Ingusci

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Gli Ingusci (in russo: Ингуши? o Inguši, in inguscio ГIалгIай, Ghalghai) sono una popolazione del Caucaso e un Gruppo etnico della Federazione Russa, insediata soprattutto nella Ciscaucasia per un totale di circa 500.000 persone che praticano il Sufismo. Da essi prende il nome la Lingua inguscia, una Lingua caucasica nordorientale, e una Repubblica autonoma della Federazione Russa, appunto l'Inguscezia.

Nella loro lingua gli Ingusci si chiamano Ghalghai (галгай, dall' Inguscio ghal "fortezza" e ghai "abitanti"). Gli Ingusci sono soprattutto musulmani sufi e parlano l'Inguscio. Nonostante la credenza diffusa, l' Inguscio non è affatto simile al Ceceno, nonostante le due lingue provengano da un ceppo comune.[1] Il popolo inguscio e quello ceceno sono insieme chiamati Vainachi.[2]

Religione[modifica | modifica sorgente]

Gli Ingusci sono musulmani sufi delle tariqa Naqshbandi e Qadiriyyah.[3]

Origini[modifica | modifica sorgente]

  • 6000-4000 a.C. Neolitico. La terracotta è conosciuta nella regione. Antichi insediamenti nei pressi di Ali-Yurt e Magas, scoperti in tempi recenti, hanno portato alla luce oggetti di pietra: scuri, pietre levigate, coltelli, pietre a cui erano stati praticati dei buchi, piatti d'argilla, ecc. Insediamenti costruiti con mattoni di terracotta sono stai rinvenuti nelle pianure. Tra le montagne vennero invece scoperti antichi centri messi insieme con pietre circondate da mura, alcune delle quali risalenti a prima dell'8000 a.C.[5]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dzurdzuk è il leggendario antenato del popolo Nakh, che comprende Ingusci e Ceceni. Il nome Ghalghay è diventato Gargarei, Gelgai, e infine Galgai; il nome georgiano è Glivi / Gligvi. Gli Ingusci fanno risalire le proprie origini alla discendenza biblica di Togarmah.

Gli Ingusci entrarono nell'orbita dell'Impero russo nel 1810, e durante la Seconda guerra mondiale vennero ingiustamente accusati di collaborazionismo con le truppe naziste e l'intero popolo venne deportato in Kazakistan e Siberia. Ciò causò la morte di una porzione di popolazione. Gli Ingusci vennero poi riabilitai negli anni Cinquanta, dopo la morte di Stalin, e nel 1957 fu permesso loro di ritornare nelle proprie terre.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Gli Ingusci possiedono un ampio patrimonio di tradizioni, leggende, miti, favole, canzoni, proverbi e detti. La musica, le canzoni e la danza sono tenuti in altissima considerazione. Tra gli strumenti popolari vi sono il dachick-panderr (un tipo di balalaika), il kekhat ponder (una fisarmonica, solitamente suonata dalle ragazze), il mirz ponder (un violino a tre corde), la zurna (un tipo di oboe), il tamburello e le percussioni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nichols, J. and Vagapov, A. D. (2004). Chechen-English and English-Chechen Dictionary, p. 4. RoutledgeCurzon. ISBN 0-415-31594-8.
  2. ^ Arutiunov, Sergei. (1996). "Ethnicity and Conflict in the Caucasus". Slavic Research Center
  3. ^ Johanna Nichols, The Ingush (with notes on the Chechen): Background information in University of California, Berkeley, febbraio 1997. URL consultato il 10 febbraio 2007.
  4. ^ Bernice Wuethrich, Peering Into the Past, With Words in Science, vol. 288, nº 5469, 19 maggio 2000, p. 1158, DOI:10.1126/science.288.5469.1158.
  5. ^ a b N.D. Kodzoev, History of Ingush nation.