Nicolas Notovič

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Nicolaj Aleksandrovič Notovič, noto anche come Nicolas Notovič (in russo: Николай Александрович Нотович?; 1858 – ...), è stato un giornalista russo.

Aristocratico di origine ebree è conosciuto per un suo libro, La vie inconnu de Jesus Christ (1894), che parla della vita di Gesù Cristo durante il periodo mancante nei racconti dei Vangeli. L'opera, basata su un falso manoscritto, risultò però essere una truffa.

Notovič scrisse vari altri libri. Non si conoscono il luogo, le circostanze e la data della sua morte.

"La vita sconosciuta di Gesù"[modifica | modifica wikitesto]

Nicolas Notovitch

Nel 1887 Notovitch affermò di aver fatto un viaggio con dei mercanti in India, e di essere capitato nel monastero (gompa) di Hemisnel in Ladakh, di passaggio durante una delle sue esplorazioni. Disse che, andando via dal monastero, si ruppe una gamba e venne riportato indietro per essere medicato. Il capo dei monaci gli mostrò un rotolo che conteneva la storia del viaggio in India di Gesù, chiamato in questi rotoli Issah, lo stesso nome usato dagli Arabi. Il documento, poi rivelatosi falso, si sarebbe intitolato "Vita di Sant'Issa, il migliore dei Figli degli Uomini" - essendo Isa il nome arabo di Gesù nell'Islam.[1][2] La storia di Notovitch, con una traduzione de "La Vita di Sant'Issa" venne pubblicata in francese nel 1894 col titolo La vie inconnue de Jesus Christ (Vita sconosciuta di Gesù Cristo).[2][3]

Il gompa di Hemis nel 2006

Gli scritti di Notovitch provocarono subito una tempesta di polemiche, dalla quale Notovitch uscì a pezzi. L'attacco principale al suo racconto venne guidato dall'orientalista Max Muller, che già aveva smascherato Jacolliot. Müller affermò che o i monaci del gompa avevano imbrogliato Notovitch (o gli avevano giocato uno scherzo), o egli stesso aveva creato falsificato le prove.[4][5] Muller poi scrisse al monastero di Hemis e il lama responsabile rispose che non c'erano stati visitatori occidentali al monastero da quindici anni e non esistevano documenti che si riferissero alla storia di Notovitch.[6] J. Archibald Douglas poi visitò il monastero di Hemis e intervistò il lama responsabile del posto, che affermò che Notovitch non era mai stato lì.[6] l'indologo Leopold von Schroeder chiamò i resoconti di Notovitch una "grossa menzogna".[7] Wilhelm Schneemelcher sostiene che le dichiarazioni di Notovich furono presto comprovate falsificazioni e che a tutt'oggi nessuno ha mai avuto modo di vedere i manoscritti che Notovitch asserì di aver posseduto.[3]

Notovich agli inizi ribatté alle accuse per difendersi.[8] ma una volta che la sua storia venne riesaminata dagli storici, Notovitch confessò di aver falsificato le prove.[7] Il critico testuale Bart Ehrman afferma che "oggi non c'è un singolo studioso di fama su questa terra che abbia dei dubbi sulla questione. L'intera storia è stata inventata da Notovitch, che guadagnò un bel po' di soldi e una notevole quantità di notorietà per la sua beffa".[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Nicolas Notovitch, The Unknown Life Of Jesus Christ: By The Discoverer Of The Manuscript, 2007, ISBN 1-4348-1283-9.
  2. ^ a b (EN) Bart D. Ehrman, Forged: Writing in the Name of God--Why the Bible's Authors Are Not Who We Think They Are, 2012, p. 252, ISBN 0-06-201262-2.
    «una delle falsificazioni moderne più ampiamente diffuse si chiama La vita sconosciuta di Gesù Cristo».
  3. ^ a b Wilhelm Schneemelcher e R. Mcl. Wilson, New Testament Apocrypha, Vol. 1: Gospels and Related Writings, 1990, p. 84, ISBN 0-664-22721-X.
    «un libro particolare di Nicolas Notovich (Die Lücke im Leben Jesus 1894) ... poco dopo la pubblicazione del libro, i racconti delle esperienze di viaggio erano già state smascherate come menzogne. Anche le fantasie di Gesù in India vennero presto riconosciute come invenzioni... a tutt'oggi nessuno ha mai avuto modo di costatare l'esistenza di manoscritti con presupposte narrazioni in merito a Gesù.».
  4. ^ Simon J. Joseph, "Jesus in India?" Journal of the American Academy of Religion, Volume 80, nr. 1, pp. 161-199: "Max Müller sostenne che i monaci di Hemis avevano imbrogliato Notovitch o che lo stesso Notovitch era l'autore di questi brani".
  5. ^ Friedrich Max Müller, Last Essays, 1973 [1901], p. 181, ISBN 0-404-11439-3.
    «è meglio credere che i monaci buddhisti possano a volte essere dei giocherelloni, piuttosto che M. Notovitch sia un furfante.».
  6. ^ a b Bradley Malkovsky, "Some Recent Developments in Hindu Understandings of Jesus" in the Journal of Hindu-Christian Studies, 2010, Vol. 23, articolo 5: "Muller allora scrisse al capo lama di Hemis e ricevette la risposta che da 15 anni non vedevano visitatori occidentali né il monastero possedeva nessun documento che avesse a che fare con la storia che Notovitch aveva reso famosa col suo libro" ...", "J. Archibald Douglas si impegnò a recarsi in viaggio fino al monastero di Hemis per intervistare personalmente lo stesso capo lama col quale Muller aveva scambiato corrispondenza. Ciò che Douglas venne a sapere confermò totalmente quello che Mueller aveva appreso: Notovitch non era mai stato lì."
  7. ^ a b (EN) Douglas T. McGetchin, Indology, Indomania, and Orientalism, Fairleigh Dickinson University Press, 2010, p. 133, ISBN 0-8386-4208-X.
    «Di fronte a questo interrogatorio, Notovich confessò di aver fabbricato le sue prove.».
  8. ^ (EN) D.L. Snellgrove e T. Skorupski, The Cultural Heritage of Ladakh, Prajna Press, 1977, p. 127, ISBN 0-87773-700-2.
  9. ^ (EN) Bart D. Ehrman, 8. Forgeries, Lies, Deceptions, and the Writings of the New Testament. Modern Forgeries, Lies, and Deceptions (ePub) in Forged: Writing in the Name of God — Why the Bible’s Authors Are Not Who We Think They Are, 1ª ed., New York, HarperCollins e-books, febbraio 2011, pp. 282–283, ISBN 978-0-06-207863-6. URL consultato il 17 giugno 2013. - bisogna però aggiungere che Vivekananda e altri visitatori - come per es. Swami Abhedananda, che lo scrisse nel suo libro Journey to Kashmir and Tibet - affermarono di aver visto questi documenti. Elizabeth Prophet (q.v.) pubblicò un libro, piuttosto famoso, rifacendo tutta la storia di tali avvistamenti. Una ricerca organizzata da un'università americana nel 2005, invece, non ha portato a nulla. Vedi anche H. Louis Fader, The Issa Tale That Will Not Die: Nicholas Notovich and His Fraudulent Gospel, University Press of America, 2003. ISBN 978-0-7618-2657-6

Controllo di autorità VIAF: 110345158

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