Trexenta
| Trexenta subregione |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 39°37′44″N 9°09′00″E / 39.629°N 9.150°ECoordinate: 39°37′44″N 9°09′00″E / 39.629°N 9.150°E | ||||
| Superficie | 412,4 km² | ||||
| Abitanti | |||||
| Comuni | Barrali, Gesico, Guamaggiore, Guasila, Mandas, Ortacesus, Pimentel, Sant'Andrea Frius, San Basilio, Selegas, Senorbì, Siurgus Donigala, Suelli | ||||
| Divisioni confinanti | Sarcidano, Marmilla, Campidano di Cagliari, Parteolla, Sarrabus-Gerrei, Ogliastra, Barbagia di Seulo | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Localizzazione | |||||
Trexenta è il nome di un'area situata in Sardegna, nella parte settentrionale della provincia di Cagliari e comprendente 13 comuni.
Occupa una superficie di 412,4 km², il territorio è prevalentemente collinare nella parte orientale e più pianeggiante verso ovest.
I primi insediamenti nella regione risalgono alla preistoria, ne è testimonianza il nuraghe Piscu di Suelli.
Nel medioevo il distretto di Trexenta faceva parte del regno di Calari, uno dei giudicati della Sardegna.
Le attività agricole prevalenti sono la coltivazione dei cereali, dei vigneti e delle olive.
[modifica] Origine del nome
Il toponimo Trexenta deriva dal plurale neutro latino "trecenta", ad indicare probabilmente qualche misura agricola (per esempio trecenta iugera, equivalente a circa 75 ettari, o a qualche altra misura maggiore) o l'esistenza di trecento entità (per esempio granai, aziende agricole, fortezze o altro). Il nome Trexenta ricorda i trenta o trecento villaggi che la leggenda dice la popolassero nei tempi antichi e della maggior parte dei quali si è perso anche il nome. Quelli che oggi rimangono presentano il tipico aspetto dei centri agricoli del sud della Sardegna.[1]
[modifica] Comuni
Comprende i comuni di:
- Guamaggiore,
- Guasila,
- Mandas,
- Ortacesus,
- Pimentel,
- Sant'Andrea Frius,
- San Basilio,
- Selegas,
- Senorbì centro principale
- Siurgus Donigala,
- Suelli
e i centri minori:
[modifica] Note
- ^ Antioco Piseddu "Senorbì: note per una storia"