Mirza Ghulam Ahmad

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Mirza Ghulam Ahmad Qadyani

Hazrat Mirza Ghulam Ahmad Qadyani (Qadian, 13 febbraio 1835Lahore, 26 maggio 1908) è stato il fondatore del movimento della Ahmadiyya, ritenuto eretico dall'Islam in quanto una sua parte parla di riapertura del ciclo profetico da parte di Mirza Ghulam Ahmad[1].

È considerato dai suoi devoti come il Messia promesso e Imam Mahdi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Mirza Ghulam Ahmad (1835-1908) nacque e visse per la maggior parte della sua vita a Qadyan (per cui i suoi seguaci sono talora chiamati qadyàni), nel Punjab (India settentrionale). Inizialmente era famoso e noto come propagandista islamico (ﺩﺍﻋﻴﻪ). Scrisse più di 90 libri fra cui, negli anni 1880-1884, i quattro volumi dell'opera Brahin-e Ahmadiyya, destinata a difendere l’Islam dagli attacchi di altre fedi, e particolarmente dai missionari cristiani protetti dai poteri coloniali che in quel momento erano in piena espansione. Fu accolto per questo con grande fiducia e fervore nel mondo accademico musulmano.

Nel 1889 annunciò di avere ricevuto una rivelazione divina che lo portò a formare una comunità (la Ahmadiyya) per la rinascita dell'Islam, come promesso da Dio e profetizzato nel Corano (9:33, 48:29, 61:10) e dal Profeta dell'Islam Muhammad. Nel 1891, Ahmad proclamò di essere il masīh (messia) e Mahdi (Ben Guidato), atteso dai credenti per riportare l'Islam alla sua primitiva purezza di fede.

Il fondatore del movimento della Ahmadiyya espresse un'interpretazione relativa alla resurrezione di Gesù, secondo la quale Yuz Asaf (nome con cui è chiamato Gesù) sarebbe stato crocifisso e sarebbe sopravvissuto 4 ore sulla croce, quindi si sarebbe ripreso dal suo svenimento all'interno della tomba in cui era stato deposto e curato da alcuni suoi seguaci. Sarebbe più tardi morto in Kashmir, in tarda età, mentre era alla ricerca delle tribù perdute d'Israele. Mirza Ghulam Ahmad morì di colera, dopo mesi di agonia a Lahore il 26 maggio 1908 ed è sepolto a Qadyan, tuttora importante punto di riferimento per il movimento ( e città considerata sacra per i devoti al movimento, anche al livello di Mecca e Medina, nonché direzione per la preghiera ).

Il movimento da lui fondato[modifica | modifica wikitesto]

La comunità islamica, nelle sue varie declinazioni, è unanime nel rifiutare un qualsiasi riconoscimento a Mirza Ghulam Ahmad, che viene anzi denominato come murtadd, cioè apostata, a causa dell'incompatibilità irriconciliabile tra le dottrine da lui professate e il credo islamico. Parimenti, secondo i musulmani il movimento dei seguaci di Mirza Ghulam Ahmad, che pur si considera facente parte dell'islam, non è solo eterodosso, ma totalmente "esterno" all'Islam.

Il suo successore, l’amico medico Maulvi Nuruddin (1841-1914), assunse il titolo di khalīfa (successore, vicario) e iniziò a organizzare la diffusione del messaggio messianico all’interno e al di fuori dell’India dell'epoca. Dopodiché il movimento fu presieduto dal figlio di Ahmad, Mirza Bashirud Mahmud Ahmad (1889-1965), cui succedette con il titolo di Guida, Mirza Nasir Ahmad (1909-1982). L'attuale (quinto) Guida del movimento, Mirza Masrur Ahmad, è stato eletto nel 2003 al posto del defunto Mirza Tahir Ahmad, eletto a sua volta nel 1982.

Al movimento aderiva il fisico nucleare pakistano Abdus Salam.
Quando, nel 1974, il parlamento pakistano modificò il titolo secondo della Costituzione, etichettando gli Ahmadi come "non-musulmani", Abdus Salam, in segno di protesta, abbandonò il suo paese per trasferirsi nel Regno Unito.

Gesù e Yuz Asaf[modifica | modifica wikitesto]

Il movimento Ahmadiyy propone una identificazione di Gesù con il santone Yuz Asaf. L'interpretazione tradizionale islamica della morte di Gesù non propone anni successivi al suo decesso, poiché si basa sulle affermazioni del Corano 4:157–158, e quindi la maggioranza dei mussulmani crede che Gesù ascese al cielo senza essere stato crocefisso e Dio trasformò un'altra persona (a volte interpretata come Giuda Iscariota o Simone di Cirene) in modo che apparisse esattamente come Gesù e venne crocefisso al posto suo.[2] Alcune interpretazioni dell'Hadíth e di altre tradizioni narrano della continuazione della vita di Gesù in terra. Lo sciita Ibn Babawayh (m. 991 e.v.) in Ikhmal ad Din racconta che Gesù se ne andò in un paese lontano.

Secondo Mirza Ghulam Ahmad gli ulteriori pronunciamenti di Maometto affermano che Gesù morì nel Kashmir all'età di centoventi anni.[3] Ahmadi afferma che Gesù "svenne" sulla croce, poi venne rimosso e curato dalle sue ferite con un unguento speciale chiamato marham-i ʿIsā (unguento di Gesù).[4] La base teologica della convinzione ahmadiana scaturisce dalla frase biblica Deuteronomio 21:23: kī qilelat Elohim taluy, "...perché l'appeso è una maledizione di Dio", e Ahmad dice che "Dio non avrebbe mai permesso che uno dei suoi veri profeti venisse brutalmente ucciso in una tale degradante maniera come la crocefissione". Il movimento Ahmadiyya identificano Gesù con il santone Yuz Asaf sepolto nel tempio di Roza Bal a Srinagar (India) sulla base di un resoconto nella Storia del Kashmir del poeta sufi Khwaja Muhammad Azam Didamari (1747) che il santo Yuz Asaf ivi sepolto era un profeta e un principe straniero.[5] Lo storico Paul C. Pappas (n. 1934) asserisce che da una prospettiva storica, l'identificazione Ahmadi di Yuzasaf con Gesù si fonda su leggende e documenti che includono chiari errori storici (per es. il regno di Gondofare) e che "è quasi impossibile identificare Yuz Asaf con Gesù".[6]

Nel suo libro del 1957, The Wisdom of Balahvar (La Saggezza di Balahvar), il professore di studi caucasici David Marshall Lang presentò delle prove su come la confusione di segni diacritic in testi arabi abbia trasformato Budhasaf (Buddha-a-essere/Divenire-Buddha) in Yudasaf, Iodasaph e poi Yuzasaf, risultando nelle affermazioni degli Ahmadiyya; confondendo inoltre Kashmir e Kushinara, luogo della morte di Buddha.[7] Anche lo studioso svedese Per Beskow nel suo Jesus i Kashmir: Historien om en legend (Gesù nel Kashmir: storia o leggenda) (1981) ha concluso che Ahmad travisò le tradizioni su Gautama Buddha nella leggenda di Bilawhar wa-Yudasaf reputando che parlassero di Gesù. Beskow ha aggiornato le sue conclusioni in (EN) nel 2011.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yohanan Friedmann, Prophecy Continuous. Aspects of Ahmadi Religious Thought and Its Medieval Background, Oxford University Press, New Delhi, 2003, S. 21
  2. ^ George Braswell, What You Need to Know about Islam and Muslims, B & H Publishing, 2000, p. 127. ISBN 978-0-8054-1829-3
  3. ^ Jesus in India di Mirza Ghulam Ahmad.
  4. ^ Peter Schäfer & Mark R. Cohen, Toward the Millennium: Messianic Expectations from the Bible to Waco, Leiden/Princeton: Brill/Princeton UP, 1998, p. 306. ISBN 90-04-11037-2.
  5. ^ Günter Grönbold, Jesus In Indien – Das Ende einer Legende, Kösel, 1985.
  6. ^ Paul C. Pappas, Jesus' Tomb in India: The Debate on His Death and Resurrection, 1991. ISBN 0895819465 - p. 155: "L'opera di Al-Haj Nazir Ahmad intitolata Gesù in Cielo sulla Terra, che costituisce la migliore difesa storica ahmadi della presenza di Gesù nel Kashmir nei panni di Yuz Asaf, appare piena di difetti, specialmente in merito al regno di Gondofare"; p. 100: "La tesi ahmadi si poggia solo su leggende orientali registrate in opere dell'Est, che in maggior parte non sono credibili, non solo perché furono scritte molto dopo i fatti, ma anche perché le loro storie su Yuz Asaf sono differenti e in contraddizione"; p. 115: "È quasi impossibile identificare Yuz Asaf con Gesù."
  7. ^ In The Journal of Ecclesiastical History, Volume 18, nr. 02, ottobre 1967, pp. 247-248, John Rippon riassume l'opera di David Marshall Lang sull'argomento come segue: "In The Wisdom of Balahvar Professor Lang raccolse le prove delle origini buddhiste delle leggende dei santi cristiani Barlaam e Josephat. Affermò l'importanza degli intermediari arabi, dimostrando che la confusione dei segni diacritici trasformarono Budhasaf (Bodhisattva, essenza-Buddha, ovvero "colui che sta percorrendo la via per diventare un buddha") in Yudasaf, Iodasaph, Yuzasaf e Josaphat. Con un curioso percorso rotatorio questo errore riappare nel già buddhista Kashmir, dove i moderni musulmani ahmadi, ben noti per la loro moschea di Woking, sostengono che una tomba di Yus Asad fosse la tomba di Gesù che è morto in Kashmir, dopo essere stato tirato giù vivo dalla croce, sebbene l'edizione arba di Bombay del libro Balahvar fa morire il suo eroe nel Kashmir, confondendolo con Kushinara, luogo tradizionale della morte del Buddha."
  8. ^ Per Beskow su The Blackwell Companion to Jesus (EN) ed. Delbert Burkett, 2011. ISBN 140519362X: "Durante la trasmissione della leggenda, questo nome sostenne diversi cambiamenti: in Budhasaf, Yudasaf e infine in Yuzasaf. In greco il suo nome è Ioasaph; in latino Josaphat, ..."

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Iain Adamson, Mirza Ghulam Ahmad von Qadian, Elite International Publications Limited, 1989. ISBN 1-85372-299-5
  • Iain Adamson, Ahmad, The Guided One, Islam International Publications, 2000
  • Yohanan Friedmann, Prophecy Continuous. Aspects of Ahmadi Religious Thought and Its Medieval Background, Oxford University Press, New Delhi, 2003, S. 21

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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