Anfiteatro romano di Cagliari

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Coordinate: 39°13′26.76″N 9°06′48.28″E / 39.2241°N 9.11341°E39.2241; 9.11341

Anfiteatro Romano
Roman Amphitheatre of Cagliari.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Cagliari
Indirizzo Via Sant'Ignazio da Laconi, Cagliari
Dati tecnici
Tipo Teatro all'aperto
Capienza 10.000 posti
Realizzazione
Costruzione II secolo d.C.
[web ufficiale]

L'anfiteatro romano di Cagliari è un edificio di origine romana, situato nel comune sardo di Cagliari.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

L'anfiteatro è per metà scavato nella roccia mentre la parte restante era in calcare bianco, e la facciata sud doveva superare i 20 metri. L'anfiteatro ospitava combattimenti tra animali, tra gladiatori e tra combattenti specializzati che venivano reclutati anche fuori dalla Sardegna. In egual misura venivano eseguite le pene capitali davanti alla folla esultante. Poteva contenere 10.000 spettatori circa, quasi 1/3 degli abitanti della Carales romana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Età romana e secoli successivi[modifica | modifica sorgente]

L'anfiteatro come doveva apparire durante il periodo romano

Venne edificato tra il I e il II secolo d.C., quando la Sardegna era sottoposta alla dominazione romana.

A seguito della diffusione del cristianesimo nei territori dell'Impero romano, le lotte gladiatorie divennero sempre più impopolari tant'è che nel 438 d.C. l'imperatore Valentiniano III le proibì per legge.

L'anfiteatro cadde così in disuso e a partire dal periodo altomedioevale fino al medioevo venne utilizzato come cava dai vari conquistatori (bizantini, pisani, aragonesi ecc.) che necessitavano di materiali a buon mercato per la costruzione di nuove fortificazioni.

L'anfiteatro oggi[modifica | modifica sorgente]

L'anfiteatro nel 2003

La zona venne acquisita dal comune di Cagliari nel diciannovesimo secolo che affidò gli scavi archeologici al canonico Giovanni Spano. Oggi l'anfiteatro è ricoperto da una struttura in ferro e legno che permette di ospitare spettacoli e concerti durante la stagione estiva. Gli ambientalisti e la sovritendenza archeologica hanno spesso criticato questa struttura (ufficialmente amovibile ma di fatto presente ormai da dieci anni) che ha causato già durante la sua edificazione numerosi danni al monumento e che sta causando, per via della poca circolazione d'aria sotto le tribune, la formazione di muffe le quali stanno lentamente corrodendo la pietra. Anche l'assessore comunale alla cultura Giorgio Pellegrini si è dimostrato critico nei confronti della situazione in cui si trova attualmente l'anfiteatro[1]. Dal 2011 con il cambio dell'amministrazione della città, la nuova giunta guidata dal sindaco Massimo Zedda ha iniziato il graduale procedimento di rimozione delle strutture con l'obiettivo di riportare l'anfiteatro alla sua originaria funzione di sito archeologico.

L'anfiteatro nel 2014 senza buona parte delle strutture in legno

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Come da articolo edito su La Nuova Sardegna il 2 febbraio 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]