Panthera uncia

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Leopardo delle nevi
Lightmatter snowleopard.jpg
Panthera uncia
Stato di conservazione
Status iucn3.1 EN it.svg
In pericolo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Famiglia Felidae
Genere Panthera
Specie P. uncia
Nomenclatura binomiale
Panthera uncia
Schreber, 1775
Sinonimi

Uncia uncia

Areale

Snow leopard range.png

Il leopardo delle nevi (Panthera uncia)[1], anche detto irbis, è un felide che vive nell'Asia centrale. Nonostante venga chiamato "leopardo", esso in realtà non lo è. Più strettamente legato alla tigre (Panthera tigris) la cui divergenza evolutiva è avvenuta oltre 2 milioni di anni fa è stato solo di recente inserito nel genere Panthera, di cui fanno parte anche la tigre, il leone, il giaguaro ed il leopardo. Prima infatti si era ritenuto appartenesse al genere Uncia, di cui era l'unico rappresentante.
Sono state classificate due sottospecie distinte di leopardo delle nevi (McCarthy et al. 2003), ma un'analisi genetica approfondita non è ancora stata fatta.[2]
La sua attitudine a vivere in luoghi remoti e poco accessibili ne ha reso difficile lo studio, infatti le prime notizie attendibili sulla sua ecologia sono arrivate dalla metà degli anni '70.

Indice

[modifica] Descrizione

Snow leopard portrait-2010-07-09.jpg

La testa e il corpo di questo animale misurano circa 132 cm; a ciò va aggiunta la coda, lunga 91 cm circa. L'altezza al garrese è di circa 60 cm, simile a quella di altri leopardi. Forse anche il peso è quasi identico a quello del leopardo, ma pochi irbis sono stati pesati, per cui non si ha nessuna certezza. Confrontato con il leopardo, l'irbis ha una testa più piccola e una coda più lunga, mentre il corpo sembra più lungo in rapporto alle zampe; il paragone fra i due animali è difficile data la lunghezza del pelame dell'irbis, che è lungo sulla maggior parte del corpo poco più di 2 cm e mezzo, che raggiunge una lunghezza di 5 cm sulla coda, e di 7 cm sul petto e sul ventre.

La pelliccia invernale è notevolmente più fitta di quella estiva, ed è un po' più grigia, ma il colore fondamentale rimane sempre il grigio-bruno con una sfumatura di giallo in certe zone; le parti inferiori sono di un bianco quasi puro, il che contribuisce a cancellare gli effetti delle ombre. Il corpo è disseminato di grandi rosette nere, dal contorno piuttosto indefinito. Anche la lunga coda presenta macchie nere. Le parti posteriori delle orecchie sono nere alla base mentre le punte sono più chiare.

[modifica] Area di distribuzione e riproduzione

Il leopardo delle nevi.

Vi sono probabilmente degli esemplari nella Persia settentrionale ed è possibile che anticamente vivessero anche in quella meridionale. Georges-Louis Leclerc, famoso naturalista francese del 1700 e conte di Buffon, affermò che in Persia essi erano parzialmente addomesticati ed addestrati alla caccia, ma forse confondeva il leopardo delle nevi col ghepardo, che spesso era addestrato a rincorrere la selvaggina. Nessun altro autore ha parlato di irbis domestici: quindi la testimonianza di Leclerc è molto dubbia.

Ancor oggi l'area in cui vive il leopardo delle nevi è poco conosciuta; è racchiusa tra le catene montuose dell'Asia centromeridionale, come il Pamir, il Tibet e l'Himalaya. A nord si estende fino ai Monti Altai e Saiani e penetra in Mongolia e nella Cina occidentale.

Benché non arrivi alle latitudini più settentrionali, il leopardo delle nevi vive a notevoli altezze e spesso incontra condizioni climatiche molto fredde o decisamente glaciali. Solitamente lo si riscontra tra i 3.000 m 5.400 m in Himalaya ed i 900 m e 3.000 m in Mongolia e Russia

Questo animale è ben adattato a resistere al freddo, poiché il suo mantello gli fornisce un ottimo isolamento; inoltre ha orecchie piccole, che sono meno sensibili delle grandi al morso del gelo. Anche la lunga coda, un'appendice soggetta al congelamento in altre specie, ha una funzione ben precisa: serve a bilanciare il corpo durante gli inseguimenti delle sue prede lungo i ripidi pendii. Il ciclo vitale è adattato al clima: mentre i felini tropicali in genere non hanno stagioni d'accoppiamento fisse, il leopardo delle nevi ha una stagione d'accoppiamento chiaramente definita; non sarebbe opportuno che la femmina partorisse i suoi cuccioli nel gelo, durante il duro inverno. L'accoppiamento perciò avviene tra gennaio e la metà di marzo e dopo una gestazione di 90-103 giorni nascono i cuccioli. Ogni cucciolata di solito è costituita da due a quattro piccoli, che vivono nei primi giorni di vita in una tana, costituita a volte dall'interno di una caverna o da un anfratto roccioso; i leopardi delle nevi spesso utilizzano gli enormi nidi costruiti dagli avvoltoi tra i rami di bassi cespugli di ginepro. In luglio i cuccioli cominciano a seguire la madre nelle sue battute di caccia, e rimangono con lei fino alla fine dell'inverno successivo.

[modifica] Prede e abitudini di caccia

Uncia uncia.jpg

Come può facilmente intuirsi dalla sua colorazione mimetica maculata, il leopardo delle nevi ha il suo territorio di caccia tra le ombrose chiazze dei cespugli di ginepro, degli abeti rossi e delle betulle sparsi sui pendii delle montagne. Benché la sua lunga coda possa servirgli magnificamente per fargli da contrappeso sui balzi, il leopardo delle nevi non è mai stato visto arrampicarsi sugli alberi; di solito abita terreni più aperti, nascondendosi tra gli ammassi di roccia ai bordi dei pascoli montani.

Benché sia stato avvistato più volte durante il giorno, il leopardo delle nevi ha abitudini prevalentemente crepuscolari e notturne. Le sue principali prede sono il bharal o blue sheep (Pseudois nayaur) in Himalaya e Tibet e l'ibex asiatico (Capra ibex sirbirica) in Mongolia, Karakorum e Russia.

Se la selvaggina scarseggia, copre grandi distanze alla ricerca di prede; i suoi spostamenti sembrano seguire un percorso regolare; Ionov, naturalista russo, notò che, dopo una grossa nevicata in pieno inverno o dopo un acquazzone estivo, un leopardo delle nevi abbandonò il suo normale territorio di caccia e, traversata una profonda vallata, si spostò in altra zona. Alcuni giorni più tardi, quando il tempo si fu ristabilito, ritornò nella sua zona percorrendo la stessa strada.

Quando il suo territorio è vicino ai pascoli frequentati da greggi e le sue prede principali sono scarse, si possono verificare fenomeni di predazione sul bestiame domestico; spesso uccide pecore, capre e yak. Alcuni autori riportano anche i cavalli tra le sue prede accidentali, probabilmente puledri.

Di solito attacca la preda con la tattica dell'agguato; contro animali che riposano o che pascolano usa, invece, la tattica dell'avvicinamento furtivo; giunto a pochi metri dalla sua preda, spicca un balzo piombandole addosso. Il leopardo delle nevi è un saltatore eccezionale. S. I. Ognev, zoologo russo, degno di fede per la sua grande esperienza, racconta di averne visto uno superare con un balzo un crepaccio largo quasi 15 metri.

[modifica] Status e conservazione

Il totale della popolazione selvatica del leopardo delle nevi è stato stimato a solo 4.080 a 6.590 individui da McCarthy (dati del 2003). Però molte di queste stime sono grossolane e superate. Nel 1972, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha collocato il leopardo delle nevi nella Lista Rossa delle specie minacciate a livello globale come "Endangered" (valutazione condotta nel 2008). Ci sono anche 600-700 leopardi delle nevi nei giardini zoologici di tutto il mondo.

[modifica] Note

  1. ^ a b Jackson, R., Mallon, D., McCarthy, T., Chundaway, R.A. & Habib, B. 2008. Panthera uncia. In: IUCN 2011. IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.1.. Panthera uncia. In: IUCN 2010. IUCN Red List of Threatened Species. Versione 2010.1
  2. ^ Scheda su IUCN Red List

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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