Tazenda

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Tazenda
I Tazenda in concerto ad Arbus nell'agosto 2014
I Tazenda in concerto ad Arbus nell'agosto 2014
Paese d'origine Italia Italia
Genere Musica etnica
Pop rock
Folk rock
Pop
Periodo di attività 1988 – in attività
Etichetta Visa Record
BMG Ricordi
Radiorama
Vida/Rusty Records
Album pubblicati 15
Studio 9
Live 5
Raccolte 1
Sito web

I Tazenda sono un gruppo etno-pop rock italiano formatosi in Sardegna nel 1988 ad opera di Andrea Parodi, Gigi Camedda e Gino Marielli, tutti e tre provenienti dal gruppo Coro degli Angeli, caratterizzato dal costante riferimento alla musica tradizionale della cultura isolana e alla lingua sarda. La maggior parte dei loro brani sono cantati nella variante logudorese con la quale sono stati scritti i documenti storici come la Carta de Logu, i restanti in lingua italiana.

Il nome è stato preso da Seconda Fondazione, un romanzo di Isaac Asimov appartenente al Ciclo della Fondazione. Nel romanzo gioca un ruolo fondamentale il pianeta Tazenda (il cui nome deriva dalla locuzione inglese Star's End)[1].

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Dalla fondazione all'uscita di Parodi (1988-1997)[modifica | modifica wikitesto]

Il primo album, Tazenda (1988)[2], presenta già le caratteristiche tipiche del trio: la mescolanza tra i suoni "moderni" di tastiere e chitarra elettrica con quelli tipici della Sardegna (launeddas, tenores, fisarmoniche diatoniche), le armonie vocali e la voce potente di Parodi. Alle attenzioni delle radio si impone il brano Carrasecare ("carnevale"), che fu presentato durante la trasmissione Rai Gran Premio, condotta da Pippo Baudo. La presenza di un canto popolare sardo (in questo album è No potho reposare, scritto da Salvatore Sini negli anni venti) sarà una costante di ogni loro lavoro.

Diventano poi famosi presso il grande pubblico a seguito della partecipazione al Festival di Sanremo 1991, con la versione italiana della loro Disamparados, presentata con Pierangelo Bertoli, che ne cura la riscrittura intitolandola Spunta la luna dal monte, dopo che si era rivolto proprio al gruppo sardo chiedendo loro una canzone da riadattare. Nella versione a quattro voci si fondono dunque la sezione in italiano con quella originale.[3], poi vincitrice della Targa Tenco. Pur non essendo nota l'intera classifica finale del Festival (limitata, in tale edizione, alle prime posizioni), l'esecuzione della serata finale ottiene un'ovazione del pubblico presente al Teatro Ariston, con chiamata degli artisti sul palco, privilegio piuttosto raro nella manifestazione sanremese, che in quella edizione è stato condiviso dalla performance di Renato Zero.

In quello stesso anno è pubblicato l'album Murales, che vende più di 200.000 copie. Con alcune canzoni come Mamojada, Nanneddu Meu (canto popolare dedicato a Nanni Sulis) e la stessa Disamparados, vincono l'edizione del Cantagiro, in abbinamento con Paola Turci.

L'anno successivo partecipano nuovamente al Festival di Sanremo, presentando Pitzinnos in sa gherra, brano scritto con la collaborazione di Fabrizio De André, autore dei versi finali in italiano. La canzone si classifica all'ottavo posto dopo avere ottenuto l'accesso alla serata finale (essendo in tale anno prevista l'eliminazione anche per i cantanti cosiddetti "Big").[3].

Nello stesso anno pubblicano l'album Limba che contiene, fra le altre canzoni, Preghiera semplice, forse la loro canzone più riuscita nonché uno dei loro migliori successi, con la quale parteciparono al Festivalbar, e 'Etta abba chelu, eseguita insieme a Fabrizio De Andrè che canta un verso.

È del 1993 il singolo Il popolo rock, che anticipa l'uscita dell'album omonimo, il primo dal vivo.

La lista delle loro collaborazioni è di grande rilevanza: tra gli altri, Gianni Morandi con il Coro degli Angeli, i Simple Minds, Fabrizio De André, Pierangelo Bertoli, Mauro Pagani, Paola Turci, gil Inti-Illimani, Maria Carta, Eros Ramazzotti e Francesco Renga.

In questo periodo, oltre che in Italia, si esibiscono anche negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Belgio, Slovenia e a Cuba.

Nel 1995 esce un altro album: Fortza paris, in cui, a differenza dei precedenti, i brani sono equamente distribuiti tra lingua italiana e lingua sarda.

Nel 1997 è pubblicata la prima raccolta ufficiale dei Tazenda dal nome Il Sole di Tazenda, contenente anche tre brani inediti. Questo sarà l'ultimo album con Andrea Parodi alla voce; infatti, nello stesso anno, egli esce dal gruppo.

Il gruppo senza Andrea Parodi (1998-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Gino Marielli e Gigi Camedda decidono di proseguire con l'esperienza del gruppo anche dopo l'uscita di Andrea Parodi, e nel 1998 incidono Sardinia. Il disco contiene, fra le altre, la canzone "S'istrumpa", il cui videoclip è girato in parte nella palestra di Ollolai. Nel 2001 incidono un live in presa diretta dal nome di Bios - Live in Ziqqurat, nel quale, per colmare l'assenza di Parodi, si avvalgono della collaborazione della giovane cantante algherese Claudia Crabuzza[4].

Nel 2003 viene pubblicato un singolo dal titolo Bandidos, seguito nel 2005 dall'album ¡¡¡Bum-ba!!!, contenente undici brani inediti di genere prettamente latino-americano e cantato per gran parte in spagnolo, novità assoluta per i Tazenda. In due brani dell'album si avvalgono della collaborazione di un giovane cantante sardo di nome Gian Mario Masu, selezionato dopo un concorso fra giovani voci della Sardegna (durante questo periodo fu preso in considerazione anche Beppe Dettori ma, poiché egli in quel periodo viveva a Milano, non si concretizzò la sua partecipazione).

Il ritorno di Parodi e la morte (2006)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2006 Andrea Parodi inizia a collaborare di nuovo con i suoi vecchi compagni in alcuni concerti basati sull'esecuzione del vecchio repertorio, e partecipa alla registrazione di due nuovi brani, E sarà Natale (già presente in ¡¡¡Bum-ba!!!, in cui ora si aggiunge la voce di Parodi) e Armentos (canzone cantata spesso da Andrea Parodi nel suo periodo solista), entrambi contenuti in Reunion, nuovo album dal vivo inciso all'Anfiteatro romano di Cagliari.

Il 17 ottobre 2006, a Cagliari, Andrea Parodi muore causa di un tumore scoperto un anno prima[5].

L'entrata di Beppe Dettori e la riaffermazione (2006-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2006 vi è l'ingresso del nuovo cantante, Beppe Dettori, solista già esperto di musica sarda. Il suo ingresso nel gruppo corrisponde ad una nuova fase creativa, dopo la scomparsa dello storico cantante Andrea Parodi.

Il 30 maggio 2007 i Tazenda pubblicano l'album Vida. Pubblicato da Radiorama, il disco contiene sette brani inediti più alcuni pezzi storici e si caratterizza per il ritorno al vecchio suono del gruppo. Il singolo Domo mia (dedicato a Parodi), scritto in collaborazione con Eros Ramazzotti[6], ha anticipato l'uscita del disco. Da notare soprattutto la nuova versione di No potho reposare nella quale è stato ricreato un duetto virtuale fra Beppe Dettori e lo storico cantante Andrea Parodi, riproducendo alcuni versi da quest'ultimo incisi quando già era colpito dalla malattia. All'interno è anche presente una dedica da parte di Gigi Camedda all'ex compagno scomparso. L'album è stato certificato disco di platino in Italia per le oltre 100.000 copie vendute.

Il 23 maggio 2008 viene pubblicato l'album Madre Terra, titolo dell'omonimo singolo uscito in radio che vede la collaborazione di Francesco Renga.

Il 20 febbraio 2009 i Tazenda partecipano al 59º Festival di Sanremo come ospiti, accompagnando sul palco Marco Carta in una rivisitazione parzialmente in lingua sarda del suo brano La forza mia che ha successivamente vinto il festival.

L'8 maggio 2009 esce il singolo Piove luce in duetto con Gianluca Grignani, che funge da apripista al nuovo album Il nostro canto - Live in Sardinia, pubblicato a giugno dello stesso anno e che, oltre a contenere la nuova canzone con Grignani e altri inediti (fra i quali la rivisitazione in sardo di La forza mia di Marco Carta, ivi chiamata appunto Sa fortza mea), presenta brani suonati dal vivo durante la recente tournée in Sardegna della band. Il live (il primo con alla voce Beppe Dettori) è seguito due anni dopo da un altro album dal vivo, intitolato Desvelos tour e pubblicato in formato CD+DVD[4].

Nel 2012 viene pubblicato il nono album inciso in studio, intitolato Ottantotto. Verso la fine dello stesso anno, a causa di incomprensioni nate dalla diversità di vedute riguardo la scelta musicale intrapresa dal gruppo, Beppe Dettori lascia i Tazenda[7]. I restanti membri Gino Marielli e Gigi Camedda annunciano successivamente sul loro sito la ricerca di un nuovo cantante che abbia rigorosamente due caratteristiche: voce tenorile e origini sarde[8].

L'entrata di Nicola Nite (2013-presente)[modifica | modifica wikitesto]

I Tazenda ad Arbus nell'agosto 2014 con il nuovo cantante Nicola Nite

Nel marzo 2013 i Tazenda annunciano l'ingresso di Nicola Nite di Alghero alla voce, dopo una selezione online tramite il loro sito. Altra novità importante rappresenta la nuova collaborazione con Mogol (che ha già collaborato con Gino e Gigi ai tempi del Coro degli Angeli) e l'annuncio consequenziale che i prossimi lavori avranno come lingua predominante l'italiano, segnando un punto di netta discontinuità col loro passato storico[9].

La prima pubblicazione ufficiale della nuova formazione avviene a novembre 2013, quando viene pubblicato il singolo Il respiro del silenzio, realizzato in duetto con il cantante dei Modà Francesco Silvestre e scritto insieme a Mogol.[10]. Collaborano nuovamente con i Modà con il brano Cuore e vento, brano dedicato alla Sardegna e pubblicato nella nuova edizione di Gioia, quinto album dei Modà.[11] Anche quest'ultimo brano verrà pubblicato come singolo nell'agosto 2014[12].

Genere musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il genere dei Tazenda è definito come "etno-pop-rock"; la sua caratteristica infatti consiste nello spaziare fra il pop, il rock e la musica etnica, con la fortissima e predominante influenza della musica sarda. Spesso nelle loro canzoni sono presenti strumenti musicali tipicamente sardi, come le launeddas e gli organetti.

A livello vocale, altra influenza della musica sarda, vi sono tre voci di tre tonalità differenti: un tenore, un baritono e un basso che spesso si mescolano e generano un canto a tenore. La voce di basso è quella di Gigi Camedda, il baritono è Gino Marielli e il tenore è stato Andrea Parodi prima e Beppe Dettori poi.

La lingua predominante è quella sarda, in variante logudorese, essendo loro provenienti dalla parte nord della Sardegna. Nei primi album la lingua sarda era esclusiva, ma successivamente, anche a seguito del successo nazionale, i Tazenda hanno cominciato ad inserire nei propri album anche brani in italiano. Questo è stato uno dei motivi iniziali per cui Andrea Parodi lasciò il gruppo nel 1997 proseguendo per una carriera solista più legata alla musica tradizionale, in considerazione del fatto che i Tazenda si erano indirizzati verso un genere più pop. Costituisce un caso particolare invece l'album ¡¡¡Bum-ba!!!, nel quale i Tazenda cantano anche in spagnolo. Dall'album Ottantotto il gruppo si è definitivamente spostato su sonorità più pop e meno sperimentali, introducendo anche l'uso di sintetizzatori e tastiere ma mantenendo comunque la caratteristica del canto sia in lingua italiana che in quella sarda, aggiungendo anche alcune parti in inglese[13].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Attuale[modifica | modifica wikitesto]

Ex componenti[modifica | modifica wikitesto]

Turnisti[modifica | modifica wikitesto]

  • Massimo Cossu – chitarra ritmica (1993-1995, 2005, 2008-presente)
  • Marco Garau – batteria (2010-presente)
  • Massimino Canu – basso (2010-presente)
  • Marco Camedda – tastiera (2004-presente)
  • Claudio Golinelli – basso (1988-1992)
  • Fabrizio Guelpa – batteria, percussioni (1988-1995), (1997-2001)
  • Roberto Valentini – basso (1992-1996)
  • Claudia Crabuzza – voce (2000-2002)
  • Alessandro Canu – batteria (2005-2006)
  • Cristiano Caria – basso (2005-2006)
  • Gianluca Corona – chitarra ritmica (2005-2007)
  • Giovanni Pinna – basso (2007-2009)
  • Marcello Bossi – batteria (2007-2009)

Timeline della formazione[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Addio a Andrea Parodi, ex cantante dei Tazenda, Repubblica.it, 18 ottobre 2006. URL consultato il 2 gennaio 2013.
  2. ^ [1] informazione tratta dal sito ufficiale
  3. ^ a b Tazenda Festival di Sanremo 2006 - Festivaldisanremo.com - Il sito Indipendente sul Festival di Sanremo
  4. ^ a b I Tazenda, Tazenda.it. URL consultato il 28 agosto 2014.
  5. ^ Mario Luzzatto Fegiz, Addio ad Andrea Parodi l' «indiano» dei Tazenda, Corriere della Sera, 18 ottobre 2006. URL consultato il 27 ottobre 2010.
  6. ^ Eros canta in sardo e rilancia i Tazenda, Corriere della Sera dell'11 luglio 2007
  7. ^ Beppe Dettori, lettera d'addio ai Tazenda dopo sei anni da protagonista, Castedduonline.it, 18 dicembre 2012. URL consultato il 31 agosto 2014.
  8. ^ Tazenda: Comunicato ufficiale, Tazenda.it. URL consultato il 31 agosto 2014.
  9. ^ Comunicato news 2013, Tazenda.it. URL consultato il 6 marzo 2013.
  10. ^ Tazenda "Il respiro del silenzio", Tazenda.it. URL consultato il 27 agosto 2014.
  11. ^ Dal 19 novembre l’album “Gioia… non è mai abbastanza!”, Rockmoda.com, 24 ottobre 2013. URL consultato il 27 ottobre 2013.
  12. ^ In radio il nuovo singolo “Cuore e vento” con i Tazenda, Rockmoda.com, 25 agosto 2014. URL consultato il 27 agosto 2014.
  13. ^ Intervista Tazenda Ottantotto è il disco del ritorno, Outune.it, 3 maggio 2012. URL consultato il 31 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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