Saiga tatarica

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Saiga
Mongolia Saiga tatarica.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Bovidae
Sottofamiglia Antilopinae
Genere Saiga
Specie S. tatarica
Nomenclatura binomiale
Saiga tatarica
(Linnaeus, 1766)
Sottospecie
  • Saiga tatarica tatarica
  • Saiga tatarica mongolica

La saiga (Saiga tatarica Linnaeus, 1766) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Bovidi. Originariamente questa antilope abitava una vasta area delle steppe eurasiatiche, dalle colline pedemontane dei Carpazi e del Caucaso fino alla Zungaria e alla Mongolia. Oggi vive solamente in poche aree della Calmucchia (Russia), del Kazakistan e della Mongolia occidentale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un primo piano della caratteristica faccia della saiga

La saiga misura generalmente 60 - 80 cm al garrese e pesa 36 - 63 kg. Vive circa 6 - 10 anni. I maschi sono più grandi delle femmine e sono gli unici ad avere le corna. Esse hanno un grande valore nella medicina tradizionale cinese e proprio per questo motivo questa antilope è attualmente minacciata dal bracconaggio. La saiga è facilmente riconoscibile per la sua insolita struttura nasale, grande e flessibile. Si ipotizza che questa struttura serva a riscaldare l'aria d'inverno e a filtrare la polvere d'estate.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Le saighe si riuniscono in branchi molto numerosi che vagano per le steppe semi-desertiche nutrendosi di varie specie di piante, comprese alcune velenose per altri animali. Possono coprire distanze considerevoli e attraversare fiumi a nuoto, ma evitano le aree montuose e accidentate. La stagione degli amori inizia in novembre, quando i maschi combattono tra loro per il possesso delle femmine. Il vincitore raduna una mandria di 5 - 50 femmine. In primavera le madri danno alla luce i piccoli: i due terzi dei parti sono gemellari, mentre nel restante un terzo nasce un solo piccolo.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'era glaciale l'areale della saiga si estendeva dalle isole britanniche, attraverso l'Asia centrale e lo stretto di Bering, fino all'Alaska e allo Yukon. Ancora agli inizi del XVIII secolo era diffusa dalle coste del Mar Nero, dalle colline pedemontane dei Carpazi e dalle pendici settentrionali del Caucaso fino alla Zungaria e alla Mongolia.

Areale storico (in bianco) e attuale delle due sottospecie di saiga: Saiga tatarica tatarica (in verde) e Saiga tatarica mongolica (in rosso)

Dopo un rapido declino, negli anni '20 questa specie era stata quasi completamente sterminata, ma la popolazione si riprese e a partire dal 1950 nelle steppe dell'URSS scorrazzavano nuovamente due milioni di saighe. A un certo punto, alcuni gruppi di conservazionisti, come il World Wildlife Fund, incoraggiarono attivamente la caccia della saiga, pubblicizzandone il corno come un'alternativa a quello del rinoceronte[2]. Oggi la popolazione è di nuovo diminuita enormemente, almeno del 95% in 15 anni[3], è la saiga è classificata dalla IUCN tra le specie in pericolo critico. Si stima che attualmente vi siano in tutto 50.000 saighe; queste vivono in Calmucchia, in tre aree del Kazakistan e in due aree isolate della Mongolia. Un'altra piccola popolazione, nella regione pre-caspica della Russia, rimane sotto costante minaccia[4].

Negli anni '90, proprio per proteggere la popolazione locale di saiga, nella Repubblica russa della Calmucchia venne creata la Riserva naturale Čërnye zemli e il Presidente di questa Repubblica, Kirsan Ilyumzhinov, ha dichiarato il 2010 Anno della Saiga. In Kazakistan il numero delle saighe è recentemente aumentato, dalle 21.000 di inizio millennio alle circa 81.000 del gennaio 2010[5]. Tuttavia, nel maggio 2010, è stato annunciato che almeno 12.000 delle 26.000 saighe della popolazione della regione kazaka dell'Ural sono state trovate morte; sebbene queste morti vengano attualmente attribuite alla pasteurellosi, le cause principali rimangono sconosciute[6]. La popolazione mongola appartiene ad una sottospecie distinta, la saiga della Mongolia (Saiga tatarica mongolica), composta da 750 esemplari. Tutte le altre popolazioni, invece, appartengono alla sottospecie nominale, Saiga tatarica tatarica.

Al giorno d'oggi l'unica struttura che ospita delle saighe è lo zoo di Mosca. In passato alcuni esemplari si trovavano anche presso gli zoo di Colonia e di San Diego. Sono in corso progetti per introdurre la specie nel Parco del Pleistocene, in Siberia settentrionale.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

L'Alleanza per la Conservazione della Saiga (SCA) venne fondata nei primi anni '90 come associazione informale di ricercatori e conservazionisti riunitisi insieme allo scopo di studiare e proteggere la saiga, gravemente minacciata. La sua inaugurazione ufficiale risale però al settembre 2006 e nel novembre dello stesso anno gli venne assegnato lo status di Partner Candidato dal Wildlife Conservation Network[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Milner-Gulland, E.J. & Mallon, D.P. (Antelope Red List Authority) 2008, Saiga tatarica in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ Richard Ellis, No Turning Back: The Life and Death of Animal Species, New York, Harper Perennial, 2004, p. 210, ISBN =0-06-055804-0.
  3. ^ 15% Decline http://www.saiga-conservation.com/home.html
  4. ^ Pre-Caspian Population http://www.saiga-conservation.com/news_article/items/emergency-appeal-for-the-saigas-of-the-pre-caspian-region-of-rus.html
  5. ^ Number of saiga amounted to 81,000 in Kazakhstan http://engnews.gazeta.kz/art.asp?aid=141166
  6. ^ May 2010 Saiga Deaths http://news.bbc.co.uk/2/hi/science_and_environment/10179345.stm
  7. ^ SCA http://www.saiga-conservation.com/who.html

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