Baschiri

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Baschiri
(Башҡорттар)
Addetto alle ferrovie baschiro nei dintorni di Ust' Katav sullo Jurjuzan. Foto di Sergej Michajlovič Prokudin-Gorskij del 1910 circa.
Numero totale 1,800,000 (stima)
Distribuzione Russia:
  1,673,389 (2002)[1]

Uzbekistan:
  41,000
Kazakhstan:
  24,000 (1999) [2]
Tajikistan:
   5,000
Ucraina:
   4,300 (2001) [3]
Kyrgyzstan:
   3,200
Turkmenistan:
   2,600
Bielorussia:
   1,300
Lettonia:
   600
Lituania:
   400

Lingua baschiro, russo, tataro
Religione in maggioranza sunnismo
Etnie correlate popoli turchi (Kipchak)


I baschiri (Башҡорттар, bašqorttar /baʃqort:ar/ in lingua baschira, Башкиры, baškiry, in russo) sono un gruppo etnico di origine turcica che vive in Russia, principalmente nella repubblica di Bashkortostan. Un significativo numero di baschiri vive nella repubblica del Tatarstan, nel kraj di Perm' e nelle Oblast' di Chelyabinsk, Orenburg, Kurgan, Sverdlovsk, Samara e Saratov.

I Baschiri parlano la lingua baschira, del ceppo linguistico Kypchak (famiglia linguistica turca). Circa 4.000 baschiri parlano la lingua tatara, mentre altri adoperano anche la lingua russa.

Indice

[modifica] Storia

Il nome Baškir compare per la prima volta intorno al X secolo, nei resoconti di viaggio dello scrittore arabo Ibn Fadlān che, nel descrivere i suoi spostamenti attraverso le zone popolate dai bulgari del Volga, menziona i baschiri come una razza di guerrieri. Secondo Ibn Fadlān, i Baschiri vivevano in comunità di allevatori e pastori; in quel periodo (fino al XIII secolo) vivevano nei territori compresi tra il fiume Volga e il fiume Kama, nella zona degli Urali.

Fonti europee citano per la prima volta il popolo baschiro nei lavori di Giovanni da Pian del Carpine e William di Rubruck. Questi viaggiatori, che esplorarono ed entrarono in contatto con comunità baschire nelle zone a nord del fiume Ural, chiamarono questa etnia Pascatir, e asserirono che questi individui parlavano un linguaggio molto simile alla lingua ungherese.

Fino all'arrivo dei Mongoli, verso la metà del XIII secolo, i Baschiri formavano un forte ed indipendente popolo, rispettato e temuto dai gruppi vicini, i Bulgari del Volga e i Peceneghi; ma con la caduta del Khanato di Kazan, nel 1552, cominciò il loro declino. Nel 1556 riconobbero volontariamente la supremazia territoriale dei Russi, che fondarono la città di Ufa, nel 1574, in pieno territorio baschiro, come difesa per gli attachi dei Kirghizi. In questo periodo i Baschiri divennero un popolo di frontiera soggetto alle invasioni di gruppi e tribù che intendevano entrare nel territorio russo. Nel 1676 i Baschiri si ribellarono sotto la guida di un personaggio semi-leggendario denominato Seit, ma la rivolta fu domata, con non poche difficoltà dai Russi. I Baschiri si ribellarono una seconda volta nel 1707, a causa dei trattamenti degli ufficiali russi verso le comunità baschire, ma anche questa rivolta non ebbe seguito. Il terzo ed ultimo atto di ribellione baschiro avvenne nel 1735, nel periodo della fondazione di Orenburg, e durò per 6 anni.

Nel 1774 i Baschiri supportarono poi l'insurrezione del cosacco Emel'jan Pugačëv: le truppe combatterono sotto il comando del nobile baschiro Salavat Julaev, ma furono sconfitte.

Nel 1786 ottennero l'eliminazione delle esose tasse che dovevano essere versate annualmente all'impero russo mentre continuarono le dispute per il possedimento di alcuni pezzi di terra al confine.

[modifica] Cultura

Molti Baschiri oggi praticano l'agricoltura e l'allevamenti di pecore e mucche. Il piatto tradizionale baschiro include una sorta di farinata chiamata yIsryu e un formaggio tipico denominato skiirt. I Baschiri hanno una reputazione di popolo ospitale ma abbastanza sospettoso verso lo straniero.

[modifica] Bibliografia

[modifica] Collegamenti esterni

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