Enci (gruppo etnico)

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Gli enci[1] in russo: энцы?, o enets,[2][3] enezi, enisej, enisej-samoiedo sono un popolo indigeno russo che vive vicino alla fonte del fiume Enisej. Molti di essi vivono nel villaggio di Potapovo, Circondario del Tajmyr, nella Siberia occidentale sul circolo polare artico. Secondo il censimento russo del 2002 vi erano solamente 237 Enzi nella regione. Altri 18 Enzi sono stati censiti in Ucraina.

La lingua enets appartiene alla famiglia delle lingue samoiede. La comunità parla ancora la lingua originale anche se questa si sta lentamente perdendo.

Situazione odierna[modifica | modifica sorgente]

La città di Potapovo fu visitata negli anni novanta dall'autore di reportage di viaggio Colin Thubron che descrisse questa gente come una comunità di persone con poca cultura, demoralizzate e con problemi di alcolismo. Le fattorie collettive stabilite da Nikita Khrushchev nel secolo scorso sono state danneggiate seriamente dalle piogge acide proveniente dallo smaltimento del nichel a Norilsk, causando una forte depressione economica nella regione che ha investito soprattutto i settori più poveri della popolazione, tra cui la comunità degli Enzi. Quasi la metà della popolazione risulta disoccupata; poche persone praticano l'allevamento di renne sul lato occidentale del fiume Yenisei; altri vivono di pesca. I pescatori di Potapovo qualche volta catturano storioni o Omul, un tipo di salmone abbastanza pregiato; più raramente lucci, ma il più delle volte la pesca non è mai così miracolosa.

Il governo russo fornisce comunque diverse attrezzature sociali alla comunità, come un piccolo ospedale, con un solo medico e poche infermieri, una scuola (sebbene molti bambini enzi frequentino le scuole di Dudinka, a nord), ed una forma di pensione sociale governativa per i più anziani. Il sistema elettrico è saltato recentemente ed è attualmente funzionante solo grazie ad un generatore. L'aspettativa di durata della vita è in genere bassa e dipende anche da faide che intercorrono spesso tra alcune famiglie del luogo e che sono sfociate in omicidi.[senza fonte]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Come da dizione in Enciclopedia Treccani alla voce Samoiedi [1]
  2. ^ Péter Hajdú, Introduzione alle lingue uraliche, Rosenberg & Sellier, 1992, ISBN 88-7011-521-6.
  3. ^ Fiorenzo Toso, III. Paesi esterni all'Unione Europea in Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei Paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, 2006, p. 468, ISBN 88-8490-884-1.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]