Punjab (regione)

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Punjab, 1903
Provincia del Punjab, 1909.

Il Punjab [ˈpʌnʤɑb][?·info] (gurmukhi, punjabi ਪੰਜਾਬ, hindi पंजाब, persiano پنجاب: letteralmente, "La terra dei cinque fiumi") o anche Panjab (punjabi: پنجاب, shahmukhi, urdu پنجاب) è una regione posta a cavallo della frontiera tra India e Pakistan. I "cinque fiumi" sono il Beas, il Ravi, il Sutlej, il Chenab e il Jhelum, tutti tributari dell'Indo. Il Punjab ha una lunga storia e una ricca tradizione culturale. I suoi abitanti sono chiamati Punjabi e parlano una lingua anch'essa detta punjabi. Le principali religioni nel Punjab indiano sono il Sikhismo e l'Induismo, mentre l'Islam è maggioritario nel Punjab pakistano.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

L'area ora conosciuta come il Grande Punjab comprendeva vasti territori dell'India settentrionale e del Pakistan orientale. Essa era delimitata dal fiume Indo ad ovest e dal fiume Yamuna ad est. Fu un centro della preistorica civiltà della valle dell'Indo e, dopo il 1500 a.C. circa, la sede di primitivi insediamenti ariani. Nei tempi antichi, l'area fu abitata dai Vahika o Aratta, suddivisi in varie tribù.[1]

La regione, popolata dagli Indo-Ariani, è stata governata da molti imperi e gruppi etnici diversi, compresi gli antichi Greci, i Persiani, gli Arabi, i Turchi, i Mogol, gli Afghani, i Beluci, i Sikh e i Britannici. Nel 1947, essa fu spartita tra gli stati successori dell'India britannica, India e Pakistan.

Il Punjab pakistano comprende ora la maggior parte della regione. Il Punjab indiano è stato ulteriormente suddiviso nei moderni stati indiani del Punjab, dell'Haryana, dell'Himachal Pradesh e del Delhi. La parte pakistana della regione copre un'area di 205.344 km², mentre lo stato indiano del Punjab è di 50.362 km². La popolazione della regione è divisa in modo simile, in quanto 86.084.000 di persone (dati 2005) vivono nel Punjab occidentale (Pakistan) e 24.289.296 (dati 2000) nell'attuale stato del Punjab orientale (India). La lingua punjabi è parlata da circa il 90% della popolazione nel Punjab pakistano e dal 92,2% nel Punjab indiano.[2] La città capitale del Punjab indiviso era Lahore, che sorge ora accanto alla linea di spartizione come capitale del Punjab occidentale. Il Punjab indiano ha come sua capitale la città di Chandigarh. A seguito della spartizione, il Punjab indiano ora usa la scrittura gurmukhi, mentre il Punjab pakistano mantiene la scrittura shahmukhi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte del territorio del Punjab è formato da una vasta pianura alluvionale, delimitata a nord da montagne. Malgrado le sue condizioni aride, è una ricca area agricola grazie all'irrigazione estensiva resa possibile dal grande sistema fluviale che l'attraversa. Le temperature della regione del Punjab oscillano da -20 a 40 °C (MIN/MAX), ma possono arrivare fino a 47 °C in estate.

Lingua punjabi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi lingua punjabi.

Come già accennato, la lingua della regione è il punjabi. L'alfabeto ufficiale del punjabi utilizzato nello stato indiano del Punjab è chiamato gurmukhi (letteralmente: "dalla bocca del Guru") ed è considerato sacro. Non a caso, tutti i testi sacri sikh sono scritti nell'alfabeto gurmukhi.[3] A causa di questo elemento di santità, il popolo ritiene comunemente di cattivo auspicio che un qualunque pezzo di carta scritto in punjabi tocchi terra o i piedi.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come risultato delle numerose invasioni, molti gruppi etnici e religiosi hanno contribuito a formare il patrimonio culturale del Punjab.

Nei tempi preistorici, nel Punjab fu localizzata una delle prime culture conosciute dell'Asia meridionale, la civiltà harappa.

Il periodo vedico ed epico fu socialmente e culturalmente prolifico nel Punjab. Durante questo periodo, ad esempio, nel Punjab furono composte le scritture sacre indù, i Rig Veda e le Upanishad. La tradizione sostiene che il saggio Valmiki compose il Ramayana vicino all'attuale località di Amritsar. Nella leggenda, Krishna diffuse il divino messaggio della Bhagavad Gita a Kurukshetra. Diciotto Purana principali furono scritti nella regione. Gli autori del Vishnu Purana e dello Shiva Purana provenivano dal Punjab centrale.

Le battaglie epiche descritte nel Mahabharata furono combattute nel Punjab. I Gandhara, i Kamboja, i Trigarta, gli Andhra, i Paurava, i Bahlika (i coloni battriani del Punjab), gli Yaudheya e altri si schierarono con i Kaurava nella grande battaglia combattuta a Kurukshetra.[4] Secondo il Dr Fauja Singh e il Dr L. M. Joshi: "Non c'è nessun dubbio che i Kamboja, i Darada, i Kaikaya, gli Andhra, i Paurava, gli Yaudheya, i Malava, i Saindhava e i Kuru abbiano contribuito congiuntamente alla tradizione eroica e alla cultura composita dell'antico Punjab"[5].

Nel 326 a.C., Alessandro Magno tentò di invadere il Punjab da nord. I suoi eserciti entrarono nella regione attraverso l'Hindu Kush.

In alcuni momenti durante l'istituzione e il consolidamento del governo mogol, nel Punjab vi furono conflitti, caos e sollevazioni politiche. Tuttavia, con la prosperità mogol, si raggiunsero uno sviluppo e una pace relativa, particolarmente sotto il regno di Jahangir. Il periodo fu notevole anche per l'emergere di Guru Nanak (1469-1538), il fondatore di un potente movimento popolare che ha lasciato un'impronta duratura sulla storia e sulla cultura del Punjab. Nato nel distretto di Sheikhupura, egli rifiutava la divisione del genere umano in compartimenti rigidi di religioni e di caste ortodosse e predicò l'unicità dell'umanità e quella di Dio, mirando così a creare un nuovo ordine che abbracciasse tutto lo spirito pervasivo nell'uomo. Questa nuova filosofia sarebbe servita di base per la fondazione della fede sikh.

Nel 1713, Banda Bahadur volle fondare uno stato sikh nel Punjab. A tal fine combatté senza posa con i Mogol, ma il suo stato durò appena meno di un anno prima del suo crollo. Molti anni dopo, fu catturato e giustiziato.

Nel 1756, i Maratha sotto Raghunath Rao sconfissero l'afghano Ahmed Shah Abdali al suo primo tentativo di conquistare l'India. I Maratha ricacciarono indietro gli Afghani in ritirata fino ad Attock. I Sikh e i Khatri (i gruppi dominanti del Punjab) stabilirono un rapporto di collaborazione con i Maratha per aver eliminato con successo i musulmani dalla loro terra e firmarono con essi trattati formali di amicizia. All'epoca della formazione del Dal Khalsa[6] nel 1748 ad Amritsar, il Punjab era diviso in 36 aree e in 12 distinti principati sikh. Da questo momento in poi ebbe inizio la formazione di un Impero Sikh nel Punjab.

Una sezione del Forte di Lahore costruita dal Maragià sikh Ranjit Singh.

Delle 36 aree, 22 furono unite dal Maragià Ranjit Singh. Le altre 14 accettarono la sovranità britannica. Dieci anni dopo la morte del Maragià Ranjit Singh, l'impero si frantumò e i Britannici si impadronirono del Punjab.

Il Bardari di Ranjit Singh, costruito nell'Hazuri Bagh.

L'avvento dell'India britannica (il cosiddetto "Raj Britannico") ebbe profonde conseguenze politiche, culturali, filosofiche e letterarie nel Punjab, compresa l'istituzione di un nuovo sistema di istruzione. Durante il movimento di indipendenza dal Regno Unito, molti Punjabi svolsero un ruolo significativo, compreso Lajpat Rai, Ajit Singh Sindhu, Bhagat Singh, Udham Singh, Bhai Parmanand, Muhammad Iqbal, Chaudhary Rehmat Ali e Ilam Din Shaheed.

All'epoca della spartizione nel 1947, la provincia fu divisa nel Punjab orientale e in quello occidentale. Il Punjab orientale divenne parte dell'India, mentre il Punjab occidentale fu assorbito dal Pakistan. Al Punjab toccò poi subire l'urto delle agitazioni civili successive alla fine del Raj Britannico, che produssero un numero di vittime stimato nell'ordine delle centinaia di migliaia o addirittura superiore.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Le ascendenze etniche dei moderni Punjabi includono tutti i principali popoli che si stabilirono nella regione a partire dai tempi antichi, tra i quali in primo luogo gli Indo-Ariani, seguiti dagli Indo-Sciti, dagli Indo-Parti e dagli Indo-Greci. Con l'avvento dell'Islam, anche i colonizzatori provenienti dalla Persia, dall'Afghanistan e dall'Asia centrale si sono integrati nella società punjabi. Come già accennato, il Sikhismo è la principale religione del Punjab indiano, essendo sorta nel Punjab stesso. Circa il 52% della popolazione sono Sikh, il 45% Indù e il resto sono Giainisti, Cristiani, Musulmani o Buddisti. Tuttavia, a causa della migrazione su vasta scala dagli stati dell'Uttar Pradesh, del Bihar, del Bengala e dell'Orissa, la demografia del Punjab è divenuta più confusa di quanto prima indicato. Nel Punjab indiano si trova la città santa sikh di Amritsar. Gli stati dell'Haryana e dell'Himachal Pradesh, precedentemente componenti della provincia britannica del Punjab, sono per lo più a maggioranza indù. La maggior parte dei Punjabi pakistani e indiani hanno in gran parte antenati jatt, composti principalmente da Sikh e da numerosi Indù. I Punjabi indiani parlano la lingua punjabi scritta nell'alfabeto gurmukhi. L'Islam, dal canto suo, è la religione di oltre il 98% della popolazione del Punjab in Pakistan. Ci sono piccole minoranze indù e sikh tra le altre. In Pakistan si usa l'alfabeto shahmukhi, che è più vicino all'alfabeto persiano. In totale il Pakistan ha 70 milioni di Punjabi e l'India 39 milioni.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ricamo Phulkari da Patiala.

La regione storica del Punjab è considerata una delle regioni più fertili della Terra. Sia il Punjab orientale che quello occidentale producono una proporzione relativamente elevata della produzione alimentare rispettivamente dell'India e del Pakistan. Il prodotto agricolo della regione del Punjab in Pakistan contribuisce significativamente al PIL del paese. La regione è importante per la coltivazione del frumento. In aggiunta, sono colture di grande rilievo anche riso, cotone, canna da zucchero, frutta e ortaggi. Sia il Punjab indiano che quello pakistano sono considerati avere le migliori infrastrutture dei rispettivi paesi.[7] Si è stimato che il Punjab indiano sia il secondo stato più ricco dell'India (il più ricco essendo il territorio di Chandigarh, la città capitale del Punjab); lo stato di Haryana è il quarto.[8]

Il Punjab pakistano produce il 68% della produzione di grano alimentare del Pakistan.[9] Chiamato "il granaio dell'India" o "il cesto del pane dell'India", il Punjab indiano, a sua volta, produce l'1% del riso del mondo, il 2% del suo frumento e il 2% del suo cotone.[10] Nel 2001, fu registrato che gli agricoltori costituivano il 39% della forza lavoro del Punjab indiano.[11]

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Punjab significa "terra dei cinque fiumi", e traduce letteralmente dal persiano con le parole Panj (پنج), affine al sanscrito Pañca, che significa "cinque", e Āb (آب), affine al sanscrito Āp, che significa a sua volta "acqua". Come già indicato, i fiumi, tributari dell'Indo, sono il Jhelum, il Chenab, il Ravi, il Sutlej e il Beas. I cinque fiumi, ora divisi tra India e Pakistan, si fondono per formare il Panjnad, che si unisce all'Indo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Buddha Parkash, Evolution of Heroic Tradition in Ancient Panjab, 1971, p 53.
  2. ^ [1]
  3. ^ Professor Pritam Singh, Gurmukhi Lipi. Khoj Patrika. p.110, vol.36. 1992, Patiala, Punjabi University.
  4. ^ Buddha Parkash, Evolution of Heroic Tradition in Ancient Panjab, p 36.
  5. ^ Vedi: Dr L. M. Joshi, Dr Fauja Singh, History of Panjab, Vol. I, p. 4.
  6. ^ Il Dal Khalsa era in origine un corpo scelto di guerrieri religiosi sikh, fondato nel 1699 da Guru Gobind Singh, che lottarono a lungo contro le persecuzioni dei musulmani Mogol. In seguito, con il declino dell'impero mogol e la successiva fondazione di uno stato sikh nel Punjab, il Khalsa divenne un organo consultivo dei Maragià del Punjab: organizzato democraticamente, esso poteva opporsi alle decisioni dello stesso Maragià.
  7. ^ http://punjabgovt.nic.in/ECONOMY/Transport.htm
  8. ^ "Punjab second richest state in country: CII", Times of India, 8 aprile 2004.
  9. ^ Statistiche governative pakistane.
  10. ^ http://punjabgovt.nic.in/punjabataglance/LeadingbyExample.htm
  11. ^ Statistiche governative del Punjab


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