Lashon hara

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L'espressione ebraica lashon hara (o loshon hora) (in ebraico: לשון הרע?; "malalingua") è un termine halakhico per indicare un discorso denigratorio rivolto verso un'altra persona.[1] Lashon hara differisce dalla diffamazione in quanto si focalizza sull'uso del normale discorso per uno scopo illecito, piuttosto che sulla falsità e sui relativi danni derivanti. Al contrario, hotzaat Sem ra ("diffusione di cattiva fama"), detto anche hotzaat diba, consiste di commenti non veri ed è meglio tradotto come "calunnia" o "diffamazione". Hotzaat shem ra è peggiore di lashon hara, e di conseguenza peccato grave.[1] Il pettegolezzo viene chiamato rechilut ed è anch'esso proibito dalla Legge ebraica.[1]

Un discorso è considerato lashon hara se contiene qualcosa di negativo su una persona o contro terzi, non è già noto al pubblico, non è seriamente destinato a correggere o migliorare una situazione negativa, anche se è vero. Dichiarazioni che si adattano a questa descrizione sono considerati lashon hara, indipendentemente dal metodo di comunicazione che viene utilizzato, che sia mediante la conversazione faccia a faccia, o una lettera, telefono, e-mail.

Il peccato di lashon hara è considerato molto grave nella tradizione ebraica.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è composta dal sostantivo lashon, "lingua", seguito dall'articolo determinativo ha e l'aggettivo ra, "cattivo/malvagio". Il sostantivo ebraico lashon significa "lingua", come si trova nella frase "molte lingue", "discorso", "linguaggio". La frase viene generalmente tradotta con "malalingua" e corrisponde all'idea di "linguaccia" in altre culture, come in latino mala lingua appunto.[2] in francese mauvaise langue,[3][4] e in spagnolo mala lengua.[5][6][7]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Il termine lashon hara non si trova esplicitamente nel Tanakh, tuttavia "preserva la lingua dal male" (in ebraico: נְצֹר לְשֹׁונְךָ מֵרָע?) è presente in Salmi 34:14.[8] La Torah contiene un'ingiunzione generale contro rekhilut (pettegolezzo): "Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore." (Levitico 19:16).[9] Inoltre, le parole "Nessuno di voi danneggi il fratello" (Levitico 25:17) secondo la tradizione si riferiscono a fare un torto alla persona per mezzo della parola.[10]

Il Talmud (Arakhin 15b) menziona lashon hara quale una delle cause della malattia tzaraath (afflizione della pelle). In Sotah 42a, il Talmud afferma che le malelingue abituali lashon hara non sono tollerate alla presenza di Dio. Simili forti denunce si possono trovare in vari passi della letteratura ebraica.[11]

In Numeri 12, Miriam pettegola col fratello Aronne. Mette in discussione perché Mosè sia più qualificato di altri a guidare il popolo ebraico. Dio ascolta e la colpisce con tzaraath. Miriam deve rimanere fuori del campo per una settimana a causa della malattia (contagiosa). Durante questo tempo, tutto Israele è costretto ad aspettarla[12]

Chafetz Chaim[modifica | modifica wikitesto]

Rabbi Yisrael Meir Kagan scrisse due rinomate opere halakhiche sulla malalingua: Chafetz Chaim ("Desiderio di vita") e Shmirat HaLashon ("Controllando la lingua"), entrambe del 1873. Chafetz Chaim elenca 31 comandamenti relativi al discorso e presenti nella Torah. Una traduzione in inglese, Guard Your Tongue (Attenti alla lingua) (2002) raccoglie gli insegnamenti di questi due libri.[13]

Eccezioni[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono momenti in cui una persona si suppone debba parlare apertamente, anche se l'informazione è denigratoria. In particolare, se l'intenzione della persona nel condividere le informazioni negative è per un to'elet, cioè uno scopo positivo, costruttivo e benefico, il divieto di lashon hara non si applica. Se il lashon hara serve da monito contro la possibilità di un danno futuro, tale comunicazione è in certe condizioni obbligatoria. Hotzaat shem ra, raccontar menzogne e diffondere disinformazione è sempre vietato.

L'ebraico e le altre lingue[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torre di Babele.

L'ebraico viene considerato Lashon haQodesh, "lingua santa", ma non v'è opinione che tutte le altre lingue, delle 70 Nazioni dei Gentili, siano "lingue malvagie" infatti, per esempio, parte del Talmud ed altri testi del Tanakh vennero tradotti o presentano parole riconosciute dell'aramaico e/o del greco inoltre vi sono altri aspetti comuni. La possibilità di "utilizzare" i differenti livelli esegetici della Torah (cfr Pardes) permette l'adattamento di molte lingue e/o scritture anche per le traduzioni pur se spesso con "ostacoli" o mancanze semantiche ma il sillogismo e quindi generalmente la metafora favoriscono.

Legge in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Leggi in Italia in relazione al Bet Din[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c "Judaism 101: Speech and Lashon Ha-Ra" (EN)
  2. ^ Si veda il commentario su Catullo di Robinson Ellis, 2010, p. 19 in merito al motto virgiliano: " "baccare frontem cingite, ne vati noceat mala lingua futuro" .... che sembrerebbe indicare che la nozione di stregoneria fosse in origine quella della malalingua (mala lingua), piuttosto che il malocchio."
  3. ^ John A. Lent, Third World mass media and their search for modernity, 1977, p. 179: "Lewis, scrivendo delle caratteristiche della società delle Indie Occidentali che la rendono più tradizionale che moderna, delineava un numero di tratti comunicativi interpersonali: passione per l'intrigo; pettegolezzo maligno, la rinomata mauvaise langue di Trinidad[non chiaro]."
  4. ^ Caroline Sweetman, Men and masculinity, 1997, p. 50: "... metodi meno accettabili ma più aggressivi di potere come la diffusione di pettegolezzi malvagi o mauvais langue".
  5. ^ Cuban-American literature and art: negotiating identities di Isabel Álvarez-Borland, Lynette M. F. Bosch, 2009, p. 24.
  6. ^ Cassell, Spanish dictionary: Spanish-English, English-Spanis, cur. da Edgar Allison Peers, 1968.
  7. ^ Doris Meyer, Speaking for themselves: Neomexicano cultural identity, 1996: "Un articolo intitolato 'La lengua', che apparve allo stesso tempo su El Nuevo Mundo [18 maggio 1899], inizia con l'equazione tradizionale tra carattere morale e probità di parola. L'immagine della 'mala lengua'".
  8. ^ Vedi anche "Hebrew - English Bible/Mechon-Mamre Psalm 34:14"(EN)
  9. ^ Vedi anche "Hebrew - English Bible/Mechon-Mamre Leviticus 19:16" (EN)
  10. ^ Vedi anche "Hebrew - English Bible/Mechon-Mamre Leviticus 25:17" (EN)
  11. ^ int. al., "Let Them Talk: The Mitzvah to Speak Lashon Hara" di Rabbi Mark Dratch, 19/01/2006.
  12. ^ Teshuvah
  13. ^ Zelig Pliskin, Guard Your Tongue, Bnay Yakov Publications, 2002.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]