Ceceni

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Ceceni (Noxçiy)
Luogo d'origine Flag of the Chechen Republic.svg Cecenia
Popolazione ~1 milione e 500 mila
Lingua Ceceno
Religione Islamismo sunnita
Gruppi correlati Batsbi; Ingusci; Kisti
Distribuzione
Flag of the Chechen Republic.svg Cecenia[1] 1,031,647
Russia Russia[1] 1,360,253 (inclusa la Cecenia)
Flag of Ingushetia.svg Inguscezia[1] 95,403
Flag of Dagestan.svg Daghestan[1] 87,867
Flag of the Rostov Oblast.svg Oblast' di Rostov[1] 15,469
Flag of Moscow.svg Mosca[1] 14,465
Flag of Stavropol Krai.svg Territorio di Stavropol'[1] 13,208
Flag of Volgograd Oblast.svg Oblast' di Volgograd[1] 12,256
Flag of Tyumen Oblast.svg Oblast' di Tjumen'[1] 10,623
Flag of Astrakhan Oblast.svg Oblast' di Astrachan'[1] 10,019
Unione europea Unione europea[1] 100,000 (esclusa la Federazione Russa [2])
Turchia Turchia[1] 70,000 [3]
Kazakistan Kazakistan[1] 35,000
Giordania Giordania[1] 10,000
Azerbaigian Azerbaigian[1] 5,000
Egitto Egitto[1] 5,000
Siria Siria[1] 4,000
Georgia Georgia[1] 10,000
Flag of Iraq.svg Iraq[1] 2,500
Flag of Iran.svg Iran[1] N/A (stimati tra i 1000 e 2000)
Stati Uniti Stati Uniti[1] 500
Canada Canada[1] 100
Donne cecene

I ceceni (in lingua cecena: Noxçi, singolare Noxçuo) costituiscono il più grande gruppo etnico nativo delle regioni a nord del Caucaso. Chiamano loro stessi con il nome di "Nokci", sulle cui origini etimologiche vi sono diverse teorie: il nome potrebbe derivare dall'antico villaggio di Nakhsh o dal nome biblico di Noè (Nokha in ceceno).

Il termine russo per l'etnia Nokci - "Checeni" - è anch'esso oggetto di dibattito, ma la teoria prevalente è quella secondo la quale esso abbia origine dal nome dell'antico villaggio di Chechana, che in lingua russa si scrive Chechen-aul. Il villaggio in questione è situato sulla riva del fiume Argun, vicino Grozny.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

La popolazione cecena è composta in prevalenza dagli abitanti della Cecenia, una regione riconosciuta a livello internazionale all'interno della Russia. Dal 1994 al 1996 si è combattuta una guerra sanguinosa e terribile in tutta la regione, che ha portato distruzione e morte in numerose città e cancellato intere famiglie cecene. Nel 1996, è stato tuttavia raggiunto un comune cessate il fuoco tra russi e ceceni.

Altre comunità significative dell'etnia cecena si trovano in diverse regioni russe, soprattutto nel Dagestan e nella città di Mosca. Al di fuori del territorio russo, le nazioni che ospitano la popolazione cecena sono la Turchia, la Giordania e la Siria. Queste ultime comunità sono i discendenti di coloro che abbandonarono la Cecenia durante la Guerra del Caucaso intorno al 1850, che portò all'annessione del territorio dell'Inguscezia, comprendente l'Ossezia e la Cecenia, all'Impero russo e alla deportazione dei ceceni in Kazakistan nel 1944, ordinata da Stalin.

In tempi recenti, dopo la fine della Prima e della Seconda guerra cecena, decine di migliaia di rifugiati ceceni si stabilirono in Europa e anche in altri luoghi, specialmente durante l'ondata di emigrazione verso l'Occidente avvenuta dopo il 2002.

Origini[modifica | modifica sorgente]

I clan Vainakh, gli antenati dei ceceni e degli ingusci, dimorarono sulle montagne della regione fino al XVI secolo dove iniziarono a stabilirsi nei bassipiani. In questi periodo iniziò inoltre l'islamizzazione di questo popolo, sospinta dall'influenza delle popolazioni limitrofe.

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Nonostante molti ceceni abitino in Cecenia (popolazione 1,3 milioni, inclusi i non-ceceni), più di un milione di ceceni vivono in altre aree del Caucaso, dell'Asia centrale, e in alcune parti della Russia. Circa 100.000 vivono in Europa. Il rapporto tra maschi e femmine è circa di 1:1; un terzo della popolazione vive in aree urbane, mentre i rimanenti due terzi in zone rurali.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Le lingue principali dei ceceni sono il ceceno ed il russo. Il ceceno appartiene alla famiglia dei linguaggi caucasici del centro-nord. La letteratura cecena si basa sul dialetto delle zone centrali. Tra gli altri dialetti si trova l'inguscio, parlato in Inguscezia, e il batsi, il linguaggio dei contadini della Georgia.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'adozione dell'Islam, i ceceni praticavano una mistura di tradizioni religiose e credenze locali. Essi prendevano parte a numerosi rituali, molti dei quali inerenti alla pastorizia e all'agricoltura. Tra essi si possono citare i riti per la pioggia, una celebrazione che aveva luogo il primo giorno dell'aratura, ed il Giorno di "Sela il Tuonante" oppure il Giorno della Dea Tusholi.

La società cecena è strutturata attorno a 130 Teip o clan. I "teip" si basano più sulla terra che sul sangue e si relazionano tra loro in maniera piuttosto conflittuale, soprattutto in tempo di pace. Durante i periodi di guerra, invece, tendono ad unirsi. I teip sono ulteriormente suddivisi in "gar" (rami), ed i gar in "nekye" (famiglie patriarcali). Il codice sociale ceceno può essere riassunto nel termine "nokchalla", il quale, nonostante non abbia una diretta traduzione in italiano, implica un comportamento cavalleresco morale ed etico, generosità e la volontà della salvaguardia dell'onore delle donne.

Religione[modifica | modifica sorgente]

La Cecenia è per la maggior parte musulmana, poiché i suoi abitanti furono convertiti all'Islam sotto la dominazione dell'Impero ottomano nel XV secolo. Ogni clan è guidato da un mistico spirituale. Alcuni di essi aderiscono al ramo mistico Sufi dell'Islam sunnita chiamato Muridismo. Circa la metà dei ceceni appartiene alle fratellanze Sufi dette anche tariqa. Le due tariqa che si diffusero maggiormente nel Caucaso del Nord furono la Naqshbandiya e la Qadiriya. La Naqshbandiya è particolarmente forte nel Daghestan ed in Cecenia orientale, mentre la Qadiriya ha la maggior parte dei suoi fedeli nel resto della Cecenia ed in Inguscezia.

Quasi tutti i ceceni appartengono comunque alla scuola di pensiero islamica Shafii. [1]

Il Salafismo venne introdotto nella regione negli anni cinquanta. Alcuni dei ribelli coinvolti nella guerra cecena (particolarmente quelli che seguono Shamil Basayev) sono Salafiti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v Всероссийская перепись населения 2002 года
  2. ^ Chechens in the Middle East: Between Original and Host Cultures - Harvard - Belfer Center for Science and International Affairs
  3. ^ Helsingin Sanomat - International Edition - Home

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alexandre Dumas. La guerra santa. Viaggio tra i ribelli ceceni. Traduzione di Antonio Coltellaro, Rubbettino 2002
  • (EN) [2] - Chi sono i Ceceni?, di Johanna Nichols, Università della California, Berkeley.
  • (EN) [3] - La frantumazione del mito Ceceni-al Qaeda, di Brian Glyn Williams, Parte 1: The Jamestown Foundation

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