ben strutturate dal padre, il quale le organizzava in occasione di compleanni o festività ricorrenti. In particolare, a Natale Brown e i suoi fratelli dovevano cercarsi da soli i regali, spesso vagando anche per la città. Questa esperienza l'ha davvero ispirato quando si trattò di scrivere il 23º capitolo de Il codice Da Vinci.

Brown ricevette un'educazione cristiana e sia lui che i suoi fratelli frequentarono la Phillips Exeter Academy. Terminati questi studi nel 1982, Brown si iscrisse all'Amherst College, dove fu membro della confraternita Psi Upsilon. Giocò a squash, fece parte per un certo periodo del Glee-Club scolastico ed infine si laureò nel 1986.

Si trasferì ad Hollywood per intraprendere una carriera di cantautore e pianista. Di questa sua carriera rimangono quattro CD. Lasciò Hollywood per studiare storia dell'arte all'Università di Siviglia in Spagna, dove cominciò a studiare seriamente le opere di Leonardo da Vinci e a nutrire l'interesse per la crittografia.

Nel 1993 fece ritorno al New Hampshire, per insegnare inglese alla Phillips Exeter ed alla Lincoln Akerman School. Nel 1994, durante una vacanza a Tahiti, lesse un romanzo di Sidney Sheldon e credette di poter fare di meglio. Nel 1995 scrisse un romanzo a quattro mani con sua moglie intitolato 187 Men to Avoid: A Guide for the Romantically Frustrated Woman e nel 1996 lasciò il lavoro di insegnante per iniziare la sua carriera di scrittore a tempo pieno. Attualmente vive a Rye, nel New Hampshire. Blythe, sua moglie, è una storica dell'arte ed una pittrice, che lo aiuta nelle sue ricerche.

Storiografia e successo[modifica | modifica sorgente]

I suoi primi tre libri ebbero un riscontro medio, ma il quarto romanzo, Il codice Da Vinci, divenne un bestseller, salendo in cima alla lista dei New York Times Best Seller già nella prima settimana di pubblicazione, nel 2003. Con le oltre 80 milioni di copie vendute[1], il Codice è da considerarsi tra i libri più conosciuti e venduti al mondo. Sull'onda di tale successo anche i primi libri sono stati rilanciati facendoli comparire nel 2004 nella lista del New York Times nella stessa settimana; nel 2005 entrò nella lista dei Time magazine's 100 most influential people of the year.

I personaggi nei libri di Brown portano spesso il nome di persone reali della sua vita. Robert Langdon porta il nome di John Langdon, l'artista che ha creato gli ambigrammi usati per il CD e per il romanzo Angeli e Demoni. Il camerlengo Carlo Ventresca porta il nome dell'amica cartoonista Carla Ventresca. Negli Archivi Vaticani, Langdon ricorda il matrimonio di due suoi amici, Dick e Connie, che portano il nome dei suoi genitori. L'editor di Robert Langdon, Jonas Faukman, porta il nome dell'editor di Dan Brown, Jason Kaufman. Brown ha anche detto che altri personaggi sono basati su un libraio del New Hampshire, e su un insegnante francese a Exter, Andre Vernet (che nel Codice Da Vinci era il presidente della banca dove Saunière aveva messo la chiave di volta). Il cardinale Aldo Baggia, in Angeli e Demoni, porta il nome di Aldo Baggia, insegnante di linguaggi moderni alla Phillips Exeter Academy.

Il 14 maggio 2013 è uscito, in contemporanea in tutto il mondo, il sesto romanzo di Dan Brown: Inferno che, ambientato a Firenze e Venezia, è basato sui segreti della Divina Commedia di Dante Alighieri e ha, per la quarta volta, Robert Langdon come protagonista.

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006, venne prodotto un adattamento cinematografico de Il codice Da Vinci, distribuito dalla Columbia Pictures e diretto da Ron Howard. Nel film, Tom Hanks interpreta il protagonista Robert Langdon, Audrey Tautou è Sophie Neveu e sir Ian McKellen è sir Leigh Teabing. Il film è stato molto pubblicizzato e ha aperto la 59ª edizione del Festival di Cannes, sebbene abbia ricevuto in generale critiche negative. Fu successivamente inserito nella lista dei peggiori film del 2006,[2] e Ron Howard ricevette una nomination ai Razzie Awards come peggior regista, ma fu anche il secondo film di maggiore incasso dell'anno, con 750 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo.[3] Dan Brown figura nel film in qualità di produttore esecutivo. Una delle sue canzoni, "Phiano", che Brown scrisse e cantò, fece parte della colonna sonora del film, composta da Hans Zimmer. Nel film, Brown e sua moglie possono essere visti sullo sfondo delle scene iniziali.

Il film successivo, Angeli e demoni, è uscito il 15 maggio del 2009, sempre diretto da Ron Howard e interpretato da Tom Hanks.

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Critiche al Codice da Vinci.
  • Paul Nathanson e Katherine K. Young, docenti di studi religiosi, hanno tacciato nel loro controverso saggio Sanctifying Misandry: Goddess Ideology and the Fall of Man di misandria i romanzi di Brown, in particolar modo Il codice Da Vinci[4], individuando proprio nel sessismo anti-maschile il successo dei volumi.
  • Alcuni critici di area cattolica, risentiti per le accuse lanciate soprattutto contro l'Opus Dei, accusano Dan Brown di appartenere ad un'area filo-massonica[5].
  • Un'altra critica scaturisce dalle numerose incongruenze storiche, che sarebbero presentate come vere, inserite soprattutto ne Il codice Da Vinci.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica sorgente]

Dan Brown è stato accusato dagli storici Michael Baigent e Richard Leigh di aver scritto Il codice Da Vinci copiando il loro libro Il santo Graal (The Holy Blood and the Holy Grail), edito nel 1982 e scritto insieme al giornalista Henry Lincoln. La Corte d'appello di Londra ha però dichiarato Brown non colpevole.

Paradossalmente, per avere qualche possibilità di vincere la causa, Baigent e Leigh avrebbero dovuto ammettere che il loro libro non era affatto una seria ricerca storica, come avevano sempre sostenuto, ma un’opera di pura finzione: almeno secondo la legge inglese, per Dan Brown sarebbe stato illegittimo riprendere così ampiamente trama ed elementi di una precedente opera di fiction, mentre è lecito utilizzare un saggio storico per trasformarlo in un romanzo. Il giudice inglese non si è infatti sentito di stabilire un principio che avrebbe impedito a qualunque futuro autore di romanzi di ispirarsi a libri presentati come "di storia" (e non di fiction) per le loro trame. Nella sentenza, il giudice scrive che in effetti, dopo la pubblicazione del libro di Baigent e Leigh, «è emerso materiale che ha suggerito che il cosiddetto mistero di Rennes-le-Château e i documenti del Priorato di Sion erano tutti parte di una complessa mistificazione in cui Pierre Plantard ha avuto un ruolo significativo» e che nella testimonianza, Baigent «ha affermato di avere sempre avuto sospetti su Plantard, ma non trovo traccia di questi sospetti in The Holy Blood and the Holy Grail. Al contrario, era essenziale perché The Holy Blood and the Holy Grail fosse credibile sostenere che il Priorato di Sion aveva una base plausibile [nei documenti di Plantard], perché senza questa buona parte di The Holy Blood and the Holy Grail semplicemente sparisce come libro credibile ed emerge a sua volta come una mistificazione o come una semplice opera di fiction».

Il giudice ha imposto a Baigent e Leigh il pagamento di 2 milioni di sterline per le spese legali.

Baigent, ripubblicando il materiale de Il santo Graal nel nuovo libro The Jesus Papers (che contiene poco altro di nuovo), è riuscito ad approfittare della pubblicità generata dal caso.

Opere[modifica | modifica sorgente]

I suoi romanzi sono stati tradotti in più di 45 lingue.

Serie con Robert Langdon
Angeli e demoni, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-53167-3.
Il codice Da Vinci, Milano, Mondadori, 2003. ISBN 88-04-52341-7.
Il simbolo perduto, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59674-5.
Inferno, Milano, Mondadori, 2013. ISBN 978-88-04-63144-6.
Altri romanzi
Crypto, Milano, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55987-X.
La verità del ghiaccio, Milano, Mondadori, 2004. ISBN 88-04-54855-X.
Libri sotto pseudonimo
  • 187 Men to avoid. A survival guide for the romantically frustrated woman, come Danielle Brown, New York, Berkley Books, 1995. ISBN 0425147835. (raccolta di aforismi)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Reuters - Dan Brown novel breaks one-day sales records
  2. ^ Guest reviewer Michael Phillips, sitting in for Roger Ebert, listed The Da Vinci Code at #2 on his list, second to All the King's Men. "Worst Movies of 2006", Ebert & Roeper, January 13, 2007
  3. ^ Box Office Mojo. The Da Vinci Code (2006)
  4. ^ The Wild Hunt - Goddess Religion and Misandry?
  5. ^ Franco Capone - I poteri occulti, Focus n. 143, settembre 2004

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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